Categoria: Bele Casel

Le Vecchie annate e il Vecchie Uve

ColFondo 30 Mesi sui lieviti- Annata 2015

 

vecchie annate colfondo

Solo nelle annate migliori lasciamo maturare il ColFondo per almeno 30 mesi, quando dà il meglio di sé.

Abbiamo sempre creduto nelle potenzialità evolutive dell’ Asolo sui lieviti, non a caso abbiamo in cantina uno storico che risale al 2008.
Nonostante le conferme che ci arrivavano durante le piccole verticali che facciamo regolarmente non avevamo mai preso in considerazione di commercializzare le vecchie annate, ci chiedevamo se avesse un senso fare questa cosa con un Asolo Prosecco, non sapevamo che la risposta sarebbe arrivata da lì a poco.
Succede che uno degli imbottigliamenti dell’annata 2012, al primo assaggio dopo circa 6 mesi, si rivela una spremuta di limone, un vino scomposto e scorbutico, difficile per chi è ormai abituato al nostro più classico ColFondo.
Avevamo due alternative, sbottigliarlo o dimenticarlo in cantina per qualche anno. La scelta è stata quella di dimenticare queste bottiglie in un angolo, in fin dei conti non poteva che migliorare e si sa che l’acidità è un elemento fondamentale per l’invecchiamento dei vini. Il risultato dopo 30mesi? Spettacolare.
Dopo esserci confrontati con i ragazzi di Teatro del Vino, abbiamo capito che era giunto il momento di iniziare a spargere la voce.

Abbiamo le prove, annata 2012 aperto quest’estate da Jacopo. Se la matematica non è un’opinione fa 6 anni sui lieviti

Abbiamo deciso di cambiare etichetta, per differenziarlo dall’annata attualmente in vendita, ma non troppo

1324 bottiglie totali

 

 

E ora veniamo alla novità del 2019:

  Vecchie Uve

vecchie uve

Non possiamo ancora svelarvi troppi particolari di quest’idea. Se non che è nata quando abbiamo iniziato a lavorare la vigna di Monfumo e abbiamo scoperto la potenzialità delle vecchie varietà.
Bianchetta, Perera, Rabbiosa, Marzemina Bianca (detta anche sciampagna) hanno delle potenzialità enormi.
Ovviamente per riportare nel bicchiere le migliori caratteristiche di queste uve è necessario studiare alla perfezione tutti i particolari, dalle potature per finire ad una vinificazione dedicata passando per vendemmie scalari, inevitabili errori e tanto tempo.
Da qui è nato il Vecchie Uve 

Sarà un Metodo Martinotti lungo,
un intero anno di autoclave
Brut nature

Non possiamo svelarvi troppo ma se volete assaggiarlo passate al nostro banchetto al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti.
Porteremo con noi alcune bottiglie spillate direttamente dall’autoclave numero 5, il resto ce lo direte voi

Una festa a sorpresa per papà

Ieri abbiamo festeggiato il compleanno di nostro papà ed è stata una giornata che porteremo sempre nei nostri cuori.

Un paio di settimane fa abbiamo iniziato a pensare a un regalo per lui ma come sempre ci siamo trovati in crisi più totale. La sua più grande passione? Il suo lavoro, che da anni impegna quasi la totalità delle sue giornate. Quale miglior regalo se non una festa a sorpresa con gli amici più cari quindi? Abbiamo faticato per tenere tutto nascosto fino all’ultimo secondo, non avete la minima idea, e ci teniamo a ringraziare tutti gli amici che hanno permesso tutto questo.

Ho visto poche volte papà emozionarsi in questo modo, a guardarlo era quasi spaesato, senza parole (e per chi lo conosce sa bene che è un’impresa ardua!). Ed è proprio da qui che mi è venuta la voglia di scrivere questo post. Perché troppo spesso siamo presi da mille cose, mille pensieri, e più passano gli anni, più ci si rende conto che il tempo vola per davvero. E in fin dei conti, cosa c’è di più bello che passare del tempo con le persone care a cui si vuole davvero bene? Perché il tempo è il bene più prezioso che esista.

Un pranzo da ristorante stellato (grazie mamma), vini spettacolari (gran parte della FIVI e di Teatro del Vino) e una gran bella compagnia di amici di vecchia data che ci hanno raccontato aneddoti su mamma e papà alle prese con quell’avventura inizialmente chiamata “La Contea” e poi “Bele Casel”. Gli imbottigliamenti e le consegne con la vecchia R4 fino a Modena ma soprattutto il ColFondo che veniva lasciato a fermentare nel salotto della nonna, storie che starei ad ascoltare per ore e ore. Le risate e i sorrisi sinceri. Mamma e papà non ci hanno mai fatto pesare la fatica fatta in passato, anche se di fatica ne hanno fatta tanta, difficile da immaginare. Ma sono andati sempre avanti a testa alta, comportandosi correttamente con tutti.

Chiudo con le parole di un caro amico di famiglia:

“Grazie per aver avuto il piacere e l’onore di partecipare a questa festa, riuscitissima peraltro. Complimenti anche per il riconoscimento di Montecatini. Ci state insegnando che la terra dà i suoi frutti se amata e rispettata, e non sfruttata. Grazie”

Perché la fatica e i sorrisi, ripagano.

P.S. Per quanto riguarda la degustazione a Montecatini della guida Slow Wine ve ne parleremo presto in un altro post

Paola

Australia e l’Unione Europea stanno negoziando un nuovo patto economico, la questione Prosecco Australiano potrebbe entrare nel tavolo

Prosecco Italiano vs Prosecco Australiano

L’Australia è uno dei mercati più grandi per consumo di Prosecco nel mondo. Ma è allo stesso tempo anche uno dei paesi produttori di Prosecco. E dal momento in cui non è soggetto alle leggi dell’Unione Europea che definiscono la produzione di vino e la sua etichettatura, molti coltivatori e imbottigliatori producono un vino che possono liberamente chiamare “Prosecco”.

La questione potrebbe cambiare ora che il Paese è entrato in una nuova fase di negoziazione con l’Unione Europea.

La scorsa settimana il Brisbane Times ha pubblicato un articolo intitolato “Bollicine e difficoltà per i produttori di Prosecco in Australia”.

Qui il link

L’autrice Alison Brown scrive:

“Matthew Rimmer, professore di Diritto d’innovazione e proprietà intellettuale presso la Queensland University of Technology”, sostiene che il Prosecco,  sarà un test importante per le ‘indicazioni geografiche’, dette anche GIs, per cibo e vino come da proposta del nuovo accordo di Free Trade Agreement tra Australia e Unione Europea”

Il Paese “ha stabilito una protezione speciale per lo Champagne e altri vini europei in passato. Ma con il passaggio dal nome della varietà di uva a una posizione geografica specifica – il futuro del nome Prosecco sulle etichette di vino Australiano è piuttosto incerta.”

“L’Italia ha indicato il volere di indicare la posizione geografica per il Prosecco, durante una negoziazione Australia-EU” ha detto il professor Rimmer

E ancora, citando il professor Rimmer, Brown riporta:

“Quello che c’è di controverso riguardo al Prosecco è che è stato uno sviluppo in termini di uso di una posizione geografica piuttosto recente – prima che questo succedesse, era il nome di una varietà di uva.”

“Ecco, i produttori Australiani sono molto turbati. Lo vedono come un inganno; un tentativo commerciale di recuperare e di monopolizzare un nome molto comune”.

I produttori veneti di Prosecco si lamentano da anni riguardo alla confusione nel mercato che il Prosecco Australiano ha creato per loro, per anni. Ma non c’era niente che potesse essere fatto in merito

Ora che l’etichettatura del Prosecco è sul tavolo di negoziazione, le cose potrebbero cambiare. Seguiremo questa storia attentamente e posteremo aggiornamenti sul nostro blog

Felice Giornata della Terra dalla Bele Casel

“Il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra”.

Felice giornata della Terra dalla Bele Casel!

Ecco una foto dei fiori di rucola selvatica in uno dei nostri vigneti nel comune di Monfumo, la vigna Prà Grande

I fuori di rucola selvatica, senape e altre varietà, stanno esplodendo nei nostri vigneti. E non è altro che un segno che tutto quello che stiamo facendo da anni ha creato una robusta biodiversità. E’ la chiave per produrre dei grandi vini, secondo noi. E crediamo anche sia la chiave per prendersi cura dell’ambiente, del pianeta e di noi stessi.

Ecco una breve storia su questa giornata

 

Nel 1969 durante una conferenza dell’UNESCO a San Francisco, l’attivista pacifico John McConnell propose di dedicare un giorno in onore della Terra e del concetto di pace, celebrato per la prima volta il 21 marzo 1970, il primo giorno di primavera nell’emisfero nord. Questo giorno di equilibrio della natura fu sancito in una proclamazione scritta da McConnell e firmata dal segretario generale U Thant presso le Nazioni Unite. Il mese seguente, un altro Giorno della Terra fu fondato, dopo che il senatore degli Stati Uniti Gaylord Nelson fece appello per la difesa del nostro pianeta, era il 22 aprile 1970. Nelson fu poi premiato con la medaglia presidenziale della libertà in riconoscimento per il suo lavoro. Mentre questo 22 Aprile la Giornata della Terra era focalizzata sugli Stati uniti, un’organizzazione lanciata da Denis Hayes, il coordinatore nazionale originale nel 1970, l’ha estesa a livello internazionale nel 1990 e organizzato eventi in ben 141 nazioni.

Numerose comunità celebrano la Settimana della Terra, un’intera settimana di attività concentrate su questioni legate all’ambiente che il mondo affronta. Nel 2017, la marcia per la scienza è coincisa con la Giornata della Terra (22 aprile 2017) ed è poi seguita la mobilitazione per il clima (29 aprile 2017)

Durante la Giornata della Terra 2016, l’epocale Accordi di Parigi è stato firmato da Stati Uniti, Cina, e altri 120 Paesi. Questo accordo soddisfa un requisito chiave per l’entrata in vigore della storica bozza dell’accordo sull’azione per il clima adottato con il consenso generale di 195 nazioni presenti nel 2015 alla conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite a Parigi.

 

Vi lasciamo con il Google Doodle di oggi, dedicato a questa magnifica giornata

DOCG vs DOC Prosecco: Il Prosecco nel mondo del vino su JancisRobinson.com

Il Prosecco è uno dei vini più redditizi nel mondo. E questo può accendere gli animi.

Il Prosecco DOCG è coltivato nelle colline moreniche dei comuni di Conegliano, Valdobbiadene e Asolo. Il Prosecco DOC è coltivato nelle valli della provincia di Treviso. Questa settimana, due dei più influenti scrittori del mondo del vino – Master of Wine Richard Hemming e Walter Speller, entrambi scrivono per JancisRobinson.com – hanno definito il ruolo delle due categorie nel mondo del vino oggi. Vi consigliamo di leggere entrambi gli articoli

In questo articolo, Hemming lamenta la commercializzazione del Prosecco, includendo i modi in cui questo vino è stato inglobato in una vasta gamma di prodotti commerciali che non hanno niente a che vedere né col vino né col cibo.

“Cos’hanno in comune il burrocacao, sali da bagno, cioccolatini, candele profumate, bustine di té e marmellata?”

“Hanno tutti inglobato il Prosecco in un improbabile estensione di un prodotto” nota nell’articolo The bottom end of sparkling

“Una volta proclamato come l’alternativa preferibile al vecchio e noioso Champagne, tanto del Prosecco è stato scomposto in qualcosa di economico e insipido. Com’è quindi che il Prosecco è diventato la puttanella degli spumanti, prestando il suo nome per qualsiasi cosa che contenga liquidi?” Si interroga

E’ un pezzo davvero interessante, che traccia l’arco dell’ascesa del Prosecco nel mondo degli spumanti

Speller, d’altro canto, sembra mettere in discussione l’omissione di Hemming riguardo i produttori della DOCG nel suo pezzo 

In riferimento al passaggio quotato dal pezzo di Hemming – In defence of sluts –  Speller scrive:

“Anche se non ci vuole una laurea, la maggior parte dei professionisti del mondo del vino, inclusi molti nel Regno Unito, sembra non riescano a comprendere la differenza tra Prosecco DOC e Conegliano Valdobbiadene DOCG [e Asolo DOCG ndr]…La prima è vasta; la seconda è ristretta, con diversi regolamenti di produzione, produzioni ridotte e qualità più alta. (Per inciso, quest’ultima sta lavorando nella direzione della totale sostenibilità, con la prospettiva di diventare biologica al 100%.) Ma tutto questo, sospetto, non rientra nella narrativa del Prosecco nel Regno Unito, perché niente di tutto questo è stato menzionato nell’articolo di Richard.”

Entrambi i pezzi sono estremamente interessanti e incoraggianti. Siamo dei grandi fans del sito di Jancis Robinson e vi suggeriamo di leggere entrambi gli articoli. In qualità di produttori di Prosecco DOCG biologico, crediamo che entrambi le argomentazioni siano fondamentali per capire il Prosecco oggi

Grazie per l’attenzione

Le origini del carnevale di Venezia

Nessuno conosce in realtà le vere origini del Carnevale di Venezia.

Sappiamo tuttavia che questa festa iniziò nel Medioevo, probabilmente attorno al 1100.

E molto probabilmente il suo inizio è legato a tradizioni pagane, per la necessità di festeggiare la fine dell’inverno e l’inizio del duro lavoro che richiede la primavera.

Le stesse tradizioni trovano espressione nei rituali Giudeo Cristiani

La Pasqua Ebraica, per esempio, era una festa primaverile che probabilmente trova le sue radici nella celebrazione pagana della primavera.

La Pasqua Cristiana segue la stessa tradizione: L’ultima cena di Gesù, si crede, fosse un seder (=ordine) pasquale.

Il Carnevale finisce sempre il Martedì Grasso, che precede il Mercoledì delle Ceneri e quindi l’inizio della Quaresima.

Per i Cristiani, la Quaresima è un periodo di penitenza, un periodo in cui molti Cristiani devoti digiunano, e nel caso specifico dei Cristiani praticanti, si smette di consumare carne.

Per questo motivo, molti credono che il nome Carnevale derivi, o sia un’influenza derivante dal latino “Carnem levare”, letteralmente togliere carne, anche se non abbiamo tutt’ora delle prove che confermino questa teoria, anche se è molto probabile.

Il fatto che molti Cristiani smettano di mangiare carne durante la Quaresima, proprio il giorno dopo la conclusione del Carnevale, è probabilmente ciò che ha dato vita a questa espressione, “Mardi gras” in francese, Martedì Grasso in Italiano, o fat Tuesday in inglese.

Molti credono che la parola Grasso si riferisca al nostro grasso (come risultato del consumo). Infatti, nella parlata Rinascimentale, i giorni di festa, quando il consumo di carne è concesso, venivano chiamati “grassi”, mentre giorni di digiuno venivano detti “magri”. (Nel libro di cucina “Libro de Arte Coquinaria” che risale al 1450 circa, il Maestro Martino da Como ha inserito ricette “grasse” e “magre”; queste ultime sono ricette per la maggior parte vegetariane mascherati da piatti di carne)

Anche se lontanamente collegato, il “Mardi Gras” di New Orleans trova le sue radici in questa tradizione

E’ importante ricordare che durante il Medioevo e il Rinascimento, quando il Carnevale divenne una festa sancita a Venezia, i Cattolici avevano delle regole sulla dieta molto rigide rispetto ai giorni dell’anno in cui era permesso o meno il consumo di carne. La maggior parte degli studiosi tuttavia sostengono che il Carnevale era originariamente concepito come celebrazione dei piaceri e dell’eccesso, prima che la Quaresima richiamasse all’astinenza.

E’ anche importante ricordare che Venezia, storicamente, era largamente conosciuta come una città di piaceri ed eccessi. Prima che il Carnevale fosse accettato come festa ufficiale dai Patriarchi di Venezia, la città lagunare era la capitale europea della prostituzione e del gioco d’azzardo – praticamente la Las Vegas dei nostri giorni

Con questo bene in mente, non è difficile trovare affinità e quindi una discendenza diretta con il “Mardi Gras” di New Orleans, con le origini del Carnevale.

In realtà non sapremo probabilmente mai le vere origini del Carnevale o quelle del suo nome, ma questo fa sicuramente parte dell’alone di mistero che lo rende così affascinante.

Jeremy Parzen

Mettersi in discussione per la qualità, sempre

vendemmia prosecco asolo docg

 

E’ giunto il momento, ancora una volta, di mettersi in discussione. Questa volta è il caso della prima parte della lavorazione della Glera. Stiamo riconsiderando l’importanza del periodo che va dal taglio del grappolo fino al carico della pressa. Oramai lo sapete che il nostro obiettivo è quello di aumentare la qualità dei nostri Asolo Prosecco.
Inizialmente la nostra attenzione si è concentrata sul carico della pressa che in questo momento avviene tramite pompa volumetrica, per eliminare quel passaggio ed evitare rotture del raspo che potrebbe cedere al mosto sostanze sgradevoli, l’alternativa è scaricare con bins o cassette direttamente in pressa.
Lavorare con i bins potrebbe essere per noi una valida alternativa al trasporto con rimorchio, sicuramente più onerosa e lenta ma senza dubbio qualitativamente superiore.
Ovviamente ogni cambiamento comporta spese e in questo caso anche lo studio di una logistica diversa rispetto agli anni precedenti.
Questi i passaggi obbligatori
1-  acquisto Bins, almeno 30/35
2- acquisto rimorchio adatto al trasporto, senza grosse pretese potremo comperare un usato, avendo distanze importanti dalle vigne alla cantina avremo bisogno di un rimorchio che sia in grado di trasportare almeno 20 cassoni e ci permetta di gestire al meglio il lavoro in vigna senza pause
3-  acquisto ribalta bins
4- studio e acquisto struttura ad imbuto che permetta di caricare la pressa direttamente dalla porta

Un’idea che inizialmente sembrava di facile gestione (anche economica) si è rivelata invece molto, molto onerosa. Stiamo parlando di circa 25.000€ (sigh)
Faremo come sempre un passo alla volta per non esagerare con le spese, partiremo dal ribalta-bins e probabilmente la struttura di scarico uve, in un prossimo futuro penseremo a rimorchio e bins nuovi.

Oramai l’età avanza e non possiamo più permetterci di scaricare centinaia di quintali d’uva in questo modo 🙂

 

Asolo Prosecco Extra Brut su SeriousEats

E’ un enorme piacere per noi vedere che Maryse Chevriere, scrittrice specializzata di vino, ha incluso il nostro Extra Brut tra i migliori Prosecchi da bere per questo capodanno su SeriousEats.

Ma ci fa ancora più piacere leggere quello che ha scritto a proposito del Prosecco DOCG in generale.

“Non tutti i Prosecchi sono fatti allo stesso modo” scrive. I migliori “sono fatti da vignaioli e piccole aziende familiari che producono e selezionano a mano le uve migliori”.

Un modo “per identificare il miglior Prosecco è prestare attenzione a queste due note in etichetta: Conegliano-Valdobbiadene o Asolo. Sono i nomi delle due zone DOCG dove il Prosecco viene prodotto, entrambe esigono standard di produzione e controllo qualità più alti rispetto alla meno assiduamente controllata DOC.”

Amen!

Purtroppo, c’è ancora molta confusione nel mercato americano riguardo alla differenza tra Prosecco DOCG e DOC.

In generale, non è necessariamente vero che la DOCG sia meglio della DOC. Ma nel caso del Prosecco, la produzione della DOCG avviene esclusivamente in vigneti di collina, mentre per la DOC in pianura.

La collina dà qualità più alta grazie all’altitudine e l’esposizione. Ma l’elevata qualità deriva anche dal fatto che le vigne della denominazione che sono molto pendenti, devono essere lavorate a mano.

Ed è grandioso vedere un’esperta di vino come lei scriverne a proposito.

Ecco quello che ha scritto del nostro Extra Brut:

“Questo Prosecco Asolo ha il classico profumo di pesca-albicocca, ma è più delicato di molti, si sente la frutta fresca invece del profumo di caramelle gommose dolci…semplicemente succoso e fruttato, ha una spuma frizzante e brillante – ma non aggressiva – mela verde aspra. E’ perfetto per un bicchiere di benvenuto, specialmente quando è servito con un piatto di crostini al formaggio di capra.”

Qui l’articolo completo.

Buon anno nuovo!

Bele Casel, ColFondo e Massimo Bottura

massimo bottura

Pochi mesi fa Fabio Fazio intervistò Massimo Bottura, chef dell’Osteria Francescana, uno dei massimi esponenti dell’arte culinaria del Bel Paese . Ho guardato questo video una volta e un’altra volta ancora con grande curiosità e stima e più l’ascoltavo e più si faceva prepotente in me la convinzione  che vi fosse del legame tra il Bollito non Bollito e il nostro amato ColFondo, tra il pensiero della Bele Casel e quello di uno dei migliori chef al mondo.

Qui ho riassunto molto velocemente le frasi che più mi hanno colpito:


– Avevo voglia di pormi delle domande
– Attraverso la materia prima riusciamo a trasmettere emozioni
– Perché devo bollire la carne per fare il bollito?
– Chiamo il professor Montanari per capire come è nato il bollito. 1200, quando le famiglie avevano bisogno…. Allora io devo bollire la carne perché 1000 anni di storia dicono che devo fare così? NO
– Proverò a fare il bollito in un altro modo per preservare il lavoro di questi artigiani
– Massimo Bottura a Lou Reed: ma ti rendi conto, non capiscono questo piatto, il bollito non bollito è come un taglio di Fontana, può cambiare la storia della gastronomia….
– Si parla di tutto quello che si deve togliere per arrivare all’essenza del sapore
– Il sapore deve rimanerti, deve rimanerti addosso per tutta la vita, come una canzone di Lou Reed
– Siamo cuochi, solo duro lavoro e un poco di talento.

 

Incredibile come questo suo pensiero assomigliasse, secondo il mio punto di vista, al cammino fin qui da noi intrapreso con l’introduzione del ColFondo tra la nostra produzione.

– Scegliamo l’uva delle nostre migliori vigne, tutte collinari, dove terreno, posizione ed esposizione sono elementi fondamentali. Ci affidiamo totalmente al terroir avendone rispetto e donandogli le cure di cui necessita senza alterare gli elementi propri che gli permettono di essere unico.

– Siamo da sempre aperti al confronto con colleghi, enologi, cantinieri e soprattutto anziani della nostra zona, per cercare di capire gli albori di questo vino, per studiare le sue evoluzioni e le sue potenzialità anche avvalendoci  dei ricordi del papà che già aveva avuto la fortuna di produrlo 40 anni fa.

– Un’unica e fondamentale domanda mi ha comunque sempre accompagnato : perché produrre un ColFondo come lo facevano i nostri trisavoli? Perché la sua storia era già stata scritta? Dalla storia si può imparare molto ed essa ci serve a provare a evitare errori nel futuro ma non ci si può fossilizzare in essa, si deve guardare avanti cercando di migliorare, apportando nuove idee, e soprattutto alla Bele Casel, cercando di far emergere la personalità di ciascuno di noi. L’intento è genuino e mai prepotente, non v’è volontà di fermarsi piuttosto dare un senso al presente e perché no lasciare un nostro contributo sperando che sia utile spunto per la generazione di domani.

– La nostra è diventata una ragione di vita, ci piacerebbe riuscire a trasmettere attraverso il calice qual’è il nostro lavoro e che regalo immenso ci dona il nostro territorio dell’Asolo Prosecco docg, il succo delle nostre uve e nulla più.

– Durante questo nostro difficile ma entusiasmante cammino ci siamo spesso imbattuti in pareri discordanti di amici e colleghi insistenti nel pensare che il ColFondo non sarebbe mai decollato, che era un vino che poco rispecchiava il territorio.
Testardi e con la convinzione nel cuore,  abbiamo comunque continuato a seguire  la nostra strada, consapevoli che prima o poi il tempo ci avrebbe dato ragione poiché è un vino difficile e a tratti scontroso ma se impari a conoscerlo ti da tanto e si apre a te senza riserve.

– Se mai vi capiterà di parlare con papà Danilo vi racconterà  di quando 10/15 anni fa veniva deriso per la sua scelta di non usare enzimi, chiarificanti, flottazione o centrifugazione per i suoi amati Prosecco.  Lui ha continuato a dar ragione al bicchiere e alle sue sensazioni. Non aggiungere per arrivare all’essenza, portar pazienza come si fa con un figlio che sta crescendo, accettare le giornate no per poi goderne appieno la fisiologica trasformazione.

– Anche noi, come Bottura, vorremmo che il “sapore” del nostro vino vi rimanga impresso riuscendo a percepirne le sensazioni e gioendo del piacere trasmesso dalla straordinaria sapidità e l’importante struttura, dono soprattutto del nostro straordinario e amatissimo territorio dell’Asolo Docg.

Siamo solo vignaioli, solo duro lavoro e un poco di talento

 

 

 

Bele Casel Asolo Prosecco Superiore su Wall Street Journal

Bele Casel Asolo Prosecco Superiore Extra Dry | €13 or $14

Will Lyons ha menzionato il nostro Extra Dry in un articolo a proposito della temperatura ideale per servire il vino.

Ecco la traduzione:

“Lo terrei in frigo per un paio d’ore e lo lascerei fuori per 10 minuti prima di aprirlo, giusto per far alzare un po’ la temperatura. Giallo paglierino, profumo di fiori, intenso e pulito, con un finale leggero ma pieno. Alcool 11%”

Clicca qui per l’articolo completo