Categoria: Prosecco Colfòndo

Che cos’è il Prosecco Colfòndo?

col fondo sur lie

Il Prosecco Colfòndo è il vino tradizionale delle nostre colline. Quando i miei genitori erano bambini il Prosecco (ora Glera) veniva vendemmiato a fine ottobre. C’è chi mi ha raccontato di averlo addirittura vendemmiato sotto la neve.

Una volta portato in cantina, la fermentazione, a causa delle basse temperature, si bloccava e il vino rimaneva dolce.

Tutti i contadini nei primi mesi dell’anno imbottigliavano e come per magia con i primi caldi primaverili la fermentazione ripartiva creando così questo fantastico rifermentato in bottiglia.

Il processo fermentativo è lo stesso dei più famosi Champagne solo che nel nostro caso non avviene la sboccatura, il lievito rimane dentro alla bottiglia fino a che non deciderete che è giunta l’ora di berla.

Potrei tenervi inchiodati allo schermo raccontandovi di persone che hanno bevuto colfòndo di 30 anni rimanendo stupefatti di fronte a quel bicchiere. Di sicuro non vi racconterei una bugia.

Potrei dirvi che se andrete a trovare qualche contadino che vive in queste colline e che possiede un piccolo appezzamento di vigneto di sicuro non vi offrirà un prosecco metodo charmat ma di sicuro un colfòndo, probabilmente lo scarafferà, difficilmete ve lo farà bere torbido.

Se però venite a trovare me sarete costretti a berlo torbido perchè io lo amo così, perchè credo che il fondo sia l’anima di questo vino e in quanto tale non debba essere separata dopo tutto quel tempo passato assieme a lui.

 

Luca Ferraro
Vignaiolo

Grazie grazie grazie da tutta la Bele Casel

best italian cook booksQualche giorno fa il postino ha portato un libro di cucina Risparmia, Recupera & Ricicla dove Adua Villa scrive del nostro ColFòndo.

L’arrivo di quest’ultimo mi ha messo un’irresistibile voglia di andare a rileggere tutti gli articoli su stampa che custodiamo gelosamente conservando grande stima e affetto per tutti gli amici che hanno voluto dimostrarci in questo modo vicinanza e rispetto per quello che facciamo.

Per un’azienda familiare come la nostra è un’estrema soddisfazione vedere il proprio nome scritto su riviste così importanti, da Repubblica a Panorama, passando per il Corriere della Sera a la Cucina Italiana e tanti altri.

Quello che volevo dire è che moltissimi amici negli anni hanno parlato di noi, dei nostri vini e della passione che mettiamo nel nostro lavoro.

Lasciateci quindi fare ancora una volta un grande ringraziamento a chi ci ha aiutato a farci conoscere, a portare la nostra voce a tutti i loro lettori.

Grazie grazie grazie da tutta la Bele Casel.

Ecco cosa scrive Adua del nostro ColFòndo.

“Bele Casel

Prosecco Colfòndo

Ad Asolo, in piena zona Prosecco DOCG, troviamo un’azienda che produce vini con il rispetto più totale verso la terra che fa crescere queste piante e accortezze verso le tecniche in cantina.

Il Prosecco Colfòndo rifermenta in bottiglia in ambiente fresco e buio.

Questo metodo di spumantizzazione crea un vino in costante evoluzione e cambiamento, anche i profumi e il gusto cambiano molto nel tempo.

Il consiglio è di agitare delicatamente la bottiglia per riprotare il lievito presente nel fondo.

Una esperienza per i vostri abbinamenti.”

Il nostro Colfòndo

Il nostro Colfòndo non esce dalla cantina prima di 7/8 mesi.

Il nostro Colfòndo 2010 ha una solforosa totale a 13 mg/litro. Il limite massimo per evitare di riportare in etichetta “contiene solfiti” è 10.

Il nostro Colfòndo 2011 sarà ottenuto da uve dove si è utilizzato in vigna solo rame e zolfo.

Il nostro Colfòndo non vede nessun prodotto chimico in cantina.

Il nostro Colfòndo arriva da vigne molto vecchie e di collina.

Il nostro Colfòndo è docg, un Asolo Prosecco docg.

Il nostro Colfòndo viene seguito dalla potatura alla vendita direttamente da noi.

Non lo so se il nostro Colfòndo è più o meno buono degli altri ma vi assicuro che stiamo dando il massimo per darvi un prosecco rifermentato in bottiglia che sia di alta qualità e il più sano possibile.

Luca Ferraro risponde a un dettratore del Prosecco ColFondo

col fondo sur lie

Con questo scritto mi rifaccio a un articolo pubblicato nei giorni scorsi su Intravino dove un produttore esprimeva la sua perplessità sulla produzione del ColFondo in quanto vino poco rappresentativo del territorio e venduto grazie a un forte lavoro di marketing.

Dopo averlo letto mi sono sentito toccato nel vivo e ho deciso quindi di rispondere a modo mio, riportando le mie opinioni in merito.

Abbiamo ricominciato a produrre il ColFondo con l’annata 2008 perché volevamo riprendere la passione di mio nonno e poi di mio padre che hanno fondato il loro lavoro su questa tipologia di Prosecco. Non abbiamo cavalcato nessuna onda modaiola e non abbiamo pensato come primo aspetto al fattore economico.

Siamo partiti producendo poco più di mille bottiglie e quest’anno dopo sole cinque vendemmie siamo arrivati a toccare le ventimila unità. Ammettiamo che questa tipologia rappresenta solo una piccola percentuale della nostra produzione ma è il vino che in assoluto ci ha più appassionati e che ci regala ogni volta emozioni diverse.

Abbiamo scelto per produrre il ColFondo la nostra migliore vigna, lo facciamo maturare per minimo sei mesi in bottiglia prima di immetterlo nel mercato, abbiamo e stiamo dando il massimo per produrre un’altissima qualità per far in modo che questo vino parli la lingua del nostro territorio, Asolo.

La caratteristica che più ci affascina è il fatto che non si tratta di un vino omologabile, ogni territorio, ogni vigna, ogni annata e ogni bottiglia sono diverse una dall’altra e per noi questo è segno di vitalità e di sincerità.

Ribadisco per l’ennesima volta che dal mio punto di vista il Prosecco ColFondo e il Prosecco metodo Martinotti hanno pari valore e pari dignità.

Vorrei chiudere riportando le parole dell’amico vignaiolo Michele Fino:

Il successo dei prosecchi rifermentati in bottiglia rappresenta una reazione analoga alla sua rispetto ai prosecchi da autoclave poco rispettosi della glera e del territorio.

Infatti, molti consumatori ed alcuni attenti produttori hanno intravisto nella rifermentazione in bottiglia un modo per riaccostarsi ad un vino maggiormente rispettoso di territorio e materia prima.

Non c’è dubbio che un Martinotti fatto come si deve dopo una vinificazione primaria di grande attenzione e poca manipolazione sia al fianco della rifermentazione in bottiglia sul percorso che conduce a ricostruire l’identità del prosecco. Proprio per questo, secondo me, nessuno dei due metodi deve essere sostenuto a discapito dell’altro: sono cose diverse, danno risultati diversi, hanno esiti enologici e attitudini di charme diversi, dunque contribuiscono in modo originale allo stesso risultato complessivo: esaltare la varietà del prosecco a scapito della sua immagine oggi molto massificata.

Luca Ferraro

Storie sul Colfòndo

best col fondo prosecco large format

Ho imparato molto dagli amici produttori, ho ascoltato con molta attenzione quello che avevano da raccontarmi, soprattutto dai vignaioli più anziani. La storia del nostro territorio passa indissolubilmente attraverso i loro racconti e la loro esperienza.

– Lo sapevate per esempio che i nostri vecchi chiamavano il ColFondoel vin de butiglia” ossia il vino in bottiglia. Si è cominciato a chiamarlo “vin col fondo” solo quando è nato il metodo Martinotti. C’era bisogno di distinguere le due tipologie di Prosecco.

– Quello che però mi ha fatto ragionare più di ogni altra cosa è il racconto di un amico produttore riguardo al ColFondo.

Una volta si facevano vini “duri”, tannici, anche le uve bianche venivano fatte macerare per alcuni giorni. Per renderli più bevibili veniva aggiunto un poco di zucchero prima dell’imbottigliamento. In primavera, con l’aumentare delle temperature partiva la fermentazione e si otteneva così il vino col fondo. La gente che veniva a comprare il vino in cantina ha cominciato ad innamorarsi delle bolle e così “el vin col fondo” ha avuto il suo periodo d’oro.

 

Biscotti al Colfòndo

Ricetta:

Prendete un fornaio anarchico, e portatelo al piccolo forno marziali e un contadino che semina grano in terre fertili e in regime biologico, raccolto, accuratamente selezionato, e macinato a pietra.

Questi due artisti e il nostro Colfóndo hanno portato alla creazione di 3 tipologie di biscotti.

 

 

Fave con cacao e mandorle

 

 

 

 

Biscottini con uvetta sultanina

 

 

 

 

 

 

Biscottini integrali con nocciole e zenzero

 

 

 

Dicono che i prodotti artigianali assomiglino ai loro creatori, direi che in questi biscotti esce la pazzia e la passione, non di certo eleganti e alla moda ma pieni di carattere e coi piedi ben piantati per terra, come i vecchi contadini.