Categoria: Bele Casel

Che cos’è il Prosecco Colfòndo?

col fondo sur lie

Il Prosecco Colfòndo è il vino tradizionale delle nostre colline. Quando i miei genitori erano bambini il Prosecco (ora Glera) veniva vendemmiato a fine ottobre. C’è chi mi ha raccontato di averlo addirittura vendemmiato sotto la neve.

Una volta portato in cantina, la fermentazione, a causa delle basse temperature, si bloccava e il vino rimaneva dolce.

Tutti i contadini nei primi mesi dell’anno imbottigliavano e come per magia con i primi caldi primaverili la fermentazione ripartiva creando così questo fantastico rifermentato in bottiglia.

Il processo fermentativo è lo stesso dei più famosi Champagne solo che nel nostro caso non avviene la sboccatura, il lievito rimane dentro alla bottiglia fino a che non deciderete che è giunta l’ora di berla.

Potrei tenervi inchiodati allo schermo raccontandovi di persone che hanno bevuto colfòndo di 30 anni rimanendo stupefatti di fronte a quel bicchiere. Di sicuro non vi racconterei una bugia.

Potrei dirvi che se andrete a trovare qualche contadino che vive in queste colline e che possiede un piccolo appezzamento di vigneto di sicuro non vi offrirà un prosecco metodo charmat ma di sicuro un colfòndo, probabilmente lo scarafferà, difficilmete ve lo farà bere torbido.

Se però venite a trovare me sarete costretti a berlo torbido perchè io lo amo così, perchè credo che il fondo sia l’anima di questo vino e in quanto tale non debba essere separata dopo tutto quel tempo passato assieme a lui.

 

Luca Ferraro
Vignaiolo

“Why I love Bele Casel Prosecco Colfòndo” by Jeremy Parzen aka Do Bianchi

prosecco col fondo

Houston, we have a problem. A big problem, actually.

Bele Casel wines are not currently available in Texas (where we live). And that means that I have to buy the wines in California when I visit my family there and ship the wines to myself.

You buy the wines, you ask? Yes, even though the Ferraro family has been very generous with us and has gifted us bottles on many occasions and hosted us in their home and has taken us out to dine in some of the best restaurants in Treviso province, I can’t expect them to subsidize our weekly consumption of their wines. That’s how much my wife Tracie P and I love them — the Colfòndo in particular.

(If you’re new here, I’ve been the Bele Casel blogmaster for the last two years. We’re now embarking on our third year working together and I love it.)

At our house, wine is nearly always part of our dinnertime meal. Although we love to drink wine in celebration as much as the next person, moderate wine consumption at mealtime is very important to us. We believe that wine’s acidity and balanced alcohol are important elements in healthy digestion.

Continua…

Grazie grazie grazie da tutta la Bele Casel

best italian cook booksQualche giorno fa il postino ha portato un libro di cucina Risparmia, Recupera & Ricicla dove Adua Villa scrive del nostro ColFòndo.

L’arrivo di quest’ultimo mi ha messo un’irresistibile voglia di andare a rileggere tutti gli articoli su stampa che custodiamo gelosamente conservando grande stima e affetto per tutti gli amici che hanno voluto dimostrarci in questo modo vicinanza e rispetto per quello che facciamo.

Per un’azienda familiare come la nostra è un’estrema soddisfazione vedere il proprio nome scritto su riviste così importanti, da Repubblica a Panorama, passando per il Corriere della Sera a la Cucina Italiana e tanti altri.

Quello che volevo dire è che moltissimi amici negli anni hanno parlato di noi, dei nostri vini e della passione che mettiamo nel nostro lavoro.

Lasciateci quindi fare ancora una volta un grande ringraziamento a chi ci ha aiutato a farci conoscere, a portare la nostra voce a tutti i loro lettori.

Grazie grazie grazie da tutta la Bele Casel.

Ecco cosa scrive Adua del nostro ColFòndo.

“Bele Casel

Prosecco Colfòndo

Ad Asolo, in piena zona Prosecco DOCG, troviamo un’azienda che produce vini con il rispetto più totale verso la terra che fa crescere queste piante e accortezze verso le tecniche in cantina.

Il Prosecco Colfòndo rifermenta in bottiglia in ambiente fresco e buio.

Questo metodo di spumantizzazione crea un vino in costante evoluzione e cambiamento, anche i profumi e il gusto cambiano molto nel tempo.

Il consiglio è di agitare delicatamente la bottiglia per riprotare il lievito presente nel fondo.

Una esperienza per i vostri abbinamenti.”

Prosecco diaries: dicembre 2014

Anche il mese di dicembre continua con potature e giornate in cantina.

4 dicembre – Un bel regalo prima delle feste, stiamo per raggiungere i 5.000 followers su Twitter.

italian winery twitter

11 dicembre – una delle prime giornate fredde.

italian vineyard rose

12 Dicembre – Anche Repubblica parla di ColFòndo.

articles about col fondo

14 dicembre – Quest’anno non abbiamo fatto un albero di natale convenzionale ma abbiamo voluto ricreare un filare di viti appendendole al muro della cantina.

vineyard christmas tree

17 dicembre – Assaggiamo l’Asolo Prosecco Brut prima dell’imbottigliamento. Il lavoro svolto prima in vigna e poi in cantina sta portando dei risultati notevoli. 6 grammi di residuo zuccherino, teso e vivo. Scorza di cedro, mandarino. Sapidità da regalare e una beva non banale.

golden bubbles prosecco champagne

20 dicembre – Sono venuti a farci visita dei pastori in vigna. Concimiamo e falciamo l’erba in modo del tutto naturale ed economico. Torneranno in primavera per un secondo passaggio.

sheep in the vineyards

22 dicembre – Abbiamo caricato un container con il nostro vino destinato al mercato australiano.

prosecco australia

 

26 dicembre – Il brut imbottigliato qualche giorno fa pare avere bollicine d’oro.

prosecco glass

 

28 Dicembre – Appendiamo le forbici al palo per qualche giorno di riposo.

shears pruning italy vineyards

 

Ecco cosa succedeva nel dicembre 2012.

E nel 2013.

Prosecco Asolo DOCG biologico

Tutto è cominciato più di 40 anni fa, quando mio padre ancora studente di enologia, conobbe mia madre e soprattutto un gran contadino, mio nonno Ilario.

In quegli anni mio nonno aveva poco più di un ettaro di malvasia vicino casa e, da buon contadino, vendeva tutta la sua produzione in damigiana.

Finita la scuola mio padre cominciò a lavorare in una distilleria e nel tempo libero aiutava mio nonno in campagna e in “cantina”.

In quegli anni nacquero un bambino di nome Luca, sua sorella Paola e un’ attività chiamata “la contea”.

Quei bambini che si trovano ora qui a raccontare crebbero con i nonni materni in quanto mamma e papà avevano dato vita ad un’avventura più grande dei loro stessi sogni e dopo aver svolto tutti i giorni le loro otto ore di lavoro dipendente scendevano nello scantinato per cercar di consolidare giorno dopo giorno i loro sforzi e sacrifici.

Ricordi, questi, ancora vivi e presenti nella nostra memoria. Tutta la mia famiglia impegnata nell’arco di un’intera giornata ad imbottigliare 2-300 bottiglie, le etichette
da incollare completamente a mano e consegne effettuate il sabato, di persona, per coccolare i pochi clienti.

In quegli anni non si parlava ancora di “estero” e ancor meno di e-commerce.

Tutto si basava su una stretta di mano e qualche telefonata.

In qualche anno questo nostro mondo ha subito grandi cambiamenti, compreso quello del vino; tutti cominciavano ad aggredire i mercati internazionali e ad incrementare esponenzialmente le vendite.

La sera a cena ci chiedevamo cosa stessimo sbagliando, perchè tutto il nostro lavoro, i sacrifici per produrre vini di qualità non ci facesse”decollare”.

Poi un giorno una telefonata, un importatore americano cercava Prosecco, e si, aveva contattato anche noi.

Era un giorno freddo e piovoso quando arrivò la persona designata a trovare “il miglior Prosecco” e noi eravamo tremendamente tesi. Eravamo consapevoli della qualità dei nostri prodotti ma sapevamo che la nostra cantina,un seminterrato grande poco più di un garage non era certo all’altezza di tutte quelle grandi cantine che ci sono in zona, che il nostro inglese non era dei migliori e che non siamo dei “venditori” ma dei semplici produttori.

Non so descrivervi le nostre facce quando abbiamo saputo che tra qualche decina di aziende hanno scelto proprio noi.

Da quel giorno sono passati 5 anni, siamo cresciuti, abbiamo sbagliato molto e molto abbiamo imparato. Una cosa in noi non è cambiata….. lavorare per la qualità.

E mentre le vendite di Prosecco aumentavano e i rossi entravano in crisi, noi abbiamo fatto una pazzia, abbiamo piantato Merlot, vitigno tipico delle nostre zone, ma sempre maltrattato, facendo produrre alle vigne quantità d’uva assurde.

Beh noi volevamo risollevare il nome di quest’uva. Impianti molto stretti, diradamenti spinti, vendemmia di uve ben mature e l’acquisto di botti grandi per non alterare la tipicità del nostro Merlot.

Ed eccoci qui, di fronte al pc, dopo una cena in famiglia, a raccontare tutta (o quasi) la storia di un’azienda e di una famiglia che hanno saputo trasformare un sogno in realtà.

Luca Ferraro
vignaiolo

Il nostro Colfòndo

Il nostro Colfòndo non esce dalla cantina prima di 7/8 mesi.

Il nostro Colfòndo 2010 ha una solforosa totale a 13 mg/litro. Il limite massimo per evitare di riportare in etichetta “contiene solfiti” è 10.

Il nostro Colfòndo 2011 sarà ottenuto da uve dove si è utilizzato in vigna solo rame e zolfo.

Il nostro Colfòndo non vede nessun prodotto chimico in cantina.

Il nostro Colfòndo arriva da vigne molto vecchie e di collina.

Il nostro Colfòndo è docg, un Asolo Prosecco docg.

Il nostro Colfòndo viene seguito dalla potatura alla vendita direttamente da noi.

Non lo so se il nostro Colfòndo è più o meno buono degli altri ma vi assicuro che stiamo dando il massimo per darvi un prosecco rifermentato in bottiglia che sia di alta qualità e il più sano possibile.

Norme UE troppo rigide su internet e marketing causano una protesta tra i produttori di vino italiani

monforte alba barolo langhe piemonte

Sopra: Monteforte d’Alba è un paese nella denominazione “Barolo”. Si trova nelle “Langhe” in “Piemonte”. Una norma europea ha limitato un produttore di Barolo di Monteforte per aver menzionato “Langhe” e “Piemonte” in internet e in altro tipo di materiale promozionale perché in conflitto con la denominazione “Langhe” e “Piemonte”. 

Un’inchiesta di oggi nel quotidiano inglese The Independent descrive un dibattito che si è sviluppato tra i produttori italiani: le rigide norme europee in tema di marketing ora limitano l’utilizzo di riferimento regionali che le cantine usano sia online che su materiale stampato.

All’inizio dell’anno, un produttore di Barolo è stato condannato per “aver menzionato in materiale promozionale il fatto che la sua cantina si trovi nelle Langhe in Piemonte, oltre che nello stesso paese che ha dato il nome al vino rosso.”

In altre parole, per l’aver scritto “Langhe” e “Piemonte” nel materiale promozionale, ha violato una norma UE: “Langhe” e “Piemonte” sono sì, entrambi nomi di luogo ma sono anche destinati alla denominazione in Europa – “Langhe DOC” e “Piemonte DOC.”

Anche se la cantina in questione si trova nelle colline delle Langhe in Piemonte, il produttore ha violato una regola menzionando i nomi dei paesi all’interno del materiale promozionale.

La storia è stata riportata nel quotidiano inglese dopo che il fondatore di Slow Food Carlo Petrini ha pubblicato in una testata online uno scritto in merito alla questione, la settimana scorsa. Nel pezzo, ha espresso la sua perplessità per questa regola così restrittiva e ha offerto supporto alla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e la loro chiamata alla disobbedienza civile.

Ad inizio ottobre, la federazione ha pubblicato una lettera aperta nel sito internet denunciando questa norma e passando all’azione chiedendo agli oltre 600 membri di violare la norma (se non già violata) e di riportare l’infrazione commessa.

Se il governo italiano non prende una decisione per cambiare – riuscendo a farlo – la legge entro il 31 dicembre 2014, la Federazione ha dichiarato che chiamerà i propri membri ad agire già a partire dal 1 gennaio 2015.

“Siamo pronti alla disobbedienza civile,” scrive l’autore della lettera aperta ad opera della FIVI, “per difendere il diritto a comunicare il nostro territorio.”

Prosecco diaries: ottobre 2014

Uno pensa che passate le vendemmie per il vignaiolo arrivi un periodo di tranquillità e di riposo. Purtroppo per noi non è così, ottobre è il mese che spesso ci vede impegnati nella preparazione della terra per la semina delle erbe da sovescio.

Quest’anno non siamo riusciti a lavorare tutte le vigne a causa delle piogge che ci hanno costretto a concentrarci sulle vigne con terreni più “asciutti”. L’unico lavoro che abbiamo fatto nella vigna di Cornuda è stato quello di scalzare e rincalzare il sottofila.

Ottobre quest’anno ha anche significato vendemmia.

4 ottobre – Era terra dura, indomabile. L’abbiamo lavorata con pazienza ed estro ed oggi, dopo tanto tempo, siamo fieri dei risultati raggiunti. Fieri di aver “addomesticato” un terreno che sembrava non potesse raggiungere il suo equilibrio.

subsoil prosecco

6 ottobre – Siamo stati a Venezia per una degustazione dei nostri vini.

venice sunset

Continua…

L’importanza delle colline moreniche ad Asolo

colline moreniche

Nella foto si vedono le colline moreniche dal vigneto a Monfumo (Colli Asolani).

Sto ancora prendendo fiato dopo le due settimane trascorse in Italia, tra cui un pomeriggio (e un ottimo pranzo) con la famiglia Ferraro domenica scorsa.

Ci tenevano moltissimo a mostrarmi il loro nuovo vigneto di Monfumo (un piccolo paese nella provincia di Treviso).

Questo ettaro di vigna, con le sue viti di 100 anni, “è quello che ci ha salvati”, dice Luca all’indomani dell’estate 2014 caratterizzata da eccessive piogge e clima di certo non consono alla stagione.

Posterò altre foto della vigna, ma nel frattempo volevo condividere con voi la foto di cui sopra, scattata nella parte affacciata a sud-sudest.

E’ un esempio perfetto, secondo me, di quello che sono le colline moreniche.
Le colline moreniche si sono formate grazie allo scioglimento dei ghiacciai. Essenzialmente, sono un ammasso di rocce, la “polvere glaciale” delle rocce di varie dimensioni da ciottoli a macigni.

Clicca qui per la voce Wikipedia per morena.

Queste colline sbucano dal paesaggio, un po’ come se esplodessero dal fondo della valle. Guardando la foto, dalla parte opposta della collina, il territorio è pianeggiante.

La composizione rocciosa di queste colline rende molto difficile la coltivazione convenzionale. Il terreno è molto povero di sostanze nutrienti ma, tuttavia facilita il drenaggio il quale permette di ricavare uve di altissima qualità.

Più i grappoli faticano a trovare acqua, più vigorosi diventano e migliori diventano i loro frutti.

E nel caso della piovosissima annata 2014, tutto ciò ha permesso lo scolo dell’acqua in eccesso e mantenuto i grappoli ben bilanciati nella maturazione. Il drenaggio dell’acqua inoltre ha aiutato l’eliminazione di eccessiva umidità e ha mantenuto l’uva sana, come se in realtà non avesse dovuto combattere contro il marciume e la peronospora.

Nelle prossime settimane, caricherò alcuni video che abbiamo girato in quel posto meraviglioso. Spero davvero che riusciate a percepire quanto speciale sia questo posto, dai panorami che abbiamo catturato.

Jeremy Parzen
blog master

Traduzione dall’inglese di Paola Ferraro.