Mercato dei vini della Fivi

Al mercato dei Vini a Piacenza ho visto cose:

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– Quasi 250 vignaioli
– Pace e serenità
– Carrelli pieni zeppi di bottiglie di vino
– Operatori del vino
– Privati che comprano vino per degustarlo e poi chiedono in che enoteca della loro città possono riacquistarlo
– Famiglie coi bimbi al seguito 
– Ho riabbracciato colleghi e vignaioli convinti del loro valore sociale
– Ho visto un direttivo serio, laico e pronto a portare avanti le battaglie per la difesa del vignaiolo
– Ho visto vignaioli convenzionali e naturali, biologici e biodinamici, famosi e sconosciuti messi sullo stesso livello
– Ho visto per la prima volta colleghi produttori di Prosecco (e colfondo) consigliare l’azienda di un produttore “concorrente” e questo mi ha più di ogni altra cosa riempito di gioia

I vignaioli sono una categoria da difendere col coltello tra i denti, io sono pronto a lottare e voi?

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Questo post ha 3 commenti

  1. Maria Grazia on 6 Dicembre 2013 at 0:15 Rispondi

    Certamente una manifestazione importante e come poche altre capace di mettere in relazione i vignaioli con i consumatori finali. Ma – sono anni che lo dico – la FIVI dovrebbe riflettere e forse attenersi a regole più stringenti e simili a quelle dei corrispondenti vigneron francesi. Un limite aziedale in temini di ettari, una regola che non permetta, come aziende agricole, l’acquisto di oltre il 40% delle uve. Non avere un commerciale, come paletto per poter essere qualificati vignaioli, mi pare un po’ poco. Poi, ok, il vignaiolo gestisce tutta la filiera, dalla vigna alla bottiglia, ma credo che una riflessione occorra.

  2. Maria Grazia on 6 Dicembre 2013 at 0:15 Rispondi

    Certamente una manifestazione importante e come poche altre capace di mettere in relazione i vignaioli con i consumatori finali. Ma – sono anni che lo dico – la FIVI dovrebbe riflettere e forse attenersi a regole più stringenti e simili a quelle dei corrispondenti vigneron francesi. Un limite aziedale in temini di ettari, una regola che non permetta, come aziende agricole, l’acquisto di oltre il 40% delle uve. Non avere un commerciale, come paletto per poter essere qualificati vignaioli, mi pare un po’ poco. Poi, ok, il vignaiolo gestisce tutta la filiera, dalla vigna alla bottiglia, ma credo che una riflessione occorra.

    • Luca on 6 Dicembre 2013 at 22:50 Rispondi

      Ciao Maria Grazia, ti assicuro che questi sono temi che stiamo affrontando e che sono tutt’altro che facili da risolvere.
      Noi ce la metteremo tutta per dare aiuto ai vignaioli e cercare di trovare la soluzione a questo dilemma.
      Vi terremo comunque aggiornati

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