Corona al ColFòndo Colli Trevigiani

corona ColFondo colli trevigiani

Tra qualche mese la denominazione del nostro ColFondo passerà da Asolo Prosecco DOCG a Colli Trevigiani IGT.

Nei fatti non cambierà nulla, le uve arriveranno sempre dalle nostre vigne, saranno lavorate con l’attenzione di sempre, “solamente” non potremo più chiamarlo PROSECCO e invito anche voi a non farlo.

Da quando le zone classiche del Prosecco (Asolo e Conegliano-Valdobbiadene) sono diventate Docg, abbiamo lavorato per proporre solo Prosecchi che portassero in etichetta il nome del nostro territorio. Siamo sempre stati orgogliosi di vivere in luoghi così intrisi di storia e capaci di esprimere un Prosecco Superiore di grande carattere, tanto da togliere la parola Prosecco nell’etichetta del VECCHIE UVE.

vecchie uve

Cosa guadagneremo e cosa perderemo in questa micro rivoluzione?

Tappo Corona

Da sempre abbiamo usato il tappo sughero, unicamente per riportare in etichetta “Asolo Docg”. Siamo sempre stati coscienti però che la chiusura perfetta per questa tipologia sia il tappo corona. Pensate solo che i metodi classici di tutto il mondo mettono il tappo sughero solo dopo la sboccatura e non certo per questioni legati alla qualità.
Chi meglio di Paolo de Marchi di Isole e Olena per spiegare i vantaggi di un tappo tecnico. Un video illuminante

Libertà Espressiva

Essere parte di una denominazione ha molti vantaggi ma, per forza di cose, limita l’espressività di chi vuol tentare di dare personalità a un vino massificato. Qualsiasi chiusura diversa dal tappo in sughero non è prevista per il Prosecco DOCG. L’obiettivo di un consorzio dev’essere la riconoscibilità globale con tutti i pro e contro che ne conseguono.

Perderemo consensi?

Siamo coscienti del fatto che, soprattutto il consumatore medio, è legato alla poesia del tappo in sughero, al botto in apertura. Il tappo corona ha poco appeal: è stata soprattutto la grande industria, in un ottica di riduzione di costi, a utilizzare massivamente questa chiusura per vini di scarsa qualità. Questo ha portato a un pessimo valore percepito per una chiusura che, di fatto, non ha rivali.

Siamo disposti a correre questo rischio, perderemo qualche cliente ora per guadagnarne altri in un futuro che si sta dirigendo verso le tappature tecniche.

10 annate in verticale

Quello che ci ha dato coraggio per fare il passo decisivo è stata una verticale di 10 annate fatta in famiglia.  Tappo sughero e tre diversi tappi corona. I tappi tecnici senza dubbio davano vini più integri e vivi.

10 vecchie annate di prosecco colfondo

Obiettivi

E’ sicuramente più semplice promuovere un vino spumante Metodo Martinotti, piuttosto che un vino velato, non dosato e fuori dagli schemi.
Ciò che ci spinge verso questa strada è l’orgoglio per le nostre radici contadine.
Lavoreremo al fianco della denominazione per far capire quanto importante sia ascoltare la base, i produttori più piccoli, le famiglie della zona che hanno mantenuto vivo un sentimento, una tradizione.
Dimostreremo ancora una volta, quanto questo vino riesca a dare valore non solo a chi lo produce ma a tutto il territorio.

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