Il colfondo2 all’orizzonte si è trasformato in realtà. È stata una giornata per me straordinaria, a colfondo1 ero teso perchè sentivo la responsabilità della buona riuscita dell’evento. Oggi non è stato così, siamo arrivati all’Acetaia San Giacomo ed era tutto già pronto, tavole, bicchieri, sedie e panchine. Tutto in ordine, ogni cosa al proprio posto.

Ore 10 il vate suona la campana, tutti a tavola! Piccolo discorso di Stefano per spiegare il perché di questa giornata e poi si parte con gli assaggi alla cieca, sette vini in due batterie da tre con il resto di uno 🙂

Questa volta sono riuscito ad assaggiare tutti i vini con tranquillità, scambiando opinioni con i miei vicini di tavola.

Campione numero 1: La Basseta

Campione numero 2: Zanotto

Campione numero 3: Gatti Lorenzo

Campione numero 4: Bele Casel

Campione numero 5: Costadilà

Campione numero 6: Nicos

Campione numero 7: “L’intruso” Mauzac Nature

Finita la degustazione alla cieca abbiamo ri-assaggiato tutti i vini scoperti per vedere se trovavamo delle analogie col precedente assaggio. La carta vincente di colfóndo2 è stata la chiacchierata coi produttori, tutti noi abbiamo spiegato come lavoriamo in vigna e in cantina per produrre il colfóndo.

Alle 16 tutti (o quasi) se ne sono andati rimasti solo gli irriducibili colfondisti e tirebouchon.

Da quell’ora è successo di tutto, bottiglie e bottiglie di colfóndo sciabolate  da prima col coltello da cucina e poi con un bicchiere, strani esseri volevano addirittura sciabolare una bottiglia di cinque campi 😮

Alle sei, io e Maurizio ce ne siamo tornati a casa felici della bella esperienza vissuta, convinti che queste piccole manifestazioni anarchiche riusciranno a rivoluzionare il mondo del vino e a dare il giusto risalto ad un vino così poco conosciuto.

Più colfóndo per tutti

P.s. presto fotografie (e forse un divertente video) della giornata

P.s.2. un ringraziamento d’obbligo a Stefano Caffarri e Andrea Bezzecchi per l’impeccabile organizzazione e per il pranzo sublime. Un arrivederci a tutti i blogger e appassionati presenti.

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Questo articolo ha 26 commenti.

  1. Luca
    grande giornata per noi del col fondo e un grande benvenuto al nostro nuovo amico del gruppo del fondo, Nicos
    da adesso in poi lui sarà il legale del gruppo

    1. Luca

      Ringraziamo Stefano 😉

  2. Devo dire una cosa: ho percepito la palpabile emozione di voi che “raccontavate” i vostri vini. Il fiume di parole era difficile da arginare, e quasi un peccato interromperlo per rimanere nei tempi.
    Tra le aree di miglioramento della prossima volta: durata dell’evento, sei ore.

    🙂

    1. Luca

      oppure sarebbe carino fare una vera e propria tavola rotonda, una chiacchierata tra blogger, sommelier e produttori

      1. Il problema è trovare il giusto equilibrio nel numero. Tante teste tante idee.. e tanta cagnara 🙂

        1. Luca

          vero, sarebbe bello avere max 20 persone ogni volta diverse, foodblogger, eno-blogger, sommelier. Niente bottiglie coperte, solo pensieri volanti

  3. Sandra

    Bravi bravi tutti!!
    Stefano per l’organizzazione dell’evento e presentazione. Andrea per il lavoro dietro le quinte e a voi produttori per la passione che mettete nel vostro lavoro, le vostre creature

  4. Dan

    Non che tutto sia già stato detto, ma per ora mi limito a… grazie, bravi, bello, utile. 🙂

    E spazio per affinare e crescere per fortuna ce n’è sempre, ma di questo si parlerà più in là.

  5. Dan

    Non che tutto sia già stato detto, ma per ora mi limito a… grazie, bravi, bello, utile. 🙂

    E spazio per affinare e crescere per fortuna ce n’è sempre, ma di questo si parlerà più in là.

  6. M. Grazia

    Molto bello il tutto! La mia domanda è relativa al gioco dei riconoscimenti di cui parlavi nel precedente post. Cioè: avete rivelato la sequenza dell’ assaggio in cieco prima di procedere all’ assaggio scoperto oppure no? C’era o no il divertimento di associare ogni bottiglia scoperta con gli assaggi precedenti prima di scoprire la sequenza?
    Mg

    1. Luca

      Ciao Mariagrazia,
      purtroppo io non ho partecipato al gioco dei riconoscimenti. Avendo assaggiato milllemila volte (.cit) i vari vini li ho riconosciuti già alla cieca (non tutti ma quasi)
      Prima di aver scoperto le bottiglie abbiamo riassaggiato i vini e i produttori hanno parlato dei loro colfóndo
      Speriamo che qualcuno dei presenti possa dire la sua qui su questo piccolo blog
      L.

  7. andrea bez

    è stata una giornata molto intensa (provato anche dalla serata prima con Tirebouchon) e ritengo utile.
    Hai detto bene Luca, deve considerarsi solo il punto di inizio di un percorso. Sono convinto che riuscirete a ritargliarvi un pezzo di mercato sempre più importante.
    quando vorrete rifare, qui ci siamo!
    (e mi organizzo con strumenti diversi per le sciabolate di fine giornata 🙂

    bez

  8. andrea bez

    è stata una giornata molto intensa (provato anche dalla serata prima con Tirebouchon) e ritengo utile.
    Hai detto bene Luca, deve considerarsi solo il punto di inizio di un percorso. Sono convinto che riuscirete a ritargliarvi un pezzo di mercato sempre più importante.
    quando vorrete rifare, qui ci siamo!
    (e mi organizzo con strumenti diversi per le sciabolate di fine giornata 🙂

    bez

    1. Luca

      ben vengano coltelli, scimitarre, roncole, picconi,e qualsiasi altro oggetto tagliente atto a sciabolare 🙂

  9. Al di là del riconoscimento – io ho provveduto con le mie manine sante all’acciecagione, quindi le sapevo tutte – c’è un punto più interessante, a mio avviso.
    I Colfòndo sono vini interessanti anche perchè sorprendenti: cioè danno risposte non sempre lineari non solo tra partite diverse, ma anche tra bottiglie diverse e addirittura nello stesso bicchiere hanno un’evoluzione rapida e marcata.
    La domanda che si deve porre il produttore è: quanto è pronto il consumatore medio – gli impallinati non fanno numero – ad un assaggio così motivato?

    1. Luca

      Caf, veramente difficile dire se “il popolo” sia pronto per un vino così. Siamo in mano sempre e comunque ai baristi/sommelier/ristoratori. Questo è un vino che va spiegato, un vino che probabilmente non conquista al primo sorso ma ci fa innamorare nel lungo periodo 😉
      E poi diciamo la verità, tutti i rifermentati in bottiglia hanno una capacità estrema di abbinamento al cibo, sono digeribili all’inverosimile e il mal di testa del giorno dopo possiamo tranquillamente dimenticarcelo.
      la strada da percorrere è ancora lunga, noi produttori ci stiamo impegnando, voi blogger ci state supportando, credo che assieme si possa arrivare lontani

  10. Al di là del riconoscimento – io ho provveduto con le mie manine sante all’acciecagione, quindi le sapevo tutte – c’è un punto più interessante, a mio avviso.
    I Colfòndo sono vini interessanti anche perchè sorprendenti: cioè danno risposte non sempre lineari non solo tra partite diverse, ma anche tra bottiglie diverse e addirittura nello stesso bicchiere hanno un’evoluzione rapida e marcata.
    La domanda che si deve porre il produttore è: quanto è pronto il consumatore medio – gli impallinati non fanno numero – ad un assaggio così motivato?

    1. Luca

      Caf, veramente difficile dire se “il popolo” sia pronto per un vino così. Siamo in mano sempre e comunque ai baristi/sommelier/ristoratori. Questo è un vino che va spiegato, un vino che probabilmente non conquista al primo sorso ma ci fa innamorare nel lungo periodo 😉
      E poi diciamo la verità, tutti i rifermentati in bottiglia hanno una capacità estrema di abbinamento al cibo, sono digeribili all’inverosimile e il mal di testa del giorno dopo possiamo tranquillamente dimenticarcelo.
      la strada da percorrere è ancora lunga, noi produttori ci stiamo impegnando, voi blogger ci state supportando, credo che assieme si possa arrivare lontani

  11. Filippo Ronco

    Ma se invece che a baristi, sommelier e ristoratori cominciassimo di più a credere nel “popolo”? baristi sommelier e ristoratori, per altro, non si occupano di passaparola, anzi se possibile cercano di ottenere esclusive o comunque ben segrete le scoperte che fanno. Un po’ al contrario il popopolo che invece tende a condividere le sue scoperte.

    Ciao, Fil.

  12. Filippo Ronco

    Ma se invece che a baristi, sommelier e ristoratori cominciassimo di più a credere nel “popolo”? baristi sommelier e ristoratori, per altro, non si occupano di passaparola, anzi se possibile cercano di ottenere esclusive o comunque ben segrete le scoperte che fanno. Un po’ al contrario il popopolo che invece tende a condividere le sue scoperte.

    Ciao, Fil.

  13. Luca, tu hai dimostrato che volendolo si può fare molto noi per primi.
    Con il tuo blog ad esempio sei diventato uno dei produttori più visibili, di sicuro il più visibile tra i “prosecchisti” e i “colfondisti”.
    Trasferisci questa tua abilità nel rendere edotti sommelier, baristi, ristoratori e soprattutto la gente.
    E per fare questo gli incontri con pochi sono utili per organizzare, dopo è utile anche incontrare i garndi numeri.

    In Sardegna si dice: “Kentu concas, kentu berrittas” che sono 100 idee nuove e 100 collaborazioni nuove e non necessariamente confusione.
    🙂

  14. Luca, tu hai dimostrato che volendolo si può fare molto noi per primi.
    Con il tuo blog ad esempio sei diventato uno dei produttori più visibili, di sicuro il più visibile tra i “prosecchisti” e i “colfondisti”.
    Trasferisci questa tua abilità nel rendere edotti sommelier, baristi, ristoratori e soprattutto la gente.
    E per fare questo gli incontri con pochi sono utili per organizzare, dopo è utile anche incontrare i garndi numeri.

    In Sardegna si dice: “Kentu concas, kentu berrittas” che sono 100 idee nuove e 100 collaborazioni nuove e non necessariamente confusione.
    🙂

  15. in realtà il detto è nato con tuttt’altre intenzioni, ma che ci vuoi fare? a me piace vedere le possibilità nelle difficoltà che la vita ci propone
    🙂

  16. in realtà il detto è nato con tuttt’altre intenzioni, ma che ci vuoi fare? a me piace vedere le possibilità nelle difficoltà che la vita ci propone
    🙂

  17. Sottoscrivo Daniela, basta con ste riunioni carbonare e vieni a Roma tra la gente 🙂

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