Il futuro del Prosecco?

FASCETTA_asolo-prosecco-docgProprio ieri sera a Colfòndo2/3 abbiamo parlato del futuro di questo vino.

E’ difficile dire ora come sarà il mondo Prosecco tra una decina d’anni, io ho provato oggi a guardare un pò più in la del naso e immaginarmi la strada ideale da percorrere.

Vi do un paio di dati semplici:

  • 2 docg nelle zone storiche collinari (Asolo e Conegliano-Valdobbiadene )
  • 9 provincie che possono produrre Prosecco (Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Treviso, Trieste, Udine, Venezia e Vicenza)

Mais, frumento,soia,fieno, non valgono niente, gli agricoltori sono in costante perdita,anno dopo anno, inesorabilmente.L’unico prodotto agricolo che permette ad oggi di avere un reddito è il Prosecco. Una persona che non guarda al futuro oggi come oggi ne pianta ettari ed ettari  credendo di fare l’investimento della sua vita. Nove province sono un’area immensa, questo porterà ad un aumento dell’offerta rispetto alla domanda e i prezzi caleranno certamente, azzardo un pronostico ottimistico attorno ai 40 cent/kg.

L’unico modo per differenziare il prodotto e creare un brand che non sia semplicemente Prosecco ma una zona è credere fermamente nella DOCG, lavorare tutti assieme per mantenerla viva e farla conoscere al mondo intero che oggi paragona il prosecco a qualsiasi vino con le bolle!

Dovremo soffrire qualche anno visti i prezzi praticamente uguali ma con produzioni ettaro nettamente inferiori per la docg. (1.30€ il doc , 1.50€ docg al litro)

Mi piange il cuore sentire produttori in zona docg che ancora oggi preferiscono declassare un vino per evitare controlli severi e produzioni ettaro corrette.

Spero di sbagliarmi ma di questo passo il Prosecco ha vita breve, anzi, brevissima.

Lunga vita al Colfòndo

Luca

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Autore: Bele Casel

Questo post non ha commenti

  1. Filippo Ronco on 1 Luglio 2010 at 0:22 Rispondi

    Nella tua disamina secondo me manca una cosa fondamentale. Intanto ti registri Colfòndo e Colfondo 😉

    Secondo me la cosa più importante adesso è fare un marchio collettivo “Col fondo” per far conoscere questa modalità tradizionale di Prosecco al mondo autoimponendo al gruppo che utilizza quel marchio rese ancora più basse di quelle previste dalla Docg e accorgimenti qualitativi ancora più stringenti.

    Ciao, Fil.

  2. Luca Risso on 1 Luglio 2010 at 7:46 Rispondi

    Il prossimo step sarà passare dal Colfondo allo Sboccato, sempre senza aumentare il prezzo, su questo non piove!
    Luk

  3. Luca on 1 Luglio 2010 at 7:59 Rispondi

    @ fil,
    è quello che ci siamo detti a #colfondo2/3 e che ribadiremo a #colfòndo1.
    @ Luca
    Follador sta studiando la cosa, non è semplice. Un passo alla volta , ci arriveremo

  4. MARCO MEROTTO on 27 Luglio 2010 at 13:27 Rispondi

    Concordo in pieno l’analisi sul futuro della Doc Prosecco, bisognerebbe bloccare gli impianti! Puntare sulle Docg è una scelta lungimirante e di qualità. tienimi aggiornato sul colfondo.

    Marco

  5. Luca on 27 Luglio 2010 at 14:28 Rispondi

    Marco, come si possono bloccare gli impianti se si parla adirittura di togliere dal mercatoi diritti di reimpianto. L’ unica strada da intraprendere è quella di lavorare tutti assieme ma a quanto pare la cosa è più difficile del previsto. Valdobbiadene non vorrebbe nemmeno conegliano, figuriamovi se vuole lavorare assieme alla docg asolo.Stiamo percorrendo la strada sbagliata e nessuno se ne rende conto. Non si riesce mai a guardare un pó più in la del naso. Quando ho chiesto al presidente adami il perchè della mancata fusione dei consorzi sotto un unico nome mi ha detto che il loro terreni avrebbero perso di valore. Non si rende conto che tra un po i terreni non lavorabili a macchina li regaleranno perchè più nessuno sarà disposto a spaccarsi la schiena su quelle colline.
    Luca

  6. MARCO MEROTTO on 27 Luglio 2010 at 16:04 Rispondi

    da quel che io so, l’abolizione dei diritti d’impianto come stabilito da (Reg. Ce 479/2008) avverrà il 31 dicembre 2015 con la possibilità per i singoli stati di prorogarli sino al 2018, l’Italia è tra gli stati sostenitori dei diritti d’impianto ed essendo ora Prosecco nome di denominazione e non più vitigno credo proprio che il blocco dei diritti sia una buona proposta nell’immediato per calmierare la situazione. Ovviamente il prezzo del Prosecco Doc che vale 1,3€/l con resa 180q mi sembra troppo alto rispetto ad una DOCG con 120-130q/ha e prezzi 1,45€/l in situazioni collinari molto più gravose, e di qualità molto superiore. Sappiamo poi tutti che Valdobbiadene è patria del Prosecco e l’80% dei produttori usa la menzione Valdobbiadene Prosecco e solo il 20% fà riferimento a Conegliano quindi per loro rispetto e gratitudine è stata lasciata così sin chè tutti non convergeranno su Valdobbiadene. Ovviamente riguardo alla fusione non posso essere d’accordo con te perchè avrebbe comunque dovuto far riferimeto a Valdobbiadene e un allargamento così grande di una denominazione avrebbe determinato una caduta dei prezzi e l’abbandono delle colline più scoscese e storiche che rendono unico il paesaggio, dove si fa tutto a mano e si ha una qualità superiore a favore di altre zone, che danno vini molto diversi da Valdobbiadene. Valdobbiadene purtroppo x sua natura non è pianeggiante e ha inevitabilmente bisogno di valore aggiunto per continuare ad esistere, per questo sono favorevole che i 5000ha di Docg Vald. rimangano tali. Dobbiamo sostenere le 2 DOCG nel rispetto delle nostre diversità!

  7. Luca on 27 Luglio 2010 at 23:06 Rispondi

    Sostenere le 2 docg potrebbe anche voler dire fare una docg unica , un unico consorzio e 3 zone di produzione. Un unico disciplinare.
    Sai cosa mi da fastidio di questa cosa? Che chi vuole difendere(giustamente) la parola valdobbiadene abbia molte delle sue terre a conegliano e dintorni. Mi da fastidio sentirmi dire da giovani valdobbiadenesi, è colpa dell’ asolo se non stiamo lavorando assieme perchè voi avete le rese ettaro a 120qli mentre noi a135. (non vi siete allineati)
    Per quanto riguarda la qualità posso assicurarti che la docg asolo non ha nulla da invidiare alla più famosa docg, ho fatto personalmente una degustazione alla cieca comparando le 2 zone. Altra cosa se parliamo della pianura.
    Ad ogni modo , io sono sempre del parere che si lavora meglio uniti!
    Luca

  8. marco merotto on 28 Luglio 2010 at 14:15 Rispondi

    certo che si lavora meglio assieme, ma bisogna riconoscere che non tutte le zone sono uguali(parlo di terreni), il Feletto è più simile al Montello che a Valdobbiadene, mentre Asolo è più vicino a Valdobbiadene, i microclimi non sono uguali e questo si rispecchia nella qualità dei vini, più corposi ed evoluti i primi mentre i secondi hanno profumi più freschi e fruttati e floreali. Bisogna poi considerare che i produttori di Valdobbiadene sono i primi che hanno creduto nel Prosecco e quindi per espandersi hanno dovuto per forza cercare terra in particolare nel Feletto (a Valdobbiadene è difficile trovare qualche ettaro di terra a vigneto in vendita) dove la corsa al Prosecco non è iniziata molti anni fà. Ovviamente non so che produttori tu abbia assaggiato in degustazione, ma ho fatto più volte raffronti con Montello Colli Asolani DOCG e altri doc, ma se i migliori di Asolo sono un gradino sotto i migliori di Valdobbiadene (perchè questi a me interessano in questa sede) la restante DOC allargata dista due e anche tre gradini da noi e ricordiamo che la DOC e il suo allargamento a tante provincie è stato fatto non per motivi qualitativi, ma solo per proteggere il Prosecco. Non vedo motivo di proporre la questione come un dualismo in fin dei conti come tu sai il Consorzio deve rendere conto ai propri produttori e sono i produttori che avanzano e votano i cambiamenti, a Valdobbiadene i Viticoltori sono molti e non è per nulla facile mettersi d’accordo per questo trovo il risultato ottenuto con DOC e DOCG molto buono(sino a due anni fà nessuno voleva la DOC e tanto meno la DOCG). Al di là dell’estratto secco(scelta che neppure io ho ben capito), la resa è di 130q nel Rive e 135q senza menzione comunale.

  9. Luca on 28 Luglio 2010 at 15:20 Rispondi

    Questa discussione mi sta entusiasmando! Qui il link della mia degustazione
    http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3047
    Mi piacerebbe molto sapere che vini invece hai assaggiato tu e se li hai assaggiati alla cieca.
    Vorrei anche farti notare (anche se a dir la verità non conta molto)che storicamente la superficie vitata era molto più alta nell asolano che a valdobbiadene, solo che i nostri vecchi non sono stati così lungimiranti. Altra cosa da dire, credo che tutto il reparto “prosecchista” debba ringraziare carpenè malvolti (conegliano) per aver fatto conoscere il prosecco nel mondo.
    Circolano voci ultimamente che alcuni produttori del valdobbiadene vogliano togliersi dal consorzio per formare un altra associazione( dei
    pazzi)
    Altro argomento è il prosecco nel mondo,in pochi sanno dell esistenza della docg o della doc. Basta che la parolina magica che inizia x p e finisce in o sia scritta a caratteri cubitali. E noi stiamo qui a farci la guerra per non lavorare assieme? 5000 ha la sx piave, 500 noi, credi che non sarebbe stato il caso di unirci?
    Grazie per gli importanti spunti,
    Luca

  10. marco merotto on 29 Luglio 2010 at 13:17 Rispondi

    Guarda purtroppo non acquisto molto prosecco e le mie degustazioni si riferiscono ai concorsi enologici, 300×100 AIS, e degustazioni private quotidiane, quindi non sempre alla cieca. i produttori che assaggio di frequente nelle varie tipologie sono:
    Valdobbiadene: Valdoca Uvaggio Storico, Millesimato e Cartizze
    Nino Franco Brut e Cartizze
    Col Vettoraz Brut e Millesimato
    Silvano Follador Brut
    Andreola Millesimato
    Arman Giuliano Brut
    Merotto Primavera di Barbara
    Conti Collalto tutte
    Barrichel tutte
    Bortolomiol tutte
    Asolo Conte Loredan Gasparini
    Cirotto
    Bedin
    Serafini Vidotto
    Bisogna ricordare caro Luca che Carpenè Malvolti è il Rè indiscusso del Prosecco e dobbiamo molto a lui, ma i suoi prosecchi provengono ancora per larga parte da Farra di Soligo, Vidor e Valdobbiadene. In quanto alle voci a cui ti riferisci che ho ascoltate dal vivo, sono di gente che non si rende conto che Prosecco sino all’anno scorso era un vitigno e come tale poteva essere piantato in ogni parte del mondo, ora le cose sono cambiate! l’errore è stato fatto quando il vino è stato chiamato P, se si fosse chiamato Valdobbiadene tutti questi problemi non ci sarebbero mai stati. Ovviamente se i confini dovevano cambiare avrei preferito Asolo rispetto a Montello e Conegliano, come ti ho fatto capire ieri, ma per motivi storici questo non è possibile. Collaboro con il portale vinoway.com gestito da un mio amico e stiamo in queti giorni creando una commissione di degustazione, per Natale avrei intenzione di proporre una degustazione di una selezione di prosecchi della zona DOC e DOCG da confrontare alla cieca, se hai qualche proposta x Asolo te ne sarei grato! Inoltre se potessi darmi qualche informazione storica sulla vosta zona di produzione te ne sarei grato.

    Marco

  11. Luca on 29 Luglio 2010 at 15:52 Rispondi

    Ti do qualche nome di aziende che (a mio parere) producono dell ottimo prosecco all interno della docg asolo.
    Bele casel 🙂
    Cirotto
    Case paolin
    Cantina sociale (brut docg)
    Pat del colmel
    Biondo jeo
    Assaggiali se e quando potrai.
    Mi piacerebbe molto invitarti ad una piccola manifestazione che terremo da ca derton ad asolo. 30 ottobre, si chiamerá colfóndo1 , 2 prosecchi col fondo x zona di produzione alla cieca. Asolo,conegliano,valdobbiadene,piave. Più unpaio di surlie di vecchie annate (se riusciró a trovarli) , un metodo classico di prosecco, un fortana e un trebbiano rifermentati in bottiglia, credo siano ancora liberi 3/4 posti.
    Fammi sapere

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