Categoria: opinion

Luca Ferraro: all’attuale normativa avrei preferito abbassare le rese per ettaro

Nei blog italiani non si fa che parlare di uno sblocco del Prosecco DOC pari al 100.000 hl.

Immagino però che molti di voi non capiscano le dinamiche che ha portato a questa follia.

Partiamo dall’inizio, dieci anni di impianti incontrollati hanno portato a un surplus di produzione, tutti noi produttori immaginavamo cosa sarebbe successo mentre la politica è stata ferma a guardare.

Ne parlavo qui.

Succede che nel 2012 per paura di un crollo dei prezzi dovuto alla troppa offerta si decide di bloccare le vendite del 10% della produzione, le aziende tutto d’un tratto si sono trovate nell’impossibilità di vendere una bella fetta della loro produzione. A luglio 2013 si decide di sbloccare questo 10% visto l’aumento di richiesta di prosecco a livello globale.

Durante la vendemmia 2013 il consorzio decide che questa vendemmia vedrà il blocco del 20% della produzione. Immaginate una piccola azienda che produce 1000 hl di prosecco che ha in cantina 200 hl di vino inserita nella categoria “limbo”, se si vuole vendere quella parte di vino lo si deve declassare a vino da tavola con conseguente deprezzamento oppure attendere e sperare che qualcuno dall’alto prenda le decisioni giuste (Sigh…).

Certo, le richieste di Prosecco stanno aumentando anno dopo anno e questo è un dato positivo, dall’altra parte pero c’è ancora quella sovrapproduzione con cui fare i conti. E’ stato sbloccato il 5% del totale e il restante 15 rimarrà ancora li, fermo in cantina ad aspettare che qualcuno decida di cambiare regole.

Vi ricordo che:
Prosecco doc 180 qli ettaro
Prosecco docg conegliano valdobbiadene 135 qli per ettaro
Prosecco docg asolo 120 qli per ettaro

Io sono un semplice contadino ma all’attuale normativa avrei preferito abbassare le rese per ettaro.

L’anno prossimo bloccheranno il 30%?

—Luca Ferraro
vignaiolo

luca ferraro

Guide, dall’altra parte della barricata

blind fold italian

Ho sempre avuto un brutto rapporto con le guide e i concorsi del vino. In passato alcune “vittorie” mi hanno insospettito. Per questo fino all’anno scorso non ho mandato i vini a nessuno se non alla guida Slow Wine che veniva a visitare l’azienda prima di decidere se il nostro vino era valevole.

L’anno scorso il consorzio ci richiede di mandare i campioni a più guide possibili per fare in modo che il territorio venga conosciuto.

Bene, alcuni giorni fa sono passato dall’altra parte della barricata. La guida Vini Buoni d’Italia mi chiama per partecipare alla degustazione dedicata ai Prosecco DOCG.

Una cinquantina di vini degustati rigorosamente alla cieca che hanno messo in crisi il mio modo di vedere le cose.
Degustare in batteria è davvero complicato, snervante.
Da quella serie di assaggi ho imparato che:

1. La degustazione cieca è ancora la migliore cosa che si possa fare per essere imparziali ed obiettivi
2. I degustatori che ho conosciuto io sono seri e preparati
3. Il confronto tra enologi e degustatori professionisti è utile da entrambe le parti
4. Per fare un grande prosecco dry servono uve di grande qualità e vignaioli in grado di gestirle con coscienza
4.1. non è assolutamente vero che lo zucchero aiuta. Difficilissimo produrre un dry equilibrato e piacevole
5. Il prosecco si sta sempre più orientando verso la tipologia brut
6. Anche le grandi aziende riescono a fare una linea di prosecco ad altissimi livelli
7. Il Cartizze è per la stragrande maggioranza prodotto nella tipologia Dry
8. Dopo 50 vini avresti voglia di stenderti a letto e dormire per due giorni interi
9. Per degustare professionalmente bisogna essere allenati
10. Quando su 5 bicchieri ci sono 3 vini che si assomigliano in maniera spudorata vuol dire che c’è qualcosa che non va
10.1. Dall’altra parte, discostarsi troppo dall’idea che abbiamo in mente del Prosecco potrebbe essere visto come difetto o mancanza di tipicità.

Luca Ferraro
vignaiolo