Il futuro del nostro Prosecco biologico

Ebbene si, lo devo ammettere, più passa il tempo e più questo vivere e produrre bio mi fa paura. Più parlo con aziende biologiche e più confusione ho in testa.

La sensazione è un pò quella che tutti abbiamo provato i giorni prima degli esami di maturità…. e non fate finta di non conoscerla, tutti dentro di noi ci siamo detti “oddio non ricordo niente”.

Molti agronomi sono passati a trovarmi,grazie anche all’articolo scritto da intravino, tutti molto preparati, persone che ti mettono sicurezza, che sanno il fatto loro.

Ci ho pensato e ci penserò ancora molto, ma credo che la mia scelta sia la più talebana e  incosciente possibile. Sono convinto che lavorare una vigna voglia dire viverla, lottare e soffrire assieme a lei.

Ecco perchè voglio prendere la situazione in mano e cercare di cavarmela da solo. Si, lo so, i rischi sono altissimi ma sono convinto che riuscirò a farcela. So anche che la prossima estate non riuscirò a seguire la cantina come gli altri anni, che passerò la maggior parte delle giornate in vigna per controllare, osservare e soffrire. Soffrire, perchè fino ad oggi le mie vigne non hanno mai avuto particolari problemi, la chimica ha fatto molto per aiutarmi, un pò meno per aiutare loro ma in conduzione biologica non si può sbagliare, il rischio di non portare a casa l’uva è alto, altissimo. Chi già lavora in biologico mi dice che dovrò aspettarmi anche perdite del 30%.

Il gioco si fa duro…….

p.s. questa è una di quelle cose che mi rendono mooolto insicuro. Troppe variabili in gioco

Tags:

Autore: Bele Casel

Questo post ha 8 commenti

  1. Paolo Carlo on 18 Novembre 2010 at 13:00 Rispondi

    La scelta ti fa onore Luca, vedo che hai anche già capito qual’è la strada migliore.. dovrai stare molto vicino alle tue vigne i primi anni.. devono riabituarsi a difendersi da sole dopotutto !
    Hai tutta la mia stima !
    Paolo

  2. Luca on 18 Novembre 2010 at 13:11 Rispondi

    Grazie fratello 😉

  3. maurizio gily on 18 Novembre 2010 at 17:13 Rispondi

    Tempo fa mi hai chiesto se avevo libri di consigliarti. Ti consiglio “la rivoluzione del filo di paglia” di Masanobu Fukuoka. Non c’entra nulla con la viticoltura. Ma un produttore biologico ha per definizione una visione olistica.

  4. Luca on 18 Novembre 2010 at 22:36 Rispondi

    Maurizio, sono dovuto andare su wikipedia x cercare che voleva dire olistico 🙂
    Sai , io sono solo un umile, povero e ignorante contadino.

  5. armin on 19 Novembre 2010 at 9:25 Rispondi

    con la terra sotto le unghie? 😉

  6. maurizio gily on 27 Novembre 2010 at 0:49 Rispondi

    sei un contadino scarpe grosse e cervello fino.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.