Prosecco biologico, il viaggio continua

Nove zeroquattro duemilaundici

Il viaggio per comprendere e capire cosa vuol dire portare a casa Prosecco biologico continua.

Quest’anno a quanto pare il grande capo che ci guarda dall’alto ha deciso (per il momento) di aiutarci. Pochissima pioggia, pochissime bagnature fogliari, temperature basse. Rischio peronospora pari allo zero.

Un’attenzione un pò più alta va data all’oidio che in queste situazioni può diventare pericoloso. Il primo trattamento infatti è stato effettuato con un fungo antagonista Ampelomyces quisqualis commercialmente chiamato Aq10 che sicuramente aiuta in caso di forti pressioni di oidio.

Nei post precedenti vi parlavo di come stessi vivendo l’esperienza del Prosecco biologico e vorrei continuare sulla falsa riga anche questa volta.

Sostanzialmente quello che cambia tra il convenzionale e il biologico è l’approccio che si ha con la terra, gli anni passati trattando con molecole chimiche non mi interessavo molto al come e al perchè, sapevo che dovevo fare un trattamento ogni 7/10 giorni e lo facevo. Ora controllo più volte al giorno le previsioni meteo, i grafici della stazione che controlla umidità,bagnatura fogliare, pioggia e mi fa capire se e quando trattare. Porto attenzione a quando fare lo sfalcio dell’erba, a quando pulire l’interfila, ogni giorno (o quasi) mi faccio i miei 19 km per controllare che tutto vada bene.

 

 

 

 

 

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