Categoria: Bele Casel

Le origini del carnevale di Venezia

Nessuno conosce in realtà le vere origini del Carnevale di Venezia.

Sappiamo tuttavia che questa festa iniziò nel Medioevo, probabilmente attorno al 1100.

E molto probabilmente il suo inizio è legato a tradizioni pagane, per la necessità di festeggiare la fine dell’inverno e l’inizio del duro lavoro che richiede la primavera.

Le stesse tradizioni trovano espressione nei rituali Giudeo Cristiani

La Pasqua Ebraica, per esempio, era una festa primaverile che probabilmente trova le sue radici nella celebrazione pagana della primavera.

La Pasqua Cristiana segue la stessa tradizione: L’ultima cena di Gesù, si crede, fosse un seder (=ordine) pasquale.

Il Carnevale finisce sempre il Martedì Grasso, che precede il Mercoledì delle Ceneri e quindi l’inizio della Quaresima.

Per i Cristiani, la Quaresima è un periodo di penitenza, un periodo in cui molti Cristiani devoti digiunano, e nel caso specifico dei Cristiani praticanti, si smette di consumare carne.

Per questo motivo, molti credono che il nome Carnevale derivi, o sia un’influenza derivante dal latino “Carnem levare”, letteralmente togliere carne, anche se non abbiamo tutt’ora delle prove che confermino questa teoria, anche se è molto probabile.

Il fatto che molti Cristiani smettano di mangiare carne durante la Quaresima, proprio il giorno dopo la conclusione del Carnevale, è probabilmente ciò che ha dato vita a questa espressione, “Mardi gras” in francese, Martedì Grasso in Italiano, o fat Tuesday in inglese.

Molti credono che la parola Grasso si riferisca al nostro grasso (come risultato del consumo). Infatti, nella parlata Rinascimentale, i giorni di festa, quando il consumo di carne è concesso, venivano chiamati “grassi”, mentre giorni di digiuno venivano detti “magri”. (Nel libro di cucina “Libro de Arte Coquinaria” che risale al 1450 circa, il Maestro Martino da Como ha inserito ricette “grasse” e “magre”; queste ultime sono ricette per la maggior parte vegetariane mascherati da piatti di carne)

Anche se lontanamente collegato, il “Mardi Gras” di New Orleans trova le sue radici in questa tradizione

E’ importante ricordare che durante il Medioevo e il Rinascimento, quando il Carnevale divenne una festa sancita a Venezia, i Cattolici avevano delle regole sulla dieta molto rigide rispetto ai giorni dell’anno in cui era permesso o meno il consumo di carne. La maggior parte degli studiosi tuttavia sostengono che il Carnevale era originariamente concepito come celebrazione dei piaceri e dell’eccesso, prima che la Quaresima richiamasse all’astinenza.

E’ anche importante ricordare che Venezia, storicamente, era largamente conosciuta come una città di piaceri ed eccessi. Prima che il Carnevale fosse accettato come festa ufficiale dai Patriarchi di Venezia, la città lagunare era la capitale europea della prostituzione e del gioco d’azzardo – praticamente la Las Vegas dei nostri giorni

Con questo bene in mente, non è difficile trovare affinità e quindi una discendenza diretta con il “Mardi Gras” di New Orleans, con le origini del Carnevale.

In realtà non sapremo probabilmente mai le vere origini del Carnevale o quelle del suo nome, ma questo fa sicuramente parte dell’alone di mistero che lo rende così affascinante.

Jeremy Parzen

Mettersi in discussione per la qualità, sempre

vendemmia prosecco asolo docg

 

E’ giunto il momento, ancora una volta, di mettersi in discussione. Questa volta è il caso della prima parte della lavorazione della Glera. Stiamo riconsiderando l’importanza del periodo che va dal taglio del grappolo fino al carico della pressa. Oramai lo sapete che il nostro obiettivo è quello di aumentare la qualità dei nostri Asolo Prosecco.
Inizialmente la nostra attenzione si è concentrata sul carico della pressa che in questo momento avviene tramite pompa volumetrica, per eliminare quel passaggio ed evitare rotture del raspo che potrebbe cedere al mosto sostanze sgradevoli, l’alternativa è scaricare con bins o cassette direttamente in pressa.
Lavorare con i bins potrebbe essere per noi una valida alternativa al trasporto con rimorchio, sicuramente più onerosa e lenta ma senza dubbio qualitativamente superiore.
Ovviamente ogni cambiamento comporta spese e in questo caso anche lo studio di una logistica diversa rispetto agli anni precedenti.
Questi i passaggi obbligatori
1-  acquisto Bins, almeno 30/35
2- acquisto rimorchio adatto al trasporto, senza grosse pretese potremo comperare un usato, avendo distanze importanti dalle vigne alla cantina avremo bisogno di un rimorchio che sia in grado di trasportare almeno 20 cassoni e ci permetta di gestire al meglio il lavoro in vigna senza pause
3-  acquisto ribalta bins
4- studio e acquisto struttura ad imbuto che permetta di caricare la pressa direttamente dalla porta

Un’idea che inizialmente sembrava di facile gestione (anche economica) si è rivelata invece molto, molto onerosa. Stiamo parlando di circa 25.000€ (sigh)
Faremo come sempre un passo alla volta per non esagerare con le spese, partiremo dal ribalta-bins e probabilmente la struttura di scarico uve, in un prossimo futuro penseremo a rimorchio e bins nuovi.

Oramai l’età avanza e non possiamo più permetterci di scaricare centinaia di quintali d’uva in questo modo :)

 

Asolo Prosecco Extra Brut su SeriousEats

E’ un enorme piacere per noi vedere che Maryse Chevriere, scrittrice specializzata di vino, ha incluso il nostro Extra Brut tra i migliori Prosecchi da bere per questo capodanno su SeriousEats.

Ma ci fa ancora più piacere leggere quello che ha scritto a proposito del Prosecco DOCG in generale.

“Non tutti i Prosecchi sono fatti allo stesso modo” scrive. I migliori “sono fatti da vignaioli e piccole aziende familiari che producono e selezionano a mano le uve migliori”.

Un modo “per identificare il miglior Prosecco è prestare attenzione a queste due note in etichetta: Conegliano-Valdobbiadene o Asolo. Sono i nomi delle due zone DOCG dove il Prosecco viene prodotto, entrambe esigono standard di produzione e controllo qualità più alti rispetto alla meno assiduamente controllata DOC.”

Amen!

Purtroppo, c’è ancora molta confusione nel mercato americano riguardo alla differenza tra Prosecco DOCG e DOC.

In generale, non è necessariamente vero che la DOCG sia meglio della DOC. Ma nel caso del Prosecco, la produzione della DOCG avviene esclusivamente in vigneti di collina, mentre per la DOC in pianura.

La collina dà qualità più alta grazie all’altitudine e l’esposizione. Ma l’elevata qualità deriva anche dal fatto che le vigne della denominazione che sono molto pendenti, devono essere lavorate a mano.

Ed è grandioso vedere un’esperta di vino come lei scriverne a proposito.

Ecco quello che ha scritto del nostro Extra Brut:

“Questo Prosecco Asolo ha il classico profumo di pesca-albicocca, ma è più delicato di molti, si sente la frutta fresca invece del profumo di caramelle gommose dolci…semplicemente succoso e fruttato, ha una spuma frizzante e brillante – ma non aggressiva – mela verde aspra. E’ perfetto per un bicchiere di benvenuto, specialmente quando è servito con un piatto di crostini al formaggio di capra.”

Qui l’articolo completo.

Buon anno nuovo!

Bele Casel, ColFondo e Massimo Bottura

massimo bottura

Pochi mesi fa Fabio Fazio intervistò Massimo Bottura, chef dell’Osteria Francescana, uno dei massimi esponenti dell’arte culinaria del Bel Paese . Ho guardato questo video una volta e un’altra volta ancora con grande curiosità e stima e più l’ascoltavo e più si faceva prepotente in me la convinzione  che vi fosse del legame tra il Bollito non Bollito e il nostro amato ColFondo, tra il pensiero della Bele Casel e quello di uno dei migliori chef al mondo.

Qui ho riassunto molto velocemente le frasi che più mi hanno colpito:


– Avevo voglia di pormi delle domande
– Attraverso la materia prima riusciamo a trasmettere emozioni
– Perché devo bollire la carne per fare il bollito?
– Chiamo il professor Montanari per capire come è nato il bollito. 1200, quando le famiglie avevano bisogno…. Allora io devo bollire la carne perché 1000 anni di storia dicono che devo fare così? NO
– Proverò a fare il bollito in un altro modo per preservare il lavoro di questi artigiani
– Massimo Bottura a Lou Reed: ma ti rendi conto, non capiscono questo piatto, il bollito non bollito è come un taglio di Fontana, può cambiare la storia della gastronomia….
– Si parla di tutto quello che si deve togliere per arrivare all’essenza del sapore
– Il sapore deve rimanerti, deve rimanerti addosso per tutta la vita, come una canzone di Lou Reed
– Siamo cuochi, solo duro lavoro e un poco di talento.

 

Incredibile come questo suo pensiero assomigliasse, secondo il mio punto di vista, al cammino fin qui da noi intrapreso con l’introduzione del ColFondo tra la nostra produzione.

– Scegliamo l’uva delle nostre migliori vigne, tutte collinari, dove terreno, posizione ed esposizione sono elementi fondamentali. Ci affidiamo totalmente al terroir avendone rispetto e donandogli le cure di cui necessita senza alterare gli elementi propri che gli permettono di essere unico.

– Siamo da sempre aperti al confronto con colleghi, enologi, cantinieri e soprattutto anziani della nostra zona, per cercare di capire gli albori di questo vino, per studiare le sue evoluzioni e le sue potenzialità anche avvalendoci  dei ricordi del papà che già aveva avuto la fortuna di produrlo 40 anni fa.

– Un’unica e fondamentale domanda mi ha comunque sempre accompagnato : perché produrre un ColFondo come lo facevano i nostri trisavoli? Perché la sua storia era già stata scritta? Dalla storia si può imparare molto ed essa ci serve a provare a evitare errori nel futuro ma non ci si può fossilizzare in essa, si deve guardare avanti cercando di migliorare, apportando nuove idee, e soprattutto alla Bele Casel, cercando di far emergere la personalità di ciascuno di noi. L’intento è genuino e mai prepotente, non v’è volontà di fermarsi piuttosto dare un senso al presente e perché no lasciare un nostro contributo sperando che sia utile spunto per la generazione di domani.

– La nostra è diventata una ragione di vita, ci piacerebbe riuscire a trasmettere attraverso il calice qual’è il nostro lavoro e che regalo immenso ci dona il nostro territorio dell’Asolo Prosecco docg, il succo delle nostre uve e nulla più.

– Durante questo nostro difficile ma entusiasmante cammino ci siamo spesso imbattuti in pareri discordanti di amici e colleghi insistenti nel pensare che il ColFondo non sarebbe mai decollato, che era un vino che poco rispecchiava il territorio.
Testardi e con la convinzione nel cuore,  abbiamo comunque continuato a seguire  la nostra strada, consapevoli che prima o poi il tempo ci avrebbe dato ragione poiché è un vino difficile e a tratti scontroso ma se impari a conoscerlo ti da tanto e si apre a te senza riserve.

– Se mai vi capiterà di parlare con papà Danilo vi racconterà  di quando 10/15 anni fa veniva deriso per la sua scelta di non usare enzimi, chiarificanti, flottazione o centrifugazione per i suoi amati Prosecco.  Lui ha continuato a dar ragione al bicchiere e alle sue sensazioni. Non aggiungere per arrivare all’essenza, portar pazienza come si fa con un figlio che sta crescendo, accettare le giornate no per poi goderne appieno la fisiologica trasformazione.

– Anche noi, come Bottura, vorremmo che il “sapore” del nostro vino vi rimanga impresso riuscendo a percepirne le sensazioni e gioendo del piacere trasmesso dalla straordinaria sapidità e l’importante struttura, dono soprattutto del nostro straordinario e amatissimo territorio dell’Asolo Docg.

Siamo solo vignaioli, solo duro lavoro e un poco di talento

 

 

 

Bele Casel Asolo Prosecco Superiore su Wall Street Journal

Bele Casel Asolo Prosecco Superiore Extra Dry | €13 or $14

Will Lyons ha menzionato il nostro Extra Dry in un articolo a proposito della temperatura ideale per servire il vino.

Ecco la traduzione:

“Lo terrei in frigo per un paio d’ore e lo lascerei fuori per 10 minuti prima di aprirlo, giusto per far alzare un po’ la temperatura. Giallo paglierino, profumo di fiori, intenso e pulito, con un finale leggero ma pieno. Alcool 11%”

Clicca qui per l’articolo completo

 

Prosecco Diaries: Giugno

Giugno è il mese che ci ha visto impegnati nell’impianto della vigna di Monfumo, un lavoro davvero difficile anche a causa di giornate calde e afose. Lavoro interrotto da una pioggia che ci ha fermati per un paio di giorni e che ha reso più complicata la lavorazione per piantare le barbatelle.

Fortunatamente il giorno successivo alla fine dell’impianto della vigna è piovuto abbondantemente e le piccole piante sono attecchite molto bene.

La situazione in vigna continua ad essere molto buona, nessuna macchia di peronospora sulle viti, una discreta allegagione e grappoli che crescono a vista d’occhio

Uno dei miei incubi è la Flavescenza Dorata, problema che affligge quasi tutti i territori del nord Italia. Come ho scritto più volte produrre un Asolo Prosecco certificato Biologico vuol dire combattere questa malattia con un prodotto assolutamente inefficace per contenere l’insetto che fa da vettore e trasmette la Flavescenza. Il piretro infatti, non essendo un prodotto selettivo, “uccide” tutti gli insetti che colpisce e controlla con molta difficoltà lo scafoideo.

Per cercare di lavorare al meglio ci siamo fatti seguire dall’istituto sperimentale di Conegliano che ci ha seguito ed indicato il giorno preciso per fare il trattamento. Il risultato è stato molto buono, infatti al secondo controllo la popolazione dello scafo era nettamente calata.

 

1 Giugno – Piccoli amici in vigna

vigna glera

 

4 Giugno – Fioritura a Monfumo con 15 giorni di ritardo rispetto alle vigne di pianura. Si conferma comune più freddo di tutta il territorio dell’ Asolo Docg Superiore

fioritura vigna monfumo

 

9 Giugno – I lavori per l’ampliamento della vigna di Monfumo sono iniziati. Pali di castagno dei nostri boschi

Pali vigna Monfumo

 

10 Giugno – Controllo nella vigna di Cornuda per monitorare lo scafoideo, insetto vettore della flavescenza dorata. Problema molto difficile da controllare a regime biologico.

controllo vigna cornuda

 

11 Giugno – Ritrovamenti nella vigna di Monfumo. Una piccola salamandra si aggirava tra le viti

salamandra vigna monfumo

 

12 Giugno – La terra di Monfumo

caranto terra monfumo

 

13 Giugno – Pali e le prime barbatelle in una parte della vigna di Monfumo
vigna monfumo

 

15 Giugno – Se i lavori li fai a mano non servono le file dritte. In realtà nemmeno i pali sono “in bolla”

pali vigna monfumo

 

17 Giugno – L’erba sotto alla fila va segata col decespugliatore, purtroppo avvicinandosi alla vite si creano delle microferite che alla lunga potrebbero dare problemi alla pianta.
Non volendo ne potendo usare diserbo abbiamo deciso di usare il pirodiserbo, bombola sulle spalle e fiamma per “scottare” l’erba più vicina al ceppo

 

22 Giugno – Le barbatelle iniziano a germogliare

vite_glera

 

24 Giugno – Caranto a Monfumo

caranto

 

27 Giugno – Doppio arcobaleno sopra la nostra cantina

doppio arcobaleno

 

Ed ecco invece cos’è successo nel mese di giugno dell’anno scorso

E a giugno 2013

Prosecco diaries: Maggio

Maggio è stato un mese ricco di eventi e di soddisfazioni. In vigna tutto procede regolare.

Un mese sostanzialmente tranquillo dal punto fitosanitario. La situazione meteo è ottima, giusta quantità di piogge e temperature non troppo calde hanno favorito un buon sviluppo vegetativo senza dare problemi di muffe.

Fioritura partita come tutti gli anni nella nostra vigna più precoce il 21 Maggio.

3 Maggio – Arrivati i pali di castagno che serviranno per l’impianto della vigna di Monfumo

pali di castagno per vigneto

7 Maggio – ColFondo nel magazine “Natural Style”, nella sezione seguita da Adua Villa

colfondo_natural_style

8 Maggio – grappolo di Glera

grappolo_glera

 

9 Maggio – Asolo Wine Tasting, cena. Prosecco ColFondo 30 mesi sui lieviti in anteprima

prosecco_colfondo_asolo

 

10 Maggio – Asolo Wine Tasting. Per l’occasione abbiamo presentato il nostro nuovo Prosecco Extra Brutasolo_prosecco_docg_extra_brut

 

18 Maggio – Pendenze a Monfumo

pendenze in vigna. Asolo docg Monfumo

19 Maggio – la fioritura è vicina

pre_fioritura_grappolo_glera

 

21 Maggio: è partita la fioritura

fioritura_glera_prosecco

23 Maggio: biodiversità

sovescio_vigna

fiori e bombi nella vigna di galera

 

Ecco cos’è successo a Maggio dello scorso anno

 

 

 

 

 

 

Prosecco History: Cambio della guardia tra le varietà.

Clicca qui per la Prosecco History completa.

Glera una bandiera d’identità e una barriera alle invasioni – Parte 2

di Ulderico Bernardi, professore in sociologia dei processi culturali nell’università Cà Foscari di Venezia (pubblicato in L’enologo, N. 10, ottobre 2014, 20-22).

Cambio della guardia tra le varietà.

Vecchi vitigni, di ceppo tradizionale, vengono sostituiti con altri, più robusti. Impera il Verdiso – oltre 25.000 hl fra Vittorio Veneto, Conegliano, Valdobbiadene – seguito dal Bianchetto (Bianchetta ndr) – 6600 hl – dalBoschero (Boschera ndr) – altri 3800 hl – e infine dal Prosecco (Glera) con 3200 hl.

È dunque piuttosto recente la rimonta dell’ormai affermato Prosecco sui fianchi collinari, nelle mitiche rive del Fol e di Cartizze, di Guia, di Combai, di Farra, Col San Martino, Refrontolo, Ogliano, Santa Maria e San Pietro di Feletto, e tanti colmelli baciati dalla perfezione enologica.

Innestato su una solida e consolidata tradizione di vini bianchi, s’avvale di memorie poetiche come quella di Lorenzo Stecchetti, cantore delle sogliole fritte e vin di Conegliano.

Prosecco tondo nostrano o gentile, Prosecco bianco, Prosecco Balbi, Prosecco lungo, tante denominazioni per una sola bontà. E una colma di emozioni che comprende l’amor di patria.

Prosecco History: Il commercio con il nord Europa

 

Glera una bandiera d’identità e una barriera alle invasioni – Parte 2

di Ulderico Bernardi, professore in sociologia dei processi culturali nell’università Cà Foscari di Venezia (pubblicato in L’enologo, N. 10, ottobre 2014, 20-22).

Il commercio con il nord Europa

Anche Giacomo Agostinetti di Cimadolmo (1597-1690 c.a.) celebrato autore dei Cento e dieci ricordi che formano il buon fattore di villa, non manca di segnalare la pregiata produzione collinare, ricordando le tecniche particolari in uso un tempo, che ne facevano l’importante voce di esportazione per la Repubblica di San Marco: il vino di Monte intanto è apprezzato in quanto sia dolce, e prima, perché rieschi tale, si ricerca che L’uve siano ben mature, che per ciò si lasciano sopra leviti molto più che nel piano. Onde a conoscer quando l’uva bianca è matura a bastanza per far vino dolce come si desidera, doverà haver mutato colore e di bianca divenuta zalla o più tosto rossa come coda di volpe, vuole haver il pecolo fiappo e che a maneggiarla le dita s’attacchino insieme.

Il commercio con le corti di Germania di Polonia era intenso. Da quei paesi di là delle Alpi muovevano i carri per le colline trevigiane. E ne tornavano colmi di botti. Tra le sante figure, benemerite del vino, come preziosa risorsa per le colline, va ricordato Venanzio Fortunato.

Il santo vescovo autori di inni sacri e profani, nato a Valdobbiadene nei primi decenni del 500 e morto a Poitiers nel 606, era devoto a San Martino. E proprio nel poema dedicato al santo di Tours, descrive con affetto il suo paese natale, alto sulle colline del buon vino:quo vinéta vernantur, sub monte jugo calvo, quo vior umbrosus tegit sicca metalla…laggiù dove eternamente germoglia la vite, sotto la grande montagna, dove il verde lussureggiante protegge le zone più disadorne.

Passano i secoli, e il panorama dei broli e dei vigneti subisce giorni infausti. Anche se certe qualità di viti resistono bene ai disagi meteorologici e alle devastanti incursioni dei parassiti. Per tutto il corso dell’Ottocento flagelli diversi tormentano ancora le viti: oidio, peronospora, fillossera. Non bastasse, la grande guerra sconvolge a cannonate tutta l’area collinare, mentre i campi del medio e basso Piave sono scavati in profondità da buche di proiettili, trincee e camminamenti. Ci vorranno degli anni per sistemare la terra arativa, i canali di bonifica e d’irrigazione.

Continua…

“Asolo Prosecco Superiore Extra Brut dimostra tutta la sua stoffa”

Uno dei 3 momenti più belli del nostro lavoro. La fioritura. Incredibile vedere la parte alta della vigna di Monfumo quasi in allegagione e quella più bassa, a poco più di 50 metri, ad inizio fioritura. Ci saranno almeno 6 o 7 giorni di differenza sullo sviluppo vegetativo (nota di Luca Ferraro, vignaiolo, pubblicata oggi sul Facebook aziendale).

Ecco cosa scrive Michelangelo Tagliente, uno dei nostri wine blogger preferiti, della sua esperienza ad Asolo per il festival del Consorzio Asolo e Montello:

“Parliamo di tanta sostanza e vini che crescono a ogni nuovo assaggio. Nel Prosecco DOCG, quando Asolo fa Asolo, non imitando Valdobbiadene, il risultato è davvero sorprendente per identità: i profumi sono più vegetali che fruttate, con una delicata nota amarognola che distingue e contraddistingue; ed è una gran cosa in questo mare sperduto di Prosecco che arriva sulle tavole di tutto il mondo”.

“Poi c’è la novità dell’Asolo Prosecco Superiore Extra Brut che, al momento, grazie alla modifica del disciplinare ottenuta dal Consorzio, si può fare solo in queste terre. Le prime bottiglie sono d’annata e mettono ancora più in evidenza la peculiarità e unicità del Prosecco di Asolo che, proprio con residui zuccherini vicino allo zero, dimostra tutta la sua stoffa”.

Clicca qui per il suo post.