A volte bastano poche parole per descrivere la situazione del Prosecco

 

Noi lo sappiamo che son cose diverse, ma il consumatore dall’altra parte del mondo lo sa? Conosce la differenza tra prosecco doc e prosecco superiore docg? guarda solo il prezzo? E se vedesse concretamente la differenza tra le zone di produzione? Asolo capitale dell’arte, Valdobbiadene della spumanttistica e Conegliano centro studi Venezia x arte e turismo e storia

 

Parole rubate a Marco Merotto

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Questo post ha 9 commenti

  1. Carlo on 27 Ottobre 2011 at 11:40 Rispondi

    Ciao Luca, ti do del Tu perchè il dato anagrafico ci rende quasi coetanei.

    Sono un vitivinicoltore di Susegana, cittadina dei due castelli e della casata più antica d’Italia, i Collalto.

    Produco doc (prevalentemente) e docg avendo l’azienda divisa in due da una strada storica come la Pontebbana che nel punto più largo misura forse 10 metri ad essere generosi.

    Vorrei che il Merotto venisse nella mia azienda (il mio indirizzoo email ce l’hai) con qualche consumatore e distinguesse tra il docg prodotto sopra la Pontebbana e quello prodotto sotto la Pontebbana.

    Stessi terreni, stessa tecnica di coltivazione e stesso enologo, il sottoscritto.

    Poi vorrei portare il Merotto a visitare un’azienda amica (sono socio) di Pordenone con impianti altamente tecnologici (fino a 4500 ceppi per ettaro) e sentire la sua opinione comparativa di fronte a certi miseri impianti sovracaricati di docg della mia zona o della zona delle colline di Valdobbiadene.

    E vorrei che il Merotto spiegasse al consumatore perchè un docg viene trattato con l’elicottero e la sua compatibilità con il sistema circostante. E’ possibile che uno arrivi con un audi nera e se ne torni a casa con una macchina punteggiata di giallo?

    Caro Luca il consumatore (così penso e constato sul mercato) è molto più scafandrato di quanto pensiamo e se ne frega se beve un doc o un docg italianopurchè il vino sia buono perchè proveniente da uve buone.

    Da me gira voce che qualche anno fa l’enologo di una nota cantina locale travandosi a cena e bevendo del suo vino (travasato su una bottiglia ordinaria) abbia avuto da ridire…

    Senza polemica alcuna ma questo ritornello della “differenza” è stancante per chi produce un vino che non ha nulla da invidiare a vini che possono fregiarsi di un targhetta perchè così stabilito da un decreto.

    Vorrei invece chiederti del sovescio. Lo pratichi ogni anno, su tutti i filari…?

    Ciao e Buon lavoro.

    Carlo.
    Susegana.

    • Luca on 7 Novembre 2011 at 14:05 Rispondi

      Carlo,
      da qualche parte bisognerà pur cominciare a delimitare la zona storica no? capisco il tuo punto di vista ma dobbiamo per forza muoverci in questo modo.
      per quanto riguarda il sovescio, primo anno per me, mi sono informato molto prima di farlo ed è la strada giusta.

    • hope on 13 Dicembre 2011 at 12:07 Rispondi

      Buongiorno, sono un discreto consumatore di Prosecco.
      Da alcuni anni mi reco regolarmente dalle vostre parti per acquistare vino imbottigliato e sfuso.
      Potreste gentilmente chiarirmi la complicatissima (alla faccia della burocrazia, in questo siete peggio di un ministero!) questione del Prosecco??? Cosa è una bottiglia sulla cui etichetta leggo semplicemente Prosecco? (la parola “Valdobbiadene” appare solo una volta, scritta in piccolo dove è riportata la sede della cantina di produzione). Che differenza c’è tra una bottiglia così ed una di Frizzante DOCG? Cosa vendono le cantine della zona come vino sfuso? cosa c’è dentro i “silos” da cui riempono le mie damigiane, prosecco proveniente dal friuli, prosecco di valdobbiadene o cos’altro???
      e cosa sono queste benedette sovra-produzioni di cartizze??? un’area così minuscola ha tutte queste sovra-produzioni???
      grazie a chi vorrà illuminarmi e rendere più consapevole il mio (smodato) consumo di prosecco.
      ciao

      • Luca on 14 Dicembre 2011 at 10:01 Rispondi

        Ciao Hope
        la questione è più semplice di quello che può sembrare. Quando non vedi specificato il nome della zona ma solo la parola prosecco vuol dire che è doc (l’ex igt per capirci) produzioni di 180 qli per ettaro. Quando in etichetta invece c’è il nome della zona (asolo, valdobbiadene, conegliano) si parla di docg con rese di molto inferiori, 120 qli ettaro per asolo, 135 per conegliano valdobbiadene, questa è la vecchia doc.
        Lo sfuso generalmente è prosecco e in quel caso devi affidarti al tuo naso e all’onestà della cantina, per fare cosa buona e giusta dovrebbero sempre emettere fattura o ricevuta fiscale sul vino che ti vendono 😉
        Il cartizze è comunque sempre prosecco che arriva però da un’area delimitata, si dice che ci sia molto cartizze falso, anche in quel caso quando lo comprate accertatevi di ricevere documento fiscale 😉

  2. hope on 14 Dicembre 2011 at 10:26 Rispondi

    innanzitutto grazie luca.
    poi, approfittando della tua disponibilità, mi concentrerei su una tua frase in particolare: “lo sfuso generalmente è prosecco”. in pratica significa che generalmente io mi reco a valdobbiadene per comprare qualche centinaio di litri di vino che potrebbe provenire (lui o le uve con cui è prodotto) dal friuli???
    riguardo al falso cartizze, in che modo il fatto di ricevere documento fiscale mi certifica che quel vino è eccedenza di cartizze?
    se leggo su una bottiglia di prosecco (generico): prodotto dalla cantina X di valdobbiadene e spumantizzato da (codice alfanumerico), cosa significa???
    grazie luca (e se le domande cominciano ad essere un po’ troppe, lascia pure perdere… 😉
    ciao

    • Luca on 14 Dicembre 2011 at 10:45 Rispondi

      Io credo che il 99% delle aziende lavori seriamente ma come in tutti i lavori vuole guadagnare di più illecitamente. Prova a pensare se un produttore di prosecco vendesse in damigiana il suo vino senza fare nessun tipo di documento fiscale, potrebbe tranquillamente comprare altrettanto vino e rivenderlo creando un circolo vizioso, in questo caso potrebbe (volendo) comprare prosecco (in nero) dal friuli.
      Quando voi clienti richiedete scontrino o fattura automaticamente la cantina deve scaricare dai registri vino il quantitativo venduto, se tutti facessero così non esisterebbero più speculazioni 😉
      Il discorso dell’etichetta è più complicato. Devi sapere che un terreno in zona docg può produrre a scelta anche doc (non il contrario) quindi un’azienda di valdo può produrre doc. il numero che vedi è un identificativo dell’azienda imbottigliatrice, io per esempio ho TV11396, chi non ha l’impianto di imbottigliamento dovrà scrivere in etichetta “imbottigliato da TVxxxxxx
      Non ti preoccupare, chiedi pure, sarà un piacere per me rispondere 😉

  3. hope on 14 Dicembre 2011 at 11:04 Rispondi

    ok, con il discorso dello scontrino o ricevuta fiscale con me (lavoratore dipendente) sfondi una porta aperta! e mi fa piacere che a farlo sia un imprenditore produttore di vino…
    noi abbiamo sempre richiesto ed ottenuto ricevuta. se questa è in qualche modo una garanzia in più, continueremo a farlo.
    quindi se ho capito bene, io potrei avere azienda e terreno a valdo e scegliere di produrre prosecco (generico) anzichè docg. non mi è molto chiaro quale sarebbe la convenienza (forse il fatto che posso fare più quintali ad ettaro e quindi più produzione?). se così fosse non è detto che il prosecco che ho comprato ultimamente sia proveniente da altre parti… in teoria potrebbe anche essere il suo che ha scelto di fare quello anzichè il docg!!!
    in ogni caso, ribadisco: il funzionamento di un ministero, al confronto, è di una semplicità clamorosa! 😉
    p.s. te da che parte sei? non è escluso che la prossima volta che saliamo in zona si faccia una capatina a trovarti…
    ciao, grazie ancora

    • Luca on 14 Dicembre 2011 at 14:16 Rispondi

      esatto, un terreno docg può produrre doc. 60 qli in più, meno restrizioni, per il momento niente fascetta di stato.

  4. GuadagnareCon on 28 Novembre 2013 at 17:00 Rispondi

    Non so molto di vino, sono astemio 🙂 ma conosco anche io il problema di chi cerca di guadagnare in modo poco serio, magari aggirando le tasse o peggio ancora prendendo in giro il cliente finale. Guadagnare in modo serio significa rispettare le regole fiscale e …. etiche. Purtroppo questo certamente non è un problema che riguarda solo il mondo del vino, ma in generale un po’ tutti. Queste discussioni fanno bene per tenera alta l’attenzione, sia tra i produttori, sia tra i consumatori.

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