Categoria: Bele Casel

Prosecco Diaries: Giugno

Giugno è il mese che ci ha visto impegnati nell’impianto della vigna di Monfumo, un lavoro davvero difficile anche a causa di giornate calde e afose. Lavoro interrotto da una pioggia che ci ha fermati per un paio di giorni e che ha reso più complicata la lavorazione per piantare le barbatelle.

Fortunatamente il giorno successivo alla fine dell’impianto della vigna è piovuto abbondantemente e le piccole piante sono attecchite molto bene.

La situazione in vigna continua ad essere molto buona, nessuna macchia di peronospora sulle viti, una discreta allegagione e grappoli che crescono a vista d’occhio

Uno dei miei incubi è la Flavescenza Dorata, problema che affligge quasi tutti i territori del nord Italia. Come ho scritto più volte produrre un Asolo Prosecco certificato Biologico vuol dire combattere questa malattia con un prodotto assolutamente inefficace per contenere l’insetto che fa da vettore e trasmette la Flavescenza. Il piretro infatti, non essendo un prodotto selettivo, “uccide” tutti gli insetti che colpisce e controlla con molta difficoltà lo scafoideo.

Per cercare di lavorare al meglio ci siamo fatti seguire dall’istituto sperimentale di Conegliano che ci ha seguito ed indicato il giorno preciso per fare il trattamento. Il risultato è stato molto buono, infatti al secondo controllo la popolazione dello scafo era nettamente calata.

 

1 Giugno – Piccoli amici in vigna

vigna glera

 

4 Giugno – Fioritura a Monfumo con 15 giorni di ritardo rispetto alle vigne di pianura. Si conferma comune più freddo di tutta il territorio dell’ Asolo Docg Superiore

fioritura vigna monfumo

 

9 Giugno – I lavori per l’ampliamento della vigna di Monfumo sono iniziati. Pali di castagno dei nostri boschi

Pali vigna Monfumo

 

10 Giugno – Controllo nella vigna di Cornuda per monitorare lo scafoideo, insetto vettore della flavescenza dorata. Problema molto difficile da controllare a regime biologico.

controllo vigna cornuda

 

11 Giugno – Ritrovamenti nella vigna di Monfumo. Una piccola salamandra si aggirava tra le viti

salamandra vigna monfumo

 

12 Giugno – La terra di Monfumo

caranto terra monfumo

 

13 Giugno – Pali e le prime barbatelle in una parte della vigna di Monfumo
vigna monfumo

 

15 Giugno – Se i lavori li fai a mano non servono le file dritte. In realtà nemmeno i pali sono “in bolla”

pali vigna monfumo

 

17 Giugno – L’erba sotto alla fila va segata col decespugliatore, purtroppo avvicinandosi alla vite si creano delle microferite che alla lunga potrebbero dare problemi alla pianta.
Non volendo ne potendo usare diserbo abbiamo deciso di usare il pirodiserbo, bombola sulle spalle e fiamma per “scottare” l’erba più vicina al ceppo

 

22 Giugno – Le barbatelle iniziano a germogliare

vite_glera

 

24 Giugno – Caranto a Monfumo

caranto

 

27 Giugno – Doppio arcobaleno sopra la nostra cantina

doppio arcobaleno

 

Ed ecco invece cos’è successo nel mese di giugno dell’anno scorso

E a giugno 2013

Prosecco diaries: Maggio

Maggio è stato un mese ricco di eventi e di soddisfazioni. In vigna tutto procede regolare.

Un mese sostanzialmente tranquillo dal punto fitosanitario. La situazione meteo è ottima, giusta quantità di piogge e temperature non troppo calde hanno favorito un buon sviluppo vegetativo senza dare problemi di muffe.

Fioritura partita come tutti gli anni nella nostra vigna più precoce il 21 Maggio.

3 Maggio – Arrivati i pali di castagno che serviranno per l’impianto della vigna di Monfumo

pali di castagno per vigneto

7 Maggio – ColFondo nel magazine “Natural Style”, nella sezione seguita da Adua Villa

colfondo_natural_style

8 Maggio – grappolo di Glera

grappolo_glera

 

9 Maggio – Asolo Wine Tasting, cena. Prosecco ColFondo 30 mesi sui lieviti in anteprima

prosecco_colfondo_asolo

 

10 Maggio – Asolo Wine Tasting. Per l’occasione abbiamo presentato il nostro nuovo Prosecco Extra Brutasolo_prosecco_docg_extra_brut

 

18 Maggio – Pendenze a Monfumo

pendenze in vigna. Asolo docg Monfumo

19 Maggio – la fioritura è vicina

pre_fioritura_grappolo_glera

 

21 Maggio: è partita la fioritura

fioritura_glera_prosecco

23 Maggio: biodiversità

sovescio_vigna

fiori e bombi nella vigna di galera

 

Ecco cos’è successo a Maggio dello scorso anno

 

 

 

 

 

 

Prosecco History: Cambio della guardia tra le varietà.

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Glera una bandiera d’identità e una barriera alle invasioni – Parte 2

di Ulderico Bernardi, professore in sociologia dei processi culturali nell’università Cà Foscari di Venezia (pubblicato in L’enologo, N. 10, ottobre 2014, 20-22).

Cambio della guardia tra le varietà.

Vecchi vitigni, di ceppo tradizionale, vengono sostituiti con altri, più robusti. Impera il Verdiso – oltre 25.000 hl fra Vittorio Veneto, Conegliano, Valdobbiadene – seguito dal Bianchetto (Bianchetta ndr) – 6600 hl – dalBoschero (Boschera ndr) – altri 3800 hl – e infine dal Prosecco (Glera) con 3200 hl.

È dunque piuttosto recente la rimonta dell’ormai affermato Prosecco sui fianchi collinari, nelle mitiche rive del Fol e di Cartizze, di Guia, di Combai, di Farra, Col San Martino, Refrontolo, Ogliano, Santa Maria e San Pietro di Feletto, e tanti colmelli baciati dalla perfezione enologica.

Innestato su una solida e consolidata tradizione di vini bianchi, s’avvale di memorie poetiche come quella di Lorenzo Stecchetti, cantore delle sogliole fritte e vin di Conegliano.

Prosecco tondo nostrano o gentile, Prosecco bianco, Prosecco Balbi, Prosecco lungo, tante denominazioni per una sola bontà. E una colma di emozioni che comprende l’amor di patria.

Prosecco History: Il commercio con il nord Europa

 

Glera una bandiera d’identità e una barriera alle invasioni – Parte 2

di Ulderico Bernardi, professore in sociologia dei processi culturali nell’università Cà Foscari di Venezia (pubblicato in L’enologo, N. 10, ottobre 2014, 20-22).

Il commercio con il nord Europa

Anche Giacomo Agostinetti di Cimadolmo (1597-1690 c.a.) celebrato autore dei Cento e dieci ricordi che formano il buon fattore di villa, non manca di segnalare la pregiata produzione collinare, ricordando le tecniche particolari in uso un tempo, che ne facevano l’importante voce di esportazione per la Repubblica di San Marco: il vino di Monte intanto è apprezzato in quanto sia dolce, e prima, perché rieschi tale, si ricerca che L’uve siano ben mature, che per ciò si lasciano sopra leviti molto più che nel piano. Onde a conoscer quando l’uva bianca è matura a bastanza per far vino dolce come si desidera, doverà haver mutato colore e di bianca divenuta zalla o più tosto rossa come coda di volpe, vuole haver il pecolo fiappo e che a maneggiarla le dita s’attacchino insieme.

Il commercio con le corti di Germania di Polonia era intenso. Da quei paesi di là delle Alpi muovevano i carri per le colline trevigiane. E ne tornavano colmi di botti. Tra le sante figure, benemerite del vino, come preziosa risorsa per le colline, va ricordato Venanzio Fortunato.

Il santo vescovo autori di inni sacri e profani, nato a Valdobbiadene nei primi decenni del 500 e morto a Poitiers nel 606, era devoto a San Martino. E proprio nel poema dedicato al santo di Tours, descrive con affetto il suo paese natale, alto sulle colline del buon vino:quo vinéta vernantur, sub monte jugo calvo, quo vior umbrosus tegit sicca metalla…laggiù dove eternamente germoglia la vite, sotto la grande montagna, dove il verde lussureggiante protegge le zone più disadorne.

Passano i secoli, e il panorama dei broli e dei vigneti subisce giorni infausti. Anche se certe qualità di viti resistono bene ai disagi meteorologici e alle devastanti incursioni dei parassiti. Per tutto il corso dell’Ottocento flagelli diversi tormentano ancora le viti: oidio, peronospora, fillossera. Non bastasse, la grande guerra sconvolge a cannonate tutta l’area collinare, mentre i campi del medio e basso Piave sono scavati in profondità da buche di proiettili, trincee e camminamenti. Ci vorranno degli anni per sistemare la terra arativa, i canali di bonifica e d’irrigazione.

Continua…

“Asolo Prosecco Superiore Extra Brut dimostra tutta la sua stoffa”

Uno dei 3 momenti più belli del nostro lavoro. La fioritura. Incredibile vedere la parte alta della vigna di Monfumo quasi in allegagione e quella più bassa, a poco più di 50 metri, ad inizio fioritura. Ci saranno almeno 6 o 7 giorni di differenza sullo sviluppo vegetativo (nota di Luca Ferraro, vignaiolo, pubblicata oggi sul Facebook aziendale).

Ecco cosa scrive Michelangelo Tagliente, uno dei nostri wine blogger preferiti, della sua esperienza ad Asolo per il festival del Consorzio Asolo e Montello:

“Parliamo di tanta sostanza e vini che crescono a ogni nuovo assaggio. Nel Prosecco DOCG, quando Asolo fa Asolo, non imitando Valdobbiadene, il risultato è davvero sorprendente per identità: i profumi sono più vegetali che fruttate, con una delicata nota amarognola che distingue e contraddistingue; ed è una gran cosa in questo mare sperduto di Prosecco che arriva sulle tavole di tutto il mondo”.

“Poi c’è la novità dell’Asolo Prosecco Superiore Extra Brut che, al momento, grazie alla modifica del disciplinare ottenuta dal Consorzio, si può fare solo in queste terre. Le prime bottiglie sono d’annata e mettono ancora più in evidenza la peculiarità e unicità del Prosecco di Asolo che, proprio con residui zuccherini vicino allo zero, dimostra tutta la sua stoffa”.

Clicca qui per il suo post.

Storia del Prosecco: Glera una bandiera d’identità

Livia, moglie dell’imperatore Augusto, attribuiva la sua età avanzata al Prosecco.

“Glera una bandiera d’identità e una barriera alle invasioni – Parte 1”

di Ulderico Bernardi, professore in sociologia dei processi culturali nell’università Cà Foscari di Venezia (pubblicato in L’enologo, N. 10, ottobre 2014, 20-22).

Anche se è relativamente recente la rimonta dell’affermato Prosecco sui fianchi collinari del trevigiano è decisamente più antica la fama di questo “Vin di Monte” importante voce di esportazione già per la Repubblica di San Marco. Capace addirittura secondo le leggende del Piave di bloccare l’avanzata nemica dopo Caporetto.

La civiltà europea, nel fascio di radici comuni, deve molto agli ordini monastici. In particolare per quanto riguarda il vino. Non a caso venne loro attribuita la qualifica di Patres Vinearum, avendo messo dimora le preziose barbatelle ovunque nel continente, fino alle estreme latitudini dove la vite poteva ancora attecchire. La necessità di disporre del vino per celebrare l’eucaristia, in tempi in cui i trasporti erano tutt’altro che facili, si univa ai dettami della regola benedettina: ora et labora. Nelle abbazie trasformarono le terre incolte e impaludate tutt’intorno in campi fecondi.

Monaci e abbazie

In quei lontani secoli avvenne anche nel Veneto, dove i monaci benedettini e camaldolesi ammontarono di viti i colli, dove eressero i loro eremi e venerati monasteri. Sulle colline del Pedemonte trevigiano sorsero le abbazie di Nervesa, di Vidor, di Follina, di Rua, di Feletto. Luoghi celebrati ai nostri giorni per la produzione del Prosecco (ora Glera e della generosa uva Verdisa che spesso l’accompagna, la quale essendo molto feconda, segnalava l’abate Carlo Lotti ai colleghi dell’Accademia degli anistamici nella Cividale di Belluno, la chiamavano paga debiti.

La rapida diffusione che ha conosciuto fuori nel nostro paese il Prosecco lo candida oggi ad essere una bandiera d’identità italiana, nel suo ruolo riconosciuto di esaltatore di ritualità, nella piccola cerimonia intima del convivio tra amici fino alla celebrazione ufficiale del del calice d’onore dei simposi istituzionali.

Apprezzamento ormai universale

Non è stato facile per questo buon vino autoctono della Venezia, erede della X Regio Venetia et Histria dell’impero augusteo, arrivare a tanto generale apprezzamento. Ai tecnici del vino dire se questa eccellenza il Prosecco ha raggiunto per merito della sua resistenza alle malattie, alla buona capacità produttiva o ad altri motivi, tra i quali senz’altro gli aromi e sapori che dona ai sensi. L’aura che avvolge il nome è ormai universale. A buon diritto, sia che ci si compiaccia della sua versione in bollicine, sia che al modo antico lo si voglia gustare nella caraffa diProsecco “tranquillo”, fresco, con la sua fragranza d’erba appena tagliata.

Evoca i luoghi dove vitigni di Glera e di Verdiso fioriscono, quel Pedemonte trevigiano, segnato superficie e nel profondo da acque grandi e piccole. Figlie tutte della Piave che scorre ampia nel suo letto mentre per vie segrete fornisce di abbondanti acque sorgive i colli e la pianura. Acque buone, ricche di sali salutari.

Non a caso Valdobbiadene, Vittorio Veneto – con Conegliano al centro – erano un tempo città termali [anche Asolo è una città termale ndr]. Acque che abbeverano le radici profonde dei vigneti in un passaggio impreziosito dal ricamo tracciato dalle viti sulle rive come sono chiamati i pendii collinari esposti al sole. Ma quanta strada, e pazienza e fatica d’uomini per arrivare all’eccellenza odierna.

Il segreto della longevità dei papi

Già un illustre tra i georgici veneti, Agostino Fapanni (1778 – 1861) sperimentatore e innovatore della conduzione delle sue terre, sollecitava i Vignaioli nostrani a confrontarsi con la storia di que’ vini scelti, prelibati e liquorosi che si manipolano nei ridenti colli di Conegliano, di Ceneda, d’Asolo, di Montebelluna, che fin dal passato secolo valicarono in bottiglie le Alpi r il Mare, e alle mense principesche andarono del pari coi vini di Francia e Spagna.

È lui medesimo ad attribuire autentico valore terapeutico a questi vini nostrali, d’una tal forza salutevole da restituire ad anziani papi e imperatori imperturbabile sanità. Stabilendo anche continuità di meriti con l’antico pucino che si raccoglie su di un monticello sassoso non lungi dalle sorgenti del Timavo, creduto il Prosecco de’ giorni nostri.

Annota a questo proposito: la prerogativa che hanno acquistata questi vini, e per cui salirono in sì gran fama, consiste nell’essere comunemente note queste due circostanze, cioè che un vescovo di Ceneda la famiglia Turriana era solito di spedirne annualmente da qui a Roma al Papa Paolo III morto di 82 anni nel 1549, e ad altri sommi pontefici, e che l’imperatore Federico III (morto di 78 anni nel 1493) attribuiva essenzialmente a questi medesimi vini l’aver ricuperata un’imperturbabile sanità (…) racconta Plinio che all’uso di questi vini Giulia madre del grand’Augusto si chiamava debitrice dell’avanzata età di 82 anni, a cui era pervenuta.

Eccola qui l’ultima pazzia della Bele Casel: il nostro Asolo Prosecco Superiore “Extra Brut”

prosecco extra brutLa storia del nostro Asolo Prosecco Superiore “Extra Brut” parte da lontano, una storia che nasce con le prime bottiglie di spumante che papà ha cominciato a fare tanti anni fa.

Questo è stato da sempre il vino più vicino ai nostri sbalzi di umore, legato a filo diretto alle nostre momentanee sensazioni, ai nostri più intimi gusti.

Inizialmente era un ColFondo che negli anni 80 con l’acquisto delle prime due autoclavi si trasformò in vino frizzante prodotto con le vigne che il nonno curava personalmente, quello che gli appassionati chiamerebbero il “vino base”.

Ricordo ancora le etichette bianche e verdi, l’etichettatrice semiautomatica azzurra che usavamo io e mia madre, gli scatoloni bianchi da 12 bottiglie, il profumo di colla e le bottiglie da pulire una ad una con la spugnetta.

A quel tempo non avevamo grandi tecnologie ed eravamo costretti ad utilizzare il mosto concentrato per far partire la seconda fermentazione del nostro Prosecco, lo stesso mosto che non convinceva mio padre. Solo Dio sa quante volte abbiamo discusso sul futuro di quel frizzante, la paura di aumentare leggermente il prezzo e la convinzione che l’unica strada da percorrere per una piccola azienda come la nostra era quella della qualità, una qualità che costa.

Ecco che quel frizzantino diventò uno spumante brut senza denominazione, bottiglia marrone etichetta color marrone, 12 grammi di zucchero residuo.

Il successivo passaggio fu quello di dargli una denominazione, ecco che diventò un “Prosecco doc”. Bottiglia verde, etichetta nera, capsula nera, 12 grammi di zucchero residuo
Eravamo felici, pensavamo di aver trovato la quadra per questo vino, pensavamo di aver trovato l’equilibrio, eravamo convinti che i cambiamenti fossero finiti.

Niente di più sbagliato, i tempi cambiano e le nostre certezze cominciavano a vacillare.

Il Prosecco DOC non ci rappresentava più, abbiamo cominciato a sentire la necessità di parlare solo di collina, solo di Asolo.

Nasce così l’Asolo Prosecco Superiore docg Brut. Bottiglia verde, etichetta nero/argento, capsula argento, 7 grammi di zucchero residuo.

In tutto questo tempo abbiamo quasi dimezzato il residuo zuccherino da 12 a 7 grammi e ad ogni passaggio il nostro Prosecco cominciava ad assomigliarci sempre di più, semplice senza essere banale, vivo e sincero, come siamo noi.

Quello che sta succedendo in questi giorni è una svolta che non è nata solo da noi ma è partita dal nostro consorzio che ha giustamente introdotto la tipologia extra brut

La nostra voglia di abbassare ancora una volta il residuo zuccherino e la possibilità di classificarlo come extra brut era un’occasione da non perdere.

Abbiamo deciso di fare un’ennesima pazzia, cambieremo ancora una volta l’etichetta che sarà molto simile a quella dei nostri altri spumanti e porteremo il residuo zuccherino a 4 grammi.

Siamo sicuri che la sapidità e la struttura, che solo le vigne dei colli di Asolo possono dare, si esprimano al meglio con dei residui zuccherini più vicini allo 0.

Eccola qui l’ultima pazzia della Bele Casel, una pazzia dettata dalla passione per il nostro territorio.

asolo wine tasting

Aiutateci a trovare un nuovo nome per il nostro Millesimato

Ragazzi ho bisogno di un aiuto da tutti voi. Vogliamo togliere la parola MILLESIMATO dal nostro Asolo Prosecco.

Abbiamo creato una lista di nomi che vorremmo farvi leggere per scegliere quello che più vi piace.

Una cosa che vi impegnerà non più di 30 secondi e che ci renderà molto felici.

Invieremo in via privata il modulo digitale da compilare.

Se siete d’accordo, lascia un commento in fondo a questo post oppure scriveteci una mail (cliccando qui).

Grazie mille!

Festeggiate Earth Day con noi!

Questo è il nostro modo di festeggiare la Giornata Mondiale della Terra.

Oggi iniziano i lavori per l’ampliamento del vigneto di Monfumo.

Pianteremo solo varietà autoctone che andranno a poggiare il loro peso seppur lieve su pali di legno dei nostri boschi. Un vigneto sostenibile, come piace a noi.

Potete sostenerci e entrare a far parte della nostra famiglia grazie a The Winefathers.

Clicca qui per informazioni generali su Winefathers.

E clicca qui per il nostro progetto.

Discussioni accese sull’utilizzo di Glyphosate

La primavera è una stagione meravigliosa, la natura si risveglia, i ciliegi fioriscono e ahimè sotto a molte vigne di Prosecco appaiono come per magia delle strisce giallo/rosse date dal diserbo.

E’ sempre difficile parlare di questo senza toccare la sensibilità di amici e colleghi che lo usano e quando si affronta l’argomento si creano delle discussioni molto accese tra chi sostiene questa pratica e chi la rifiuta.

Questa discussione in particolare si è soffermata sui costi del non diserbo in alta collina dove i trattori non arrivano e tutte le lavorazioni devono essere fatte a mano. Pare che non usare il Glyphosate renda la produzione antieconomica, i costi crescerebbero alle stelle.

Continua…