Piccoli produttori crescono

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Che sarà? Così recita il titolo di questo mio nuovo post.

Ci sono una molteplicità di domande che annidano la mia mente su quello che potrà essere il domani. Quando un’azienda deve riconoscere il suo limite di espansione? Qual’ è il picco massimo da raggiungere per essere considerati “piccoli produttori”? La crescita che abbiamo avuto in questi ultimi due anni, continuerà o subirà un brusco rallentamento?

Noi siamo considerati all’interno del nostro territorio dei piccoli produttori, e tali vorremmo rimanere. Quindi sorge una domanda spontanea: cominciamo a dir di no ai nuovi clienti?

Aiutateci a trovare la soluzione a questo enigma.

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Questo post ha 9 commenti

  1. Filippo Ronco on 9 Maggio 2010 at 16:13 Rispondi

    Ad una maggior crescita non corrisponde sempre un maggior guadagno. Di sicuro corrispondono maggiori grattacapi. Se puoi restare piccolo o medio piccolo riuscendo nel contempo a soddisfare ogni tuo bisogno togliendoti pure qualche soddisfazione economica la domanda è “perchè crescere”? Pensa che io sono addirittuta convinto che lo stesso modello consumistico basato sulla costante crescita del prodotto interno lordo sia concettualmente errata. Penso ci siano dei limiti fisiologici allo sfruttamento delle risorse così come al tempo ed alle energie che è possibile dedicare al lavoro anziché alla famiglia e allo svago (a meno che le due cose non coincidano). E’ un discorso tutt’altro che semplice 🙂

    Ciao, Fil.

  2. Stefano Caffarri on 9 Maggio 2010 at 16:31 Rispondi

    se io fossi un tizio pagato per rispondere questa domanda, saprei di rubarti i soldi se non ti ponessi a mia volta un quesito: “qual è il tuo obiettivo?”.
    se non conosco il porto di destinazione, non saprò mai di avere il vento a favore.

  3. Luca on 10 Maggio 2010 at 7:12 Rispondi

    Si, l’idea generale è quella di rimanere più o meno di questa grandezza “a misura di famiglia”, il problema è che quando chiama un nuovo importatore o un cliente privato ci si riempie il cuore di soddisfazione, dopo 30 anni di sforzi e tanto tanto lavoro, finalmente ci chiamano perchè hanno assaggiato i nostri vini e sono piaciuti. Come riuscireste voi a dire di no?
    Mi rendo conto che non posso continuare a crescere all’infinito, non è matematicamente possibile, proprio come dice Fil.
    Luca

  4. daniela (senzapanna) on 10 Maggio 2010 at 8:23 Rispondi

    non so niente di economia o di strategie di mercato. so qualcosa di più di risorse umane e confermo quanto detto dal caf. devi avere ben chiaro cosa vuoi e dove vuoi arrivare x fare una strategia per raggiungere gli obiettivi. se ne vuoi parlare sono disponibile

  5. Lucia Barzanò on 10 Maggio 2010 at 11:03 Rispondi

    Sono d’accordo con Filippo; non credo che ad una maggior crescita corrispondano maggiori guadagni.
    Se pensi di aver raggiunto la grandezza che più vi somiglia, quella in cui vi sentite di esprimervi al meglio, quella è la vostra dimensione.
    Non ti resta che curare al massimo la qualità, che so essere già curatissima, ed i rapporti con i tuoi clienti, il servizio e la comunicazione in modo da affermare sempre più la notorietà del marchio.
    Non sono regole di economia aziendale o marketing, secondo me è proprio una questione di buon senso.
    Anche a noi chiedono spesso se, visto che le cose stanno andando bene, compriamo nuovi terreni, magari anche in altre zone, come andava di moda fare fino a pochi anni fa.
    Mi trovo di nuovo d’accordo con Filippo e penso ci siano dei limiti fisiologici allo sfruttamento delle risorse e del proprio tempo, troppo prezioso per essere tutto dedicato solo al lavoro, per quanto bello possa essere il nostro lavoro.
    La massima fortuna penso sia un lavoro a dimensione umana in cui si ha la possibilità di esprimersi ed il nostro è proprio così.

  6. Paolo Carlo on 10 Maggio 2010 at 12:43 Rispondi

    Ciao Luca,
    La risposta alla tua domanda nessuno ce l’ha perché dipende da fattori che solo te puoi conoscere e misurare.
    Quello che è certo, come dice Fil, è che la crescita del Pil all’americana non è più una delle regole d’oro del Business plan mondiale, tanto è vero che già da qualche tempo, lo avrai notato, le aziende si fondono assieme, perché non hanno ragione di esistere entrambe con la loro capacità produttiva che sommata supera la domanda.
    Te lo dico fuori dai denti, io penso che il prosecco stia conoscendo un momento di buona dovuto al fatto che costando poco in un momento di contrazione dei mercati, come si dice da noi, tira.
    Quando il mercato si ridimensionerà come è normale che faccia, ad andare in crisi non sarà certo una azienda delle tue dimensioni, ma altre.
    Tu però potrai contare su un pacchetto di clienti che non compra e non ha mai comprato “prosecco”, ma che compra “Bele Casel” a prescindere dalle mode, dalle crisi e dalle leggi del mercato dei grandi numeri.
    Se cresci, esiste un punto oltre il quale, tutto questo valore che il cliente ti attribuisce, lo perdi.

    Ciao
    Paolo

  7. Luca on 10 Maggio 2010 at 22:28 Rispondi

    @ Daniela: l’idea è quella di aumentare di max 20.000 bottiglie, al di sopra delle quali saremmo costretti ad assumere dipendenti ed ingrandire l’azienda per riuscire a svolgere tutto il lavoro! Non fa per noi!!

    @Lucia: le tue parole le leggo molto attentamente, credo anche tu abbia passato questa fase, accetto molto consigli e pareri

    @Paolo: Parole sante, come sempre

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