Discussioni accese sull’utilizzo di Glyphosate

La primavera è una stagione meravigliosa, la natura si risveglia, i ciliegi fioriscono e ahimè sotto a molte vigne di Prosecco appaiono come per magia delle strisce giallo/rosse date dal diserbo.

E’ sempre difficile parlare di questo senza toccare la sensibilità di amici e colleghi che lo usano e quando si affronta l’argomento si creano delle discussioni molto accese tra chi sostiene questa pratica e chi la rifiuta.

Questa discussione in particolare si è soffermata sui costi del non diserbo in alta collina dove i trattori non arrivano e tutte le lavorazioni devono essere fatte a mano. Pare che non usare il Glyphosate renda la produzione antieconomica, i costi crescerebbero alle stelle.

Personalmente non ho mai considerato puri costi di gestione ma l’insieme delle cose. Dobbiamo metterci in testa che non produciamo bulloni ma vino e che turismo, salubrità e difesa del territorio sono la base del nostro lavoro.

Se badassimo esclusivamente al punto di vista economico daremo ragione a chi compra vino al discount a 2 lire e io non voglio pormi su quel livello, non voglio deprezzare il duro lavoro che ogni vignaiolo svolge durante tutto l’arco dell’anno.

Durante la discussione si è fatto un paragone con i cellulari e le scarpe che tutti noi compriamo senza badare troppo al costo senza pensare che dietro a questi oggetti c’è sfruttamento dei lavoratori o utilizzo del lavoro minorile.

Ragionamento che non fa una piega ma che non tiene conto di un piccolo particolare (purtroppo), le righe gialle sotto alle vigne si vedono a 1 Miglio di distanza mentre il lavoro minorile è nascosto dalle pareti capannoni.

Quanto costa alla comunità l’utilizzo del Glyphosate?

Quanto incidono sulla reputazione del territorio agli occhi dei turisti quelle strisce gialle sotto le vigne?

Quanto incide sulla popolazione l’utilizzo del disseccante sotto l’aspetto salutistico?
Nelle nostre vigne di Glera non usiamo più diserbo chimico da almeno 6 anni, più probabilmente 7. Di certo i costi di produzione sono più alti rispetto a chi diserba, certamente passiamo molte più ore in vigna rispetto ad altri colleghi ma siamo felici così.

Di sicuro come diceva Alfonso Cevola in un passato post, non ci siamo comprati la Mecedes e nemmeno la BMW ma siamo orgogliosi del lavoro che stiamo facendo e continuiamo ad usare delle normalissime utilitarie.

Chi lavora la terra con etica dovrebbe sapere che non si deve guardare al breve periodo ma a quello che succederà quando le future generazioni prenderanno il nostro posto. Se continueremo a sfruttare il suolo, ai nostri figli daremo terra sterile ed io non ho nessuna intenzione che ciò accada.

Continueremo a fare sovesci per mantenere alta la fertilità del suolo e ad evitare il diserbo, continueremo a passare la maggior parte del nostro tempo in vigna per darvi un Asolo Prosecco docg Superiore di grande qualità e il più possibile salubre.

—Luca Ferraro
vignaiolo


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