Prosecco lesson number 5: Il millesimato

millesimato_bottleCapita spesso di essere “perculato” dal buon Lucio riguardo il Prosecco Millesimato. Lui dice che è una presa in giro, io rispondo che il consumatore finale pensa al millesimato come il prosecco più buono dell’azienda e generalmente il più dolce. L’etichetta che vedete qui sotto è una sua creazione per prendermi in giro 🙂

Vi lascio un link, leggete tutti i commenti e capirete la confusione che gira attorno a questo nome.

Voglio darvi la mia versione dei fatti, sincera, come faccio sempre.

Millesimato è uno spumante che è prodotto con basi della stessa annata. Come credo sappiate il prosecco è per la maggior parte imbottigliato partendo da basi d’annata. Difficilmente si fanno tagli con annate precedenti. photo millesimato spremuto a freddo

Questo non vuol dire che sia una presa in giro, provate a pensare se l’avessimo chiamato cru, selezione, centellinato, o in qualsiasi altro modo! Vi chiedo: sarebbe cambiato qualcosa? no, certo che no! Sta all’azienda essere seria e rispettosa nei confronti dei propri clienti.

Anche noi facciamo il millesimato e vi assicuro che usiamo la base migliore, facendo una selezione in vendemmia, la lavorazione è curata nei minimi particolari, e ci sono dei costi realmente maggiori ecco il perchè del prezzo leggermente più alto rispetto al brut e all’extra dry.

Conclusioni: Come sempre, affidatevi al vostro istinto, al vostro naso e ala vostra bocca. Aziende serie che producono un ottimo prosecco millesimato ci sono. Non stancatevi mai di assaggiare e fatevi una vostra opinione in merito

Attenzione, anche in questo caso le ciofeche sono li, nascoste dietro ad un angolo ad aspettarvi. 🙂

Aggiornamento del 05/10/2010 : interventi di facebook

Immagine 6Immagine 7

Immagine 9

Autore: Bele Casel

Questo post non ha commenti

  1. Filippo Ronco on 4 Ottobre 2010 at 10:07 Rispondi

    Non ho capito l’associazione tra millesimato e “più dolce” che fai nel post.

    Ciao, Fil.

  2. Lucia Barzanò on 4 Ottobre 2010 at 10:31 Rispondi

    Però quel nome “millesimato” un po’ di confusione secondo me la crea, perchè millesimato ha un significato preciso e presuppone l’indicazione dell’annata in etichetta.
    Fossi in voi io lo chiamerei diversamente, “selezione” mi sembra più chiaro per esempio.

  3. Filippo Ronco on 4 Ottobre 2010 at 10:44 Rispondi

    E comunque sono d’accordo con Lucia.
    Millesimato ha un significato preciso volto a distinguere un prodotto “diverso” rispetto alla norma. Voglio dire che il millesimato vero, non lo si dovrebbe fare sempre ma solo in quelle annate particolari in cui fosse giustificato dalla qualità e sanità delle uve e, di conseguenza, delle basi. Se la produzione di un “millesimato” diventa prassi, secondo me l’uso del termine perde completamente il senso.

    E’ un po’ come se uno si mettesse a produrre Porto Vintage tutti gli anni, anche nelle annate peggiori. Che senso avrebbe.

    Ciao, Fil.

  4. Luca on 4 Ottobre 2010 at 11:03 Rispondi

    Esatto Lucia, il millesimato infatti l’annata è riportata in etichetta.
    @fil il punto è che la parola millesimato è riconosciuta come “il vino più buono, più dolce e più caro (ahimè) dell’azienda. Produrre il millesimato su prosecco infatti è un pò una forzatura. Forse come dice Lucia sarebbe meglio chiamarlo “selezione”.
    Stiamo sempre e comunque parlando di sottigliezze, la verità sta sempre nel bicchiere IMHO 😉

  5. Filippo Ronco on 4 Ottobre 2010 at 11:28 Rispondi

    No ma non è una sottigliezza.
    Sei tu il primo a dover fare formazione ai tuoi clienti, se assecondi un pensiero errato non fai altro che creare confusione nel mercato e ulteriore perdita di vera conoscenza.

    Ciao, Fil.

  6. Luca on 4 Ottobre 2010 at 12:18 Rispondi

    Non è confusione fil, io potrei scrivere millesimato su tutte le mie bottiglie, sono tutte millesimate.
    Piccola provocazione:
    se lo chiamassi cru e poi non lo ottenessi da una vigna specifica?
    Se lo chiamassi cartizze e poi non arrivasse dalla reale zona del cartizze?
    Se lo chiamassi selezione ma non fosse una vera selezione?
    Ecco, le fregature sono tante, questa continuo a dire che è una sottigliezza. Sempre e solo IMHO

  7. Giampi on 4 Ottobre 2010 at 12:23 Rispondi

    purtroppo il termine millesimato fa leva sull’ignoranza della gente per giustificare un prezzo maggiore. Io direi di preoccuparsi di fare un buon prosecco in prima battuta utilizzando solo uva prosecco e cercando di fare charmat di almeno 90 giorni e LIEVITI NEUTRI …. poi possiamo chiamarlo com vogliamo sarà una casualità il il miglior prosecco che ho bevuto non era mai definito millesimato… e ne ho bevuto più di uno…..

  8. Luca on 4 Ottobre 2010 at 12:57 Rispondi

    Giampi a #colfòndo1 parleremo anche di questo. Ci sarai vero?

  9. Paolo Carlo on 4 Ottobre 2010 at 13:09 Rispondi

    Tecnicamente il Termine Millesimato dovrebbe riferirsi a vini ottenuti tutti dallo stesso millesimo di vendemmia.

    E’ stato introdotto nella spumantizzazione metodo classico perché è molto più frequente l’assemblaggio di annate diverse e quindi diventa “prezioso” un millesimato perché più difficile e raro da ottenere buono.

    In realtà oggi l’enologia è tale per cui la maggior parte della cantine sono in grado di uscire con il millesimato tutte le annate e a mio dire si stà perdendo il senso della menzione così come non ha mai avuto senso su un vino come il prosecco, che è millesimato di suo, sempre.

    Come ci spiega il buon e onesto Luca, è sempre più un escamotage commerciale e non solo nel prosecco, per alzare la posta su una selezione di bottiglie.. e secondo me fin tanto che il quadro normativo in materia non verrà aggiornato ai tempi nostri.. non rimane che affidarsi alla diffusione della cultura..

    Ciao
    Paolo

  10. zanotto col fondo on 4 Ottobre 2010 at 13:41 Rispondi

    Luca
    come il buon Lucio non credo nel millesimato, quindi stiamo lavorando per ottenere il centellinato selezione zanotto.
    Ti ricordo che sei stato anche tu invitato a partecipare a questo progetto

  11. lucio on 4 Ottobre 2010 at 15:07 Rispondi

    Ci sono delle parole che periodicamente diventano “di moda” e che catturano l’attenzione del consumatore. Si pensi ad esempio a chi si inventò di scrivere “spremuto a freddo” su una bottiglia di olio extravergine ed ebbe un inimmaginabile raddoppio di vendita di quel prodotto. Negli anni sessanta tutti i negozi erano “casa”: casa del detersivo, casa del giocattolo, casa del giardino… Poi tutto divento’ “centro”: centro del mobile, centro del materasso, centro della casa… Super, iper, extra: per vendere è necessario solleticare l’immaginario del consumatore, nel caso del millesimato si gioca sul filo di lana (non conosco le normative specifiche, ma non credo che un vino doc possa chiamarsi in etichetta “strabuono” o “fighissimo” o “nettaredistelle”) sfruttando l’appeal della parola che in sé per sé non significherebbe altro che “dell’anno tal dei tali”.
    Che poi dentro alla bottiglia di millesimato ci sia vino piu’ dolce o piu’ buono (rispetto a che?) è del tutto irrilevante.
    Perché invece di pensare all’annata non cominciate a ragionare se per caso non sarebbe utile mettere un “da consumarsi preferibilmente entro…” sulle bottiglie di prosecco?

  12. lucio on 4 Ottobre 2010 at 15:19 Rispondi

    Ah, a proposito, il link che hai messo parla da solo: l’autore dell’articolo ha le idee un po’ confuse e nei commenti c’è addirittura chi parla di mille giorni di non so che e percentuali di nonsocos’altro…
    Il prosecco millesimato è solo un escamotage commerciale, abbiate il coraggio di ammetterlo.
    Io nel frattempo bevo solo “centellinato”. 🙂

  13. lucio on 4 Ottobre 2010 at 15:23 Rispondi

    è un po’ come con i nomi dei vini rossi che finiscono in …aia: proviamo a fare un elenco?

  14. Filippo Ronco on 4 Ottobre 2010 at 15:28 Rispondi

    Penso che se si prende un termine che è da sempre stato usato in un certo modo e per una certa tipologia di prodotti (mi riferisco naturalmente a Champagne e Metodo Classico) e lo trasferisco in una situazione diversa, faccio una forzatura. Poi, se vi aiuta a vendere più bottiglie, ci mancherebbe. Però fa un po’ ridere.

    “Centellinato” mi fa ridere ancora di più. Ma è soggettivo e uno al suo vino può dare il nome di fantasia che crede, ci mancherebbe. Millesimato però non è un nome di fantasia. Vuol dire una cosa ben precisa ed è tradizionalmente utilizzato in contesti e situazioni ben precise.

    Ciao, Fil.

  15. lucio on 6 Ottobre 2010 at 20:03 Rispondi

    Dal disciplinare di produzione Colli Asolani Prosecco DOCG

    Articolo 7.
    (…) è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, riserva, selezionato e similari.

    E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a località geografiche, nomi, ragioni sociali, marchi privati, non avente significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.

  16. lucio on 6 Ottobre 2010 at 22:04 Rispondi

    oh oh… anche qui da noi ci sono i furbetti del quartierino: ecco cosa riporta il disciplinare di produzione del prosecco Conegliano-Valdobbiadene.

    Articolo 7. – Etichettatura

    (…) è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi «extra», «fine», «scelto», «selezionato» e simili.
    E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente. (…)

    e fino a qui tutto uguale al disciplinare del docg asolo, però più avanti si legge anche un emendamento a quanto appena scritto a sottindendere che la parola millesimato non sia un aggettivo laudativo del tutto simile a “selezionato” ma un puro tecnicismo, un po’ come se scrivessimo “Anno Domini MCMXXII” o “Vendemmia 2010”:

    (…) Nella designazione del vino spumante e’ consentito riportare il termine millesimato, purché il prodotto sia ottenuto con almeno l’85% del vino dell’annata di riferimento, che va indicata in etichetta. (…)

    Ora, se la norma generale è di non trarre in inganno l’acuirente, regola che vale per qualsiasi prodotto alimentare posto in commercio, non c’e’ postilla o emendamento che tenga.
    Non solo: ammesso e non concesso che ci sia l’abitudine da parte dei produttori di aggiungere prodotto avanzato dagli anni precedenti a quello in corso, almeno si abbia un po’ di coerenza ed esigere che il millesimato sia 100% dell’anno di vendemmia indicato.

  17. lucio on 6 Ottobre 2010 at 22:13 Rispondi

    chiedo scusa per gli errori di battitura: dovrei rileggere prima di postare e non dopo… 🙂

  18. lucio on 6 Ottobre 2010 at 22:16 Rispondi

    Avete visto che rispetto alla docg Asolo si sono tenuti da parte in caldo anche il termine “riserva”, che non si sa mai…

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.