MI SONO ROTTO di vedere e sentire colleghi che si dipingono naturali ed in realtà trattano con qualsiasi prodotto chimico
MI SONO ROTTO di vedere naturali che non usano solforosa per proteggere il vino e poi passano il tutto per delle resine per togliere l’acido acetico.
MI SONO ROTTO di sentire colleghi che si vantano di produrre 40.000 bottiglie perchè loro sono piccoli ed in realtà ne producono 4 volte tanto
MI SONO ROTTO di sentirmi dire “non mi certifico bio perchè è tutto un magna magna”
MI SONO ROTTO di sentirmi dire io vendo il prosecco a 8€ e poi venire a sapere che lo vende a 3 … (le magie degli sconti merce)
MI SONO ROTTO di sentirmi dire: che lieviti usi? ancora prima di assaggiare il vino
MI SONO ROTTO di vedere vignaioli lamentarsi perchè non riescono a vivere ma sono sempre in giro per l’italia
MI SONO ROTTO di sentirmi dire: ma noooo! devi fare come faccio io.





Questo articolo ha 19 commenti
Bravo Luca… io mi sono rotta di tutto ciò più dell’etereo concetto per il quale bisogna fare tutto balsamicamente gratis in questo Paese, perchè il settore è in evolutiva difficoltà… perchè non c’è nessuno che non sia in difficoltà.. bah..
Mi sono rotta dell’Italia… Ps. devo ancora fare la degustazione dei tuoi vini, ho un preconcetto contro ogni tappo che non sia di sughero.. spero non mi influenzi!!! in ogni caso coinvolgo miss Vicky Wine e Miss Glou Glou…
a presto
Magda
Grande Luca mi son stra rotto anch’io in questo mondo di euro… Io il mio ho deciso, me lo bevo solo con chi voglio io… E solo dopo che sono venuti almeno un gg in vigna a farsi il culo con me…
Mi sono rotta di tanti discorsi sul vino naturale (e anche no) fatti da chi nelle vigne di quei vini non ci mette i piedi.
Ce li metto sempre più spesso e perciò scrivo di meno…
Maurizio, anche mezza giornata va bene… Grazie ancora della squisita ospitalità.
Sarebbe bello fare nomi e cognomi per sputtanare certa gente caro Luca..ne parleremo a Roma
Andrea, non voglio fare nomi e cognomi, non sono la polizia e nemmeno la guardia di finanza. Prendi questo post semplicemente come un urlo di dolore. 😉
Temo tu ne abbia persino dimenticate parecchie.. di “rotture” .. LOL
Ciao, Paolo
no paolo , ho nominato solo quelle che più mi danno fastidio 😉
MITICO LUCA! 🙂 Questo post è meraviglioso – da integrare con qualche altra voce… – ma semplicemente MERAVIGLIOSO! (dal nord al sud, una sola VOCE)
Mi sono rotto di chi dice “Io mando 10 pedane ogni mese in Germania” per poi scoprire che arriva ad 1,60 € a bottiglia, trasporto incluso….
Bel post Luca,
lo integrerei anche con “Mi sono rotto di quelli che dicono che il biologico non esiste”
qui potremmo aprire un dibattito, magari con un altro post 😉
bellissimo post! E certo che a volerle scrivere tutte ci si farebbe notte. Mi sono rotto…io anche! e ti ringrazio per aver cominciato così posso aggregarmi. Mi sono rotta di tanti ciarlatani che si spacciano per produttori e sono solo commercianti. Vendere vino o scarpe sarebbe la stessa cosa. Mero commercio pro denaro. Mi sono rotta di quelli che mi chiedono il prezzo del vino prima di averlo assaggiato. In quel caso non ho interesse a dare loro il mio spumante perchè non ho entusiasmo, preferirei dargli l’olio di ricino! Mi sono rotta di sentirmi dire che il mio vino è caro perchè tizio regala 4 cartoni ogni 10,caio regala la bicicletta e sempronio un televisore. Ha ragione Andrea Petrini, bisognerebbe farli i nomi e i cognomi, ma poi, sul mercato, cambierebbe qualcosa? io la mia filosofia la seguo e il mio vino non lo svendo. Perdo il cliente? No davvero, perdo solo la rottura di scatole di un ignorante che sragiona col listino in mano invece che emozionarsi con il calice del mio vino. A me va bene così.
Beh chi si spaccia per biologico e invece non lo è bisognerebbe tanarlo perchè è solo un poveraccio che sta cavalcando una moda e la buona fede della gente
Sono d’accordo con la filosofia di Michela, chi ci crede segua la sua strada e non si svenda. Capisco che possa dar fastidio il comportamento di alcuni, ma il prezzo con cui è giusto pagarli è la correttezza.
Di sicuro non è semplice essere sempre coerenti ma si guadagna molto in credibilità e alla lunga i clienti che meritano lo vedono e ti ripagano.
Credo che questo post sarà uno sfogo in continuo aggiornamento. grazie per i tanti commenti
Luca
Quoto Daniela e Michela,
Il mercato è manifestazione della vita.. alla lunga paga sempre la coerenza.. coi truffatori non ci si confronta nemmeno.. e a consolatio gentis vorrei dire che il “mitico Metelli” sembra essere sparito.. c’è una giustizia ?
Ciao
Paolo
Mi sono rotto pure io….Speriamo di essere in tanti…..Non condivido il fatto che solo i produttori che si fanno il culo in vigna lo possono dire …”I commercianti come me di una piccolissima bottega… NO! ” Mi da puzza comunque di raggiungere anche voi dei numeri…..scusatemi se mi sono permesso……
oramai tutti i lavori sono duri, sia far l’oste che il vignaiolo.
cosa intendi quando dici: Mi da puzza comunque di raggiungere anche voi dei numeri ?
Luca, ci sta tutta e per ridere un pò aggiungo quà e là.
Al primo punto come assist che “tanarli” come dice Andrea, guarda non è poi così difficile: guarda attentamente le foto dei vigneti che mostrano i sottofila puliti e l’erba nel filare.
Per le schiarite del secondo punto ci sta un bel “w la France”, Maestri in questo.
Sugli sconti merce oggi è veramente un casino, per usare un eufemismo, certo che chi regala non ha tanta fantasia, perche non vedo come farà domani a spiegare che non regala più.
Sui Vignaioli, lamentarsi è una tecnica diffusa, vedo che fa il paio con gli sconti merce e il regalar bottiglie per farsi conoscere.
Parla con i loro fornitori e capirai se son ricchi 🙂 o tra un po saltano ed è stata una cosa naif, perchè fare vino fa figo e riempe l’ego.
E infine: “ma nooo fai come ti pare!” C’è più gusto nel seguire la propria strada, sai con chi arrabbiarti quando sbagli e piano piano ti crei una cultura, che poi è la vera forza di qualunque mestiere.
E poi: non ti sei ancora rotto delle classi sociali agricole “Vignaioli” e “Altri operatori che fanno vino”? In fin dei conti se i primi son meglio dei secondi lo deve dire l’assaggio, no?