Prosecco History: Cambio della guardia tra le varietà.

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Glera una bandiera d’identità e una barriera alle invasioni – Parte 2

di Ulderico Bernardi, professore in sociologia dei processi culturali nell’università Cà Foscari di Venezia (pubblicato in L’enologo, N. 10, ottobre 2014, 20-22).

Cambio della guardia tra le varietà.

Vecchi vitigni, di ceppo tradizionale, vengono sostituiti con altri, più robusti. Impera il Verdiso – oltre 25.000 hl fra Vittorio Veneto, Conegliano, Valdobbiadene – seguito dal Bianchetto (Bianchetta ndr) – 6600 hl – dalBoschero (Boschera ndr) – altri 3800 hl – e infine dal Prosecco (Glera) con 3200 hl.

È dunque piuttosto recente la rimonta dell’ormai affermato Prosecco sui fianchi collinari, nelle mitiche rive del Fol e di Cartizze, di Guia, di Combai, di Farra, Col San Martino, Refrontolo, Ogliano, Santa Maria e San Pietro di Feletto, e tanti colmelli baciati dalla perfezione enologica.

Innestato su una solida e consolidata tradizione di vini bianchi, s’avvale di memorie poetiche come quella di Lorenzo Stecchetti, cantore delle sogliole fritte e vin di Conegliano.

Prosecco tondo nostrano o gentile, Prosecco bianco, Prosecco Balbi, Prosecco lungo, tante denominazioni per una sola bontà. E una colma di emozioni che comprende l’amor di patria.

Questo post ha 1 commento

  1. sararocutto on 2 Luglio 2015 at 8:11 Rispondi

    Ne ha di vita il Prosecco!

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