Prosecco biologico e le sue contraddizioni

 

Tre cose sono sicure, anno prossimo comicierò la conversione a biologico, ho una paura folle di perdere la produzione e biologico non vuol dire per forza sano.

Ecco, vorrei parlarvi di quest’ultimo punto. I prodotti più utilizzati in regime biologico sono il rame (in varie forme) per combattere la peronospora, zolfo e AQ10 per l’oidio, piretro per cicaline e  altri prodotti usati in modo minore come microorganismi, bentonite, resina di pino e così via..

Rame, metallo pesante, lo stesso rame che in agricoltura se usato indiscriminatamente può provocare grossi problemi sul terreno, problemi di persistenza e accumulo, andando ad ostacolare le popolazioni di funghi, batteri degradatori e gli azoto fissatori, impoverendo così il terreno

Nelle uve ammuffite si trovano grandi quantità di ocratossine sostanze nefrotossiche ; sono ritenute cancerogene e possono avere effetti immunodepressivi e neurotossici.

I queste ultime settimane mi sto ponendo tante domande (forse troppe) ma so dopo aver visto un’analisi dei prodotti fitosanitari rilevati su un vino trattato convenzionalmente che il biologico è la soluzione giusta se fatto con testa e correttezza verso il consumatore 🙂

Durante la stagione cercherò nel limite del possibile di aggiornarvi sull’andamento e le sensazioni che proverò durante questa nuova avventura.

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Autore: Bele Casel

Questo post ha 8 commenti

  1. Lizzy on 28 Marzo 2011 at 12:32 Rispondi

    Plaudo alla tua “conversione”, caro Luca. Fossi in te, però, considererei di fare una chiacchierata con un consulente affidato e specializzato nella viticoltura biologica (ne ho conosciuto uno davvero bravo): meglio spendere qualche euro e partire tranquilli, che vivere d’ansia e magari fare qualche errore irreparabile.

    Ciao

    Lizzy

    • Luca on 28 Marzo 2011 at 12:40 Rispondi

      Certo Lizzy, ho parlato oramai con 3 agronomi per avere consigli e pareri. Credo di aver investito bene qualche centinaio di euro. La paura rimane, ma credo sia cosa che capita ogni qual volta si intraprende una strada nuova (e in salita)
      Luca

  2. Luca Risso on 28 Marzo 2011 at 12:49 Rispondi

    ..che poi le soluzioni per dimezzare il rame in modo innocuo, vedi fosfito di potassio, ci sarebbero, ma sti testoni di bio non ne vogliono sapere…

  3. Dan on 28 Marzo 2011 at 13:06 Rispondi

    due sole parole: etica e testa.
    questo ci vuole.

  4. Daniela (SenzaPanna) on 4 Aprile 2011 at 16:43 Rispondi

    Luca se hai paura sei sulla strada giusta. La paura è fisiologica, un po’ di paura è bene che ci sia perchè ti spinge a usare la testa per scegliere sempre al meglio, per te, per l’azienda e per gli altri. La paura che blocca è sbagliata, ma un po’ di sana paura è solo un augurabile piccolo segnale di allarme che è bene accettare e ascoltare e poi segui tranquillo le tue scelte. Ti sei informato, hai sufficiente esperienza lavorativa, sai che se ci sono ancora cose da migiorare hai la capacità di farlo. Il biologico ti può dare grandi soddisfazioni se questo è il tuo obiettivo. Hai di sicuro pianificato le azioni da intraprendere. Prendi il coraggio e parti con le prime.
    Ah, poi lo voglio assaggiare eh! 🙂

  5. Santino De Nardo on 7 Aprile 2011 at 19:52 Rispondi

    Se adoperi il piretro il vino prodotto con quelle uve non lo puoi esportare negli stati uniti,e’ tassativamente vietato,dato che il solvente usato per diluire il piretro e’ cancerogeno

  6. Santino De Nardo on 7 Aprile 2011 at 19:52 Rispondi

    Se adoperi il piretro il vino prodotto con quelle uve non lo puoi esportare negli stati uniti,e’ tassativamente vietato,dato che il solvente usato per diluire il piretro e’ cancerogeno

  7. Pierpaolo Rastelli on 16 Aprile 2011 at 22:06 Rispondi

    Sono convinto che la strada della certificazione sia giusta.
    Il problema del rame esiste ma al crescere dell’esperienza calerà la necessità di usarlo.
    In bocca al lupo.

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