La nuova vigna di Prà Grande a Monfumo

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La storia di Monfumo parla chiaro e strilla a gran voce Bianchetta Trevigiana

Questo è stato il pensiero che ci ha portato a piantare la nuova vigna di “Prà Grande” unicamente di questo vitigno.
Tutto nasce da una telefonata di una sconosciuta che ci avvisa che ci sono 4000 metri di terreno in vendita, proprio nella nostra amata Monfumo, con 5 o 6 vecchi filari di Bianchetta Trevigiana 

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In poche ore contattiamo il proprietario e chiudiamo l’affare, quel piccolo appezzamento doveva diventare nostro, così è stato.
Prima e scarsa vendemmia nel settembre 2016, la vigna è malandata e poco produttiva, molte le viti morte.
Decidiamo quindi di spiantarlo, mantenere i 2 filari più sani e piantarlo nuovamente nella primavera 2017.

 

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La scelta è sicuramente antieconomica e controcorrente ma queste parole ci riempiono di speranza e ci dicono che se lavorata con coscienza potrà darci grandi soddisfazioni.

 “Un vino ottenuto dall’uva ben matura della Bianchetta gentile venne citato da Giacomo Agostinetti di Cimadolmo (1679) e indicato come il migliore bianco prodotto all’epoca nel Trevigiano. Purtroppo, la sua fortuna diminuì già all’inizio del secolo successivo, soprattutto a causa della crisi conseguente alla terribile gelata del 1709. Dopo la grave calamità, infatti, i vitigni migliori ma più delicati, tra cui la Bianchetta, non vennero rinnovati, preferendosi varietà più precoci e feconde allo scopo di recuperare più rapidamente le perdite.”


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(Piccole barbatelle di Bianchetta)

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(Fresatura)

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(Zappatura e pulizia delle barbatelle)

La parte difficile sarà capire come usare quest’uva.

Un bianco fermo?
Un rifermentato in bottiglia?
Un metodo Martinotti non dosato?

Si accettano consigli.

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