Sono biologico e voglio essere controllato

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Pochi giorni fa ho ricevuto la visita dal nostro ente certificatore, ha voluto vedere tutte le vigne, ha controllato tutti i registri di carico e trattamenti, un controllo serio e preciso.

Quello che mi ha spiazzato è stata la risposta alla mia domanda: Dobbiamo prelevare campioni di foglie, grappoli o vino da analizzare per ricercare eventuali residui di fitofarmaci? La risposta è stata: No, quest’anno non sei stato estratto tra i papabili da controllare.

Certo, dal punto di vista economico la baracca non starebbe in piedi. Io pago 500 euro circa di certificazione su 11 ettari e l’analisi ne costa più di 200 se non erro. Immagino che i 200€ di analisi non coprirebbero i costi di chi ha 1 o 2 ettari in certificazione biologica.

Io invece vorrei riuscire a dare ai nostri clienti qualcosa di sicuro, un’analisi fatta da ente terzo, tutti gli anni su vino e vigna.

Non mi sono mai piaciute le autocertificazioni, è troppo facile dire alla gente “io sono naturale” troppe aziende lo fanno, troppe aziende trattano convenzionalmente e usano diserbi e poi raccontano ai clienti di essere naturali ne parlava les caves de pyrene poco tempo fa con un post intitolato ” bio un par di balle “. Aziende che dichiarano a delle guide di non usare diserbo e guarda caso hanno le righe gialle sotto la vigna.

Potremmo parlare anche di convenzionali che facendo vini torbidi si passano tutte le fiere naturali definendosi pure biodinamici.

Questo non è giusto, non è giusto che qui ci si faccia il mazzo (scusate il francesismo) per produrre prosecco biologico e si rischi di perdere l’uva quando basterebbe urlare al mondo IO SONO UN NATURALE.

Io non ci sto.

Foto da http://lescavesdepyrene.blogspot.it/