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Norme UE troppo rigide su internet e marketing causano una protesta tra i produttori di vino italiani

monforte alba barolo langhe piemonte

Sopra: Monteforte d’Alba è un paese nella denominazione “Barolo”. Si trova nelle “Langhe” in “Piemonte”. Una norma europea ha limitato un produttore di Barolo di Monteforte per aver menzionato “Langhe” e “Piemonte” in internet e in altro tipo di materiale promozionale perché in conflitto con la denominazione “Langhe” e “Piemonte”. 

Un’inchiesta di oggi nel quotidiano inglese The Independent descrive un dibattito che si è sviluppato tra i produttori italiani: le rigide norme europee in tema di marketing ora limitano l’utilizzo di riferimento regionali che le cantine usano sia online che su materiale stampato.

All’inizio dell’anno, un produttore di Barolo è stato condannato per “aver menzionato in materiale promozionale il fatto che la sua cantina si trovi nelle Langhe in Piemonte, oltre che nello stesso paese che ha dato il nome al vino rosso.”

In altre parole, per l’aver scritto “Langhe” e “Piemonte” nel materiale promozionale, ha violato una norma UE: “Langhe” e “Piemonte” sono sì, entrambi nomi di luogo ma sono anche destinati alla denominazione in Europa – “Langhe DOC” e “Piemonte DOC.”

Anche se la cantina in questione si trova nelle colline delle Langhe in Piemonte, il produttore ha violato una regola menzionando i nomi dei paesi all’interno del materiale promozionale.

La storia è stata riportata nel quotidiano inglese dopo che il fondatore di Slow Food Carlo Petrini ha pubblicato in una testata online uno scritto in merito alla questione, la settimana scorsa. Nel pezzo, ha espresso la sua perplessità per questa regola così restrittiva e ha offerto supporto alla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e la loro chiamata alla disobbedienza civile.

Ad inizio ottobre, la federazione ha pubblicato una lettera aperta nel sito internet denunciando questa norma e passando all’azione chiedendo agli oltre 600 membri di violare la norma (se non già violata) e di riportare l’infrazione commessa.

Se il governo italiano non prende una decisione per cambiare – riuscendo a farlo – la legge entro il 31 dicembre 2014, la Federazione ha dichiarato che chiamerà i propri membri ad agire già a partire dal 1 gennaio 2015.

“Siamo pronti alla disobbedienza civile,” scrive l’autore della lettera aperta ad opera della FIVI, “per difendere il diritto a comunicare il nostro territorio.”

Comunicazioni di servizio (ColFòndo disponibile a partire dalla settimana prossima)

Da qualche settimana stiamo collaborando con Teatro del Vino per la distribuzione dei nostri vini in tutto il territorio nazionale.

Il centro di Milano continuerà ad essere seguito direttamente e il centro di Firenze sarà essere seguito da ViniEtici.

Ieri sono venuti in visita alla nostra azienda 4 rappresentanti di Teatro del Vino rispettivamente delle zone di Modena, Vicenza, Verona e Treviso ed abbiamo assaggiato assieme il ColFòndo imbottigliato 8 mesi fa.

Finalmente pare sia pronto per entrare in commercio.

Ci scusiamo per il disagio e per la mancanza di prodotto che è perdurata per quasi un mese.

Dalla settimana prossima entrerà in commercio il lotto L.11/13.

—Luca Ferraro

 

Luca Ferraro: all’attuale normativa avrei preferito abbassare le rese per ettaro

Nei blog italiani non si fa che parlare di uno sblocco del Prosecco DOC pari al 100.000 hl.

Immagino però che molti di voi non capiscano le dinamiche che ha portato a questa follia.

Partiamo dall’inizio, dieci anni di impianti incontrollati hanno portato a un surplus di produzione, tutti noi produttori immaginavamo cosa sarebbe successo mentre la politica è stata ferma a guardare.

Ne parlavo qui.

Succede che nel 2012 per paura di un crollo dei prezzi dovuto alla troppa offerta si decide di bloccare le vendite del 10% della produzione, le aziende tutto d’un tratto si sono trovate nell’impossibilità di vendere una bella fetta della loro produzione. A luglio 2013 si decide di sbloccare questo 10% visto l’aumento di richiesta di prosecco a livello globale.

Durante la vendemmia 2013 il consorzio decide che questa vendemmia vedrà il blocco del 20% della produzione. Immaginate una piccola azienda che produce 1000 hl di prosecco che ha in cantina 200 hl di vino inserita nella categoria “limbo”, se si vuole vendere quella parte di vino lo si deve declassare a vino da tavola con conseguente deprezzamento oppure attendere e sperare che qualcuno dall’alto prenda le decisioni giuste (Sigh…).

Certo, le richieste di Prosecco stanno aumentando anno dopo anno e questo è un dato positivo, dall’altra parte pero c’è ancora quella sovrapproduzione con cui fare i conti. E’ stato sbloccato il 5% del totale e il restante 15 rimarrà ancora li, fermo in cantina ad aspettare che qualcuno decida di cambiare regole.

Vi ricordo che:
Prosecco doc 180 qli ettaro
Prosecco docg conegliano valdobbiadene 135 qli per ettaro
Prosecco docg asolo 120 qli per ettaro

Io sono un semplice contadino ma all’attuale normativa avrei preferito abbassare le rese per ettaro.

L’anno prossimo bloccheranno il 30%?

—Luca Ferraro
vignaiolo

luca ferraro

Colfòndo un vino “da hipster”

From the hipster Italian blog Dissapore

(Per approfondire: Cosa vuol dire ‘hipster’?)

Mappa dei vini hipster d’Italia: il Nord

Veneto: Colfòndo

Classico esempio di metodologia tradizionale, abbattuta dalla produzione industriale e dal sistema Charmat e tornata progressivamente al centro delle attenzioni più ricercate. Il rifermentato in bottiglia, nei suoi lieviti e senza filtrazione, non è tipologia che appartiene solo al prosecco, ma da queste parti è garanzia di mantenimento delle caratteristiche primarie del vitigno. Quest’anno al Vinitaly se ne trovava molto più della media, anche se le facce dei meno conoscitori della tipologia di fronte all’aspetto torbido del prodotto dovrebbe assicurarci l’abbraccio della nicchia ancora per molto tempo.

Cantina di riferimento: Bele Casel.

jeremy parzen prosecco

 

New Yorker profiles Massimo Bottura of Osteria Francescana (Modena)

massimo bottura new yorker

What a thrill to read the New Yorker magazine’s profile of Massimo Bottura of the Michelin-starred Osteria Francescana in Modena, the first time the prestigious masthead has profiled an Italian chef.

Here’s a link to the article (you need to be a subscriber to read).

What Prosecco Colfòndo does Massimo serve in his storied restaurant, considered by many to be among the top restaurants in the world today?

Yes, you guessed it…