Guide, dall’altra parte della barricata

blind fold italian

Ho sempre avuto un brutto rapporto con le guide e i concorsi del vino. In passato alcune “vittorie” mi hanno insospettito. Per questo fino all’anno scorso non ho mandato i vini a nessuno se non alla guida Slow Wine che veniva a visitare l’azienda prima di decidere se il nostro vino era valevole.

L’anno scorso il consorzio ci richiede di mandare i campioni a più guide possibili per fare in modo che il territorio venga conosciuto.

Bene, alcuni giorni fa sono passato dall’altra parte della barricata. La guida Vini Buoni d’Italia mi chiama per partecipare alla degustazione dedicata ai Prosecco DOCG.

Una cinquantina di vini degustati rigorosamente alla cieca che hanno messo in crisi il mio modo di vedere le cose.
Degustare in batteria è davvero complicato, snervante.
Da quella serie di assaggi ho imparato che:

1. La degustazione cieca è ancora la migliore cosa che si possa fare per essere imparziali ed obiettivi
2. I degustatori che ho conosciuto io sono seri e preparati
3. Il confronto tra enologi e degustatori professionisti è utile da entrambe le parti
4. Per fare un grande prosecco dry servono uve di grande qualità e vignaioli in grado di gestirle con coscienza
4.1. non è assolutamente vero che lo zucchero aiuta. Difficilissimo produrre un dry equilibrato e piacevole
5. Il prosecco si sta sempre più orientando verso la tipologia brut
6. Anche le grandi aziende riescono a fare una linea di prosecco ad altissimi livelli
7. Il Cartizze è per la stragrande maggioranza prodotto nella tipologia Dry
8. Dopo 50 vini avresti voglia di stenderti a letto e dormire per due giorni interi
9. Per degustare professionalmente bisogna essere allenati
10. Quando su 5 bicchieri ci sono 3 vini che si assomigliano in maniera spudorata vuol dire che c’è qualcosa che non va
10.1. Dall’altra parte, discostarsi troppo dall’idea che abbiamo in mente del Prosecco potrebbe essere visto come difetto o mancanza di tipicità.

Luca Ferraro
vignaiolo

Questo post ha 1 commento

  1. Alessandro Carlassare on 9 Giugno 2014 at 2:21 Rispondi

    10 commenti che condivido in pieno, sottolineando quelli al numero 4 ed al numero 8!
    A parte ciò trovo sia un esercizio bellissimo (quasi di umiltà) quello di porsi “dall’altra parte della barricata”, ad assaggiare vini sconosciuti con il fardello di doverli giudicare nel modo più oggettivo possibile.
    Bravo Luca, ho apprezzato moltissimo il tuo sforzo!

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