Diario: Dalla glera al Prosecco. Prima quindicina di marzo

Questo doveva essere un appuntamento mensile ma per la seconda parte ho dovuto spezzarlo in due parti altrimenti avrei scritto un “pistolotto illeggibile”.

 

2 Marzo: Temperature in netto calo mi hanno preoccupato non poco, quello che vedete è il pianto della vite di prosecco GELATO. Fortunatamente non abbiamo fatto grossi tagli alle vite e spero non ci siano stati grossi danni. Abbiamo inoltre messo del mastice in tutti i tagli più grossi del dovuto per riparare la vite da funghi e batteri.

 

 

Potature finite alla fine della prima settimana di marzo, in tutte le vigne, comprese quelle prese in affitto l’anno scorso gestite da amici di famiglia fino all’anno precedente.

Quest’anno niente fuochi per bruciare i tralci di potatura, abbiamo deciso di chiamare un terzista che ce li ha macinati e raccolti per poi fare un cumulo riutilizzarli l’anno prossimo come nutrimento per le vigne.

Questo il risultato, una montagna di tralci sminuzzati. Nei prossimi giorni prepareremo il cumulo che probabilmente mescolerò con del letame. Faremo fermentare questo gran mucchio di “legna” per ottenere l’anno prossimo del compost ricchissimo di sostanza organica che servirà per rivitalizzare il suolo.

Il passo successivo è stato il più doloroso. Con un miniescavatore abbiamo tolto tutte le viti morte, (più di 2000) La flavescenza dorata e l’escoriosi stanno facendo molti danni qui in zona.

Sostituiti anche tutti i pali che abbiamo rotto quest’estate durante le varie lavorazioni della vigna

In certi punti del vigneto la terra era ancora bagnata sebbene qui non piova da mesi. Questa terra che d’estate maledisco perchè mi crea enormi problemi per il passaggio col trattore e che le viti amano perchè non le lascia mai a secco.

Oggi (e domattina) abbiamo dedicato la giornata allo spargimento del letame maturo che ho immagazzinato un anno fa mentre i due ragazzi, che in questi giorni mi stanno aiutando, rimpiazzano le viti che qualche giorno fa ho tolto.

Il risultato è questo, una vigna di glera dove a filari alterni è stato seminato orzo, veccia e trifoglio per dare sostanza organica al terreno, nei filari non seminati ma inerbiti è stato portato del letame (solo nelle zone dove era necessario)

Mentre noi eravamo in vigna il babbo,che con tanto amore chiamiamo (“capo” ) ha finito di filtrare le basi vino per lo spumante ed ha controllato che i lavori per il fotovoltaico proseguissero in maniera corretta. L’impianto è finito e non appena l’enel verrà a collegarcelo potremo produrre 20 KW ora di energia gratuita e pulita.

Alla prossima.

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  1. Stufeabioetanolo.org on 28 Novembre 2013 at 16:51 Rispondi

    E’ bello leggere storie come queste, dove lavori prestigiosi e antichi come quello di fare il vino, si mescolano a situazioni estremamente moderne come la produzioni di energia gratuita ed ecosostenibile. Tutti noi dovremmo prestare maggiore attenzione per il rispetto del nostro pianeta senza per questo rinunciare alle nostre tradizioni.

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