Categoria: Bele Casel

Felice Giornata della Terra dalla Bele Casel

“Il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra”.

Felice giornata della Terra dalla Bele Casel!

Ecco una foto dei fiori di rucola selvatica in uno dei nostri vigneti nel comune di Monfumo, la vigna Prà Grande

I fuori di rucola selvatica, senape e altre varietà, stanno esplodendo nei nostri vigneti. E non è altro che un segno che tutto quello che stiamo facendo da anni ha creato una robusta biodiversità. E’ la chiave per produrre dei grandi vini, secondo noi. E crediamo anche sia la chiave per prendersi cura dell’ambiente, del pianeta e di noi stessi.

Ecco una breve storia su questa giornata

 

Nel 1969 durante una conferenza dell’UNESCO a San Francisco, l’attivista pacifico John McConnell propose di dedicare un giorno in onore della Terra e del concetto di pace, celebrato per la prima volta il 21 marzo 1970, il primo giorno di primavera nell’emisfero nord. Questo giorno di equilibrio della natura fu sancito in una proclamazione scritta da McConnell e firmata dal segretario generale U Thant presso le Nazioni Unite. Il mese seguente, un altro Giorno della Terra fu fondato, dopo che il senatore degli Stati Uniti Gaylord Nelson fece appello per la difesa del nostro pianeta, era il 22 aprile 1970. Nelson fu poi premiato con la medaglia presidenziale della libertà in riconoscimento per il suo lavoro. Mentre questo 22 Aprile la Giornata della Terra era focalizzata sugli Stati uniti, un’organizzazione lanciata da Denis Hayes, il coordinatore nazionale originale nel 1970, l’ha estesa a livello internazionale nel 1990 e organizzato eventi in ben 141 nazioni.

Numerose comunità celebrano la Settimana della Terra, un’intera settimana di attività concentrate su questioni legate all’ambiente che il mondo affronta. Nel 2017, la marcia per la scienza è coincisa con la Giornata della Terra (22 aprile 2017) ed è poi seguita la mobilitazione per il clima (29 aprile 2017)

Durante la Giornata della Terra 2016, l’epocale Accordi di Parigi è stato firmato da Stati Uniti, Cina, e altri 120 Paesi. Questo accordo soddisfa un requisito chiave per l’entrata in vigore della storica bozza dell’accordo sull’azione per il clima adottato con il consenso generale di 195 nazioni presenti nel 2015 alla conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite a Parigi.

 

Vi lasciamo con il Google Doodle di oggi, dedicato a questa magnifica giornata

DOCG vs DOC Prosecco: Il Prosecco nel mondo del vino su JancisRobinson.com

Il Prosecco è uno dei vini più redditizi nel mondo. E questo può accendere gli animi.

Il Prosecco DOCG è coltivato nelle colline moreniche dei comuni di Conegliano, Valdobbiadene e Asolo. Il Prosecco DOC è coltivato nelle valli della provincia di Treviso. Questa settimana, due dei più influenti scrittori del mondo del vino – Master of Wine Richard Hemming e Walter Speller, entrambi scrivono per JancisRobinson.com – hanno definito il ruolo delle due categorie nel mondo del vino oggi. Vi consigliamo di leggere entrambi gli articoli

In questo articolo, Hemming lamenta la commercializzazione del Prosecco, includendo i modi in cui questo vino è stato inglobato in una vasta gamma di prodotti commerciali che non hanno niente a che vedere né col vino né col cibo.

“Cos’hanno in comune il burrocacao, sali da bagno, cioccolatini, candele profumate, bustine di té e marmellata?”

“Hanno tutti inglobato il Prosecco in un improbabile estensione di un prodotto” nota nell’articolo The bottom end of sparkling

“Una volta proclamato come l’alternativa preferibile al vecchio e noioso Champagne, tanto del Prosecco è stato scomposto in qualcosa di economico e insipido. Com’è quindi che il Prosecco è diventato la puttanella degli spumanti, prestando il suo nome per qualsiasi cosa che contenga liquidi?” Si interroga

E’ un pezzo davvero interessante, che traccia l’arco dell’ascesa del Prosecco nel mondo degli spumanti

Speller, d’altro canto, sembra mettere in discussione l’omissione di Hemming riguardo i produttori della DOCG nel suo pezzo 

In riferimento al passaggio quotato dal pezzo di Hemming – In defence of sluts –  Speller scrive:

“Anche se non ci vuole una laurea, la maggior parte dei professionisti del mondo del vino, inclusi molti nel Regno Unito, sembra non riescano a comprendere la differenza tra Prosecco DOC e Conegliano Valdobbiadene DOCG [e Asolo DOCG ndr]…La prima è vasta; la seconda è ristretta, con diversi regolamenti di produzione, produzioni ridotte e qualità più alta. (Per inciso, quest’ultima sta lavorando nella direzione della totale sostenibilità, con la prospettiva di diventare biologica al 100%.) Ma tutto questo, sospetto, non rientra nella narrativa del Prosecco nel Regno Unito, perché niente di tutto questo è stato menzionato nell’articolo di Richard.”

Entrambi i pezzi sono estremamente interessanti e incoraggianti. Siamo dei grandi fans del sito di Jancis Robinson e vi suggeriamo di leggere entrambi gli articoli. In qualità di produttori di Prosecco DOCG biologico, crediamo che entrambi le argomentazioni siano fondamentali per capire il Prosecco oggi

Grazie per l’attenzione

Le origini del carnevale di Venezia

Nessuno conosce in realtà le vere origini del Carnevale di Venezia.

Sappiamo tuttavia che questa festa iniziò nel Medioevo, probabilmente attorno al 1100.

E molto probabilmente il suo inizio è legato a tradizioni pagane, per la necessità di festeggiare la fine dell’inverno e l’inizio del duro lavoro che richiede la primavera.

Le stesse tradizioni trovano espressione nei rituali Giudeo Cristiani

La Pasqua Ebraica, per esempio, era una festa primaverile che probabilmente trova le sue radici nella celebrazione pagana della primavera.

La Pasqua Cristiana segue la stessa tradizione: L’ultima cena di Gesù, si crede, fosse un seder (=ordine) pasquale.

Il Carnevale finisce sempre il Martedì Grasso, che precede il Mercoledì delle Ceneri e quindi l’inizio della Quaresima.

Per i Cristiani, la Quaresima è un periodo di penitenza, un periodo in cui molti Cristiani devoti digiunano, e nel caso specifico dei Cristiani praticanti, si smette di consumare carne.

Per questo motivo, molti credono che il nome Carnevale derivi, o sia un’influenza derivante dal latino “Carnem levare”, letteralmente togliere carne, anche se non abbiamo tutt’ora delle prove che confermino questa teoria, anche se è molto probabile.

Il fatto che molti Cristiani smettano di mangiare carne durante la Quaresima, proprio il giorno dopo la conclusione del Carnevale, è probabilmente ciò che ha dato vita a questa espressione, “Mardi gras” in francese, Martedì Grasso in Italiano, o fat Tuesday in inglese.

Molti credono che la parola Grasso si riferisca al nostro grasso (come risultato del consumo). Infatti, nella parlata Rinascimentale, i giorni di festa, quando il consumo di carne è concesso, venivano chiamati “grassi”, mentre giorni di digiuno venivano detti “magri”. (Nel libro di cucina “Libro de Arte Coquinaria” che risale al 1450 circa, il Maestro Martino da Como ha inserito ricette “grasse” e “magre”; queste ultime sono ricette per la maggior parte vegetariane mascherati da piatti di carne)

Anche se lontanamente collegato, il “Mardi Gras” di New Orleans trova le sue radici in questa tradizione

E’ importante ricordare che durante il Medioevo e il Rinascimento, quando il Carnevale divenne una festa sancita a Venezia, i Cattolici avevano delle regole sulla dieta molto rigide rispetto ai giorni dell’anno in cui era permesso o meno il consumo di carne. La maggior parte degli studiosi tuttavia sostengono che il Carnevale era originariamente concepito come celebrazione dei piaceri e dell’eccesso, prima che la Quaresima richiamasse all’astinenza.

E’ anche importante ricordare che Venezia, storicamente, era largamente conosciuta come una città di piaceri ed eccessi. Prima che il Carnevale fosse accettato come festa ufficiale dai Patriarchi di Venezia, la città lagunare era la capitale europea della prostituzione e del gioco d’azzardo – praticamente la Las Vegas dei nostri giorni

Con questo bene in mente, non è difficile trovare affinità e quindi una discendenza diretta con il “Mardi Gras” di New Orleans, con le origini del Carnevale.

In realtà non sapremo probabilmente mai le vere origini del Carnevale o quelle del suo nome, ma questo fa sicuramente parte dell’alone di mistero che lo rende così affascinante.

Jeremy Parzen

Mettersi in discussione per la qualità, sempre

vendemmia prosecco asolo docg

 

E’ giunto il momento, ancora una volta, di mettersi in discussione. Questa volta è il caso della prima parte della lavorazione della Glera. Stiamo riconsiderando l’importanza del periodo che va dal taglio del grappolo fino al carico della pressa. Oramai lo sapete che il nostro obiettivo è quello di aumentare la qualità dei nostri Asolo Prosecco.
Inizialmente la nostra attenzione si è concentrata sul carico della pressa che in questo momento avviene tramite pompa volumetrica, per eliminare quel passaggio ed evitare rotture del raspo che potrebbe cedere al mosto sostanze sgradevoli, l’alternativa è scaricare con bins o cassette direttamente in pressa.
Lavorare con i bins potrebbe essere per noi una valida alternativa al trasporto con rimorchio, sicuramente più onerosa e lenta ma senza dubbio qualitativamente superiore.
Ovviamente ogni cambiamento comporta spese e in questo caso anche lo studio di una logistica diversa rispetto agli anni precedenti.
Questi i passaggi obbligatori
1-  acquisto Bins, almeno 30/35
2- acquisto rimorchio adatto al trasporto, senza grosse pretese potremo comperare un usato, avendo distanze importanti dalle vigne alla cantina avremo bisogno di un rimorchio che sia in grado di trasportare almeno 20 cassoni e ci permetta di gestire al meglio il lavoro in vigna senza pause
3-  acquisto ribalta bins
4- studio e acquisto struttura ad imbuto che permetta di caricare la pressa direttamente dalla porta

Un’idea che inizialmente sembrava di facile gestione (anche economica) si è rivelata invece molto, molto onerosa. Stiamo parlando di circa 25.000€ (sigh)
Faremo come sempre un passo alla volta per non esagerare con le spese, partiremo dal ribalta-bins e probabilmente la struttura di scarico uve, in un prossimo futuro penseremo a rimorchio e bins nuovi.

Oramai l’età avanza e non possiamo più permetterci di scaricare centinaia di quintali d’uva in questo modo 🙂

 

Asolo Prosecco Extra Brut su SeriousEats

E’ un enorme piacere per noi vedere che Maryse Chevriere, scrittrice specializzata di vino, ha incluso il nostro Extra Brut tra i migliori Prosecchi da bere per questo capodanno su SeriousEats.

Ma ci fa ancora più piacere leggere quello che ha scritto a proposito del Prosecco DOCG in generale.

“Non tutti i Prosecchi sono fatti allo stesso modo” scrive. I migliori “sono fatti da vignaioli e piccole aziende familiari che producono e selezionano a mano le uve migliori”.

Un modo “per identificare il miglior Prosecco è prestare attenzione a queste due note in etichetta: Conegliano-Valdobbiadene o Asolo. Sono i nomi delle due zone DOCG dove il Prosecco viene prodotto, entrambe esigono standard di produzione e controllo qualità più alti rispetto alla meno assiduamente controllata DOC.”

Amen!

Purtroppo, c’è ancora molta confusione nel mercato americano riguardo alla differenza tra Prosecco DOCG e DOC.

In generale, non è necessariamente vero che la DOCG sia meglio della DOC. Ma nel caso del Prosecco, la produzione della DOCG avviene esclusivamente in vigneti di collina, mentre per la DOC in pianura.

La collina dà qualità più alta grazie all’altitudine e l’esposizione. Ma l’elevata qualità deriva anche dal fatto che le vigne della denominazione che sono molto pendenti, devono essere lavorate a mano.

Ed è grandioso vedere un’esperta di vino come lei scriverne a proposito.

Ecco quello che ha scritto del nostro Extra Brut:

“Questo Prosecco Asolo ha il classico profumo di pesca-albicocca, ma è più delicato di molti, si sente la frutta fresca invece del profumo di caramelle gommose dolci…semplicemente succoso e fruttato, ha una spuma frizzante e brillante – ma non aggressiva – mela verde aspra. E’ perfetto per un bicchiere di benvenuto, specialmente quando è servito con un piatto di crostini al formaggio di capra.”

Qui l’articolo completo.

Buon anno nuovo!

Bele Casel, ColFondo e Massimo Bottura

massimo bottura

Pochi mesi fa Fabio Fazio intervistò Massimo Bottura, chef dell’Osteria Francescana, uno dei massimi esponenti dell’arte culinaria del Bel Paese . Ho guardato questo video una volta e un’altra volta ancora con grande curiosità e stima e più l’ascoltavo e più si faceva prepotente in me la convinzione  che vi fosse del legame tra il Bollito non Bollito e il nostro amato ColFondo, tra il pensiero della Bele Casel e quello di uno dei migliori chef al mondo.

Qui ho riassunto molto velocemente le frasi che più mi hanno colpito:


– Avevo voglia di pormi delle domande
– Attraverso la materia prima riusciamo a trasmettere emozioni
– Perché devo bollire la carne per fare il bollito?
– Chiamo il professor Montanari per capire come è nato il bollito. 1200, quando le famiglie avevano bisogno…. Allora io devo bollire la carne perché 1000 anni di storia dicono che devo fare così? NO
– Proverò a fare il bollito in un altro modo per preservare il lavoro di questi artigiani
– Massimo Bottura a Lou Reed: ma ti rendi conto, non capiscono questo piatto, il bollito non bollito è come un taglio di Fontana, può cambiare la storia della gastronomia….
– Si parla di tutto quello che si deve togliere per arrivare all’essenza del sapore
– Il sapore deve rimanerti, deve rimanerti addosso per tutta la vita, come una canzone di Lou Reed
– Siamo cuochi, solo duro lavoro e un poco di talento.

 

Incredibile come questo suo pensiero assomigliasse, secondo il mio punto di vista, al cammino fin qui da noi intrapreso con l’introduzione del ColFondo tra la nostra produzione.

– Scegliamo l’uva delle nostre migliori vigne, tutte collinari, dove terreno, posizione ed esposizione sono elementi fondamentali. Ci affidiamo totalmente al terroir avendone rispetto e donandogli le cure di cui necessita senza alterare gli elementi propri che gli permettono di essere unico.

– Siamo da sempre aperti al confronto con colleghi, enologi, cantinieri e soprattutto anziani della nostra zona, per cercare di capire gli albori di questo vino, per studiare le sue evoluzioni e le sue potenzialità anche avvalendoci  dei ricordi del papà che già aveva avuto la fortuna di produrlo 40 anni fa.

– Un’unica e fondamentale domanda mi ha comunque sempre accompagnato : perché produrre un ColFondo come lo facevano i nostri trisavoli? Perché la sua storia era già stata scritta? Dalla storia si può imparare molto ed essa ci serve a provare a evitare errori nel futuro ma non ci si può fossilizzare in essa, si deve guardare avanti cercando di migliorare, apportando nuove idee, e soprattutto alla Bele Casel, cercando di far emergere la personalità di ciascuno di noi. L’intento è genuino e mai prepotente, non v’è volontà di fermarsi piuttosto dare un senso al presente e perché no lasciare un nostro contributo sperando che sia utile spunto per la generazione di domani.

– La nostra è diventata una ragione di vita, ci piacerebbe riuscire a trasmettere attraverso il calice qual’è il nostro lavoro e che regalo immenso ci dona il nostro territorio dell’Asolo Prosecco docg, il succo delle nostre uve e nulla più.

– Durante questo nostro difficile ma entusiasmante cammino ci siamo spesso imbattuti in pareri discordanti di amici e colleghi insistenti nel pensare che il ColFondo non sarebbe mai decollato, che era un vino che poco rispecchiava il territorio.
Testardi e con la convinzione nel cuore,  abbiamo comunque continuato a seguire  la nostra strada, consapevoli che prima o poi il tempo ci avrebbe dato ragione poiché è un vino difficile e a tratti scontroso ma se impari a conoscerlo ti da tanto e si apre a te senza riserve.

– Se mai vi capiterà di parlare con papà Danilo vi racconterà  di quando 10/15 anni fa veniva deriso per la sua scelta di non usare enzimi, chiarificanti, flottazione o centrifugazione per i suoi amati Prosecco.  Lui ha continuato a dar ragione al bicchiere e alle sue sensazioni. Non aggiungere per arrivare all’essenza, portar pazienza come si fa con un figlio che sta crescendo, accettare le giornate no per poi goderne appieno la fisiologica trasformazione.

– Anche noi, come Bottura, vorremmo che il “sapore” del nostro vino vi rimanga impresso riuscendo a percepirne le sensazioni e gioendo del piacere trasmesso dalla straordinaria sapidità e l’importante struttura, dono soprattutto del nostro straordinario e amatissimo territorio dell’Asolo Docg.

Siamo solo vignaioli, solo duro lavoro e un poco di talento

 

 

 

Bele Casel Asolo Prosecco Superiore su Wall Street Journal

Bele Casel Asolo Prosecco Superiore Extra Dry | €13 or $14

Will Lyons ha menzionato il nostro Extra Dry in un articolo a proposito della temperatura ideale per servire il vino.

Ecco la traduzione:

“Lo terrei in frigo per un paio d’ore e lo lascerei fuori per 10 minuti prima di aprirlo, giusto per far alzare un po’ la temperatura. Giallo paglierino, profumo di fiori, intenso e pulito, con un finale leggero ma pieno. Alcool 11%”

Clicca qui per l’articolo completo

 

Prosecco Diaries: Giugno

Giugno è il mese che ci ha visto impegnati nell’impianto della vigna di Monfumo, un lavoro davvero difficile anche a causa di giornate calde e afose. Lavoro interrotto da una pioggia che ci ha fermati per un paio di giorni e che ha reso più complicata la lavorazione per piantare le barbatelle.

Fortunatamente il giorno successivo alla fine dell’impianto della vigna è piovuto abbondantemente e le piccole piante sono attecchite molto bene.

La situazione in vigna continua ad essere molto buona, nessuna macchia di peronospora sulle viti, una discreta allegagione e grappoli che crescono a vista d’occhio

Uno dei miei incubi è la Flavescenza Dorata, problema che affligge quasi tutti i territori del nord Italia. Come ho scritto più volte produrre un Asolo Prosecco certificato Biologico vuol dire combattere questa malattia con un prodotto assolutamente inefficace per contenere l’insetto che fa da vettore e trasmette la Flavescenza. Il piretro infatti, non essendo un prodotto selettivo, “uccide” tutti gli insetti che colpisce e controlla con molta difficoltà lo scafoideo.

Per cercare di lavorare al meglio ci siamo fatti seguire dall’istituto sperimentale di Conegliano che ci ha seguito ed indicato il giorno preciso per fare il trattamento. Il risultato è stato molto buono, infatti al secondo controllo la popolazione dello scafo era nettamente calata.

 

1 Giugno – Piccoli amici in vigna

vigna glera

 

4 Giugno – Fioritura a Monfumo con 15 giorni di ritardo rispetto alle vigne di pianura. Si conferma comune più freddo di tutta il territorio dell’ Asolo Docg Superiore

fioritura vigna monfumo

 

9 Giugno – I lavori per l’ampliamento della vigna di Monfumo sono iniziati. Pali di castagno dei nostri boschi

Pali vigna Monfumo

 

10 Giugno – Controllo nella vigna di Cornuda per monitorare lo scafoideo, insetto vettore della flavescenza dorata. Problema molto difficile da controllare a regime biologico.

controllo vigna cornuda

 

11 Giugno – Ritrovamenti nella vigna di Monfumo. Una piccola salamandra si aggirava tra le viti

salamandra vigna monfumo

 

12 Giugno – La terra di Monfumo

caranto terra monfumo

 

13 Giugno – Pali e le prime barbatelle in una parte della vigna di Monfumo
vigna monfumo

 

15 Giugno – Se i lavori li fai a mano non servono le file dritte. In realtà nemmeno i pali sono “in bolla”

pali vigna monfumo

 

17 Giugno – L’erba sotto alla fila va segata col decespugliatore, purtroppo avvicinandosi alla vite si creano delle microferite che alla lunga potrebbero dare problemi alla pianta.
Non volendo ne potendo usare diserbo abbiamo deciso di usare il pirodiserbo, bombola sulle spalle e fiamma per “scottare” l’erba più vicina al ceppo

 

22 Giugno – Le barbatelle iniziano a germogliare

vite_glera

 

24 Giugno – Caranto a Monfumo

caranto

 

27 Giugno – Doppio arcobaleno sopra la nostra cantina

doppio arcobaleno

 

Ed ecco invece cos’è successo nel mese di giugno dell’anno scorso

E a giugno 2013

Prosecco diaries: Maggio

Maggio è stato un mese ricco di eventi e di soddisfazioni. In vigna tutto procede regolare.

Un mese sostanzialmente tranquillo dal punto fitosanitario. La situazione meteo è ottima, giusta quantità di piogge e temperature non troppo calde hanno favorito un buon sviluppo vegetativo senza dare problemi di muffe.

Fioritura partita come tutti gli anni nella nostra vigna più precoce il 21 Maggio.

3 Maggio – Arrivati i pali di castagno che serviranno per l’impianto della vigna di Monfumo

pali di castagno per vigneto

7 Maggio – ColFondo nel magazine “Natural Style”, nella sezione seguita da Adua Villa

colfondo_natural_style

8 Maggio – grappolo di Glera

grappolo_glera

 

9 Maggio – Asolo Wine Tasting, cena. Prosecco ColFondo 30 mesi sui lieviti in anteprima

prosecco_colfondo_asolo

 

10 Maggio – Asolo Wine Tasting. Per l’occasione abbiamo presentato il nostro nuovo Prosecco Extra Brutasolo_prosecco_docg_extra_brut

 

18 Maggio – Pendenze a Monfumo

pendenze in vigna. Asolo docg Monfumo

19 Maggio – la fioritura è vicina

pre_fioritura_grappolo_glera

 

21 Maggio: è partita la fioritura

fioritura_glera_prosecco

23 Maggio: biodiversità

sovescio_vigna

fiori e bombi nella vigna di galera

 

Ecco cos’è successo a Maggio dello scorso anno

 

 

 

 

 

 

Prosecco History: Cambio della guardia tra le varietà.

Clicca qui per la Prosecco History completa.

Glera una bandiera d’identità e una barriera alle invasioni – Parte 2

di Ulderico Bernardi, professore in sociologia dei processi culturali nell’università Cà Foscari di Venezia (pubblicato in L’enologo, N. 10, ottobre 2014, 20-22).

Cambio della guardia tra le varietà.

Vecchi vitigni, di ceppo tradizionale, vengono sostituiti con altri, più robusti. Impera il Verdiso – oltre 25.000 hl fra Vittorio Veneto, Conegliano, Valdobbiadene – seguito dal Bianchetto (Bianchetta ndr) – 6600 hl – dalBoschero (Boschera ndr) – altri 3800 hl – e infine dal Prosecco (Glera) con 3200 hl.

È dunque piuttosto recente la rimonta dell’ormai affermato Prosecco sui fianchi collinari, nelle mitiche rive del Fol e di Cartizze, di Guia, di Combai, di Farra, Col San Martino, Refrontolo, Ogliano, Santa Maria e San Pietro di Feletto, e tanti colmelli baciati dalla perfezione enologica.

Innestato su una solida e consolidata tradizione di vini bianchi, s’avvale di memorie poetiche come quella di Lorenzo Stecchetti, cantore delle sogliole fritte e vin di Conegliano.

Prosecco tondo nostrano o gentile, Prosecco bianco, Prosecco Balbi, Prosecco lungo, tante denominazioni per una sola bontà. E una colma di emozioni che comprende l’amor di patria.