Parliamo di terroir e non di vitigno

Il mercato dei vini è stato importante per me non tanto per le bottiglie vendute, ma per tutto il contesto dei due bellissimi giorni.

In primis la conferenza e in particolar modo l’intervento di Mario Fregoni, uno dei massimi esperti mondiali di viticoltura, che mi ha fatto ragionare moltissimo.

Ha detto senza troppi giri di parole che se vogliamo arrivare distanti dobbiamo parlare del teritorio e non del vitigno. Ha detto che pian piano a suo parere dobbiamo rimpicciolire la parola Prosecco e puntare sulla denominazione, Asolo docg superiore.

E’ quello che faremo da qui a breve, piccole modifiche per arrivare ad ridurre il carattere della parola Prosecco in etichetta o chissà magari ad eliminarla. Servirà tempo ma prima o poi ci arriveremo.

Lo stesso Fregoni si è schierato contro il fatto che 9 provincie siano state legate al nome Prosecco rovinando così col tempo quello che è avvenuto nei secoli nelle bellissime colline di Asolo, Conegliano e Valdobbiadene.

Come non concordare con queste parole?

Parlando di terroir si protegge anche il vitigno, tutti sappiamo che il Barolo è prodotto da uve Nebbiolo e che il Brunello è prodotto a partire da Sangiovese (.cit)

Ecco quello che vado dicendo da mesi oramai. Dovevamo lavorare assieme sotto un unica docg per proteggere chi lavora in collina e non riesce a spuntare prezzi bassissimi lavorando a pari superficie quasi il doppio delle ore.

Il lavoro di promozione dev’essere costante da parte di tutti i produttori della zona storica.

Ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare.